La vita continua. Ma ci sta modo e modo

Sarà mica che è stata un po’ fuori luogo, la puntata del Grande Fratello andata in onda questa sera? Slittata ADDIRITTURA di due giorni, non tanto per rispetto del lutto abruzzese, ma per lasciare spazio ad una serata di disarmante pressapochismo giornalistico (lunedì sera tra l’alunno dormiente Alessio Vinci e la maestrina cecata Cesara Buonamici nello speciale Matrix in prima serata era in atto una gara a chi ne imbroccava di meno, mentre le Veline del Governo, Gelmini e Carfagna, presenziavano facendo pura demagogia da campagna elettorale fuori stagione), la terzultima puntata del Reality Show di Canale 5 propone – in un irreale clima di mestizia a cui non crede nessuno, tantomeno i telespettatori – un menù che all’inizio sembra depurato, ma che entro la mezzanotte tornerà ad essere quello caciarone di sempre. “I toni della puntata saranno diversi dal solito” annuncia credibile come un assegno postdatato in apertura la Marcuzzi “Ma bisogna andare avanti e speriamo di portare un po’ di allegria”. Fa specie che tale “allegria” non sia ottenibile privandosi del gossip da pollame in batteria: la notizia che Vanessa si è accoppiata con chiunque all’interno della casa, anche con gli acari della polvere, è talmente importante che deve essere spiattellata ad ogni costo ad una Nazione ferita che – secondo gli autori del GF – strenuamente cerca l’evasione; il climax dei buoni sentimenti raggiunto con la riappacificazione tra l’imprenditore auana-sgnaps Gianluca e l’ormoneggiatore perennemente smutandato Alberto, viene nuovamente messo in discussione, a causa della suddetta libertina Vanessa. E con Siria partono le consuete accuse più o meno urlate: “Tu sei falsa”, “Tu sei vera”, “No, gli acari della polvere dicono che sei falsa”. Toni proprio diversi dal solito, insomma.

Allucinante che non si possa rinunciare a mandare in onda il video del momento di panico di domenica notte, quando, avvertita la scossa di terremoto, i concorrenti sono dovuti scappare fuori dalla casa. Ora: non è che io mi faccia solitamente impressionare da ciò che la televisione nostrana trasmette anche se talvolta mi abbandono allo sdegno di facciata ed al sensazionalismo giusto pour-parler. Non voglio neanche mettere in dubbio l’umano e comprensibile istinto di sopravvivenza, naturale e sacrosanto se la terra ti trema sotto i piedi. Ma presentare al pubblico le immagini – assolutamente trascurabili – dei concorrenti del Grande Fratello che scappano neanche tanto terrorizzati dai letti tremanti, come se avessero realmente corso un qualche reale pericolo (dentro una struttura fatta di cartapesta, peraltro), come a voler legittimare la dorata cattività costruita in un reality a discapito delle tangibili e drammatiche notizie di cronaca, come a volersi vantare del fatto che se il terremoto è stato distintamente percepito anche nella Casa di Cinecittà, significa che “questo è un reality reale, dove si mette in scena la vita vera“, è semplicemente irriguardoso e profanatorio – per non dir di peggio – nei confronti di chi un letto, una casa, una vita, non ce l’ha più.

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