La fattoria 4

Settimane che me lo chiedo, ma la domanda rimarrà senza risposta. Quanto avevamo bisogno della quarta edizione de “La Fattoria”? Il reality più sopravvalutato della tv, che non ha mai brillato in ascolti, reduce da una immeritata promozione dalla rete gggiovane all’ammiraglia, che non ha mai dato nessun motivo per essere ricordato (se tralasciamo la bestemmia di Roberto da Crema nell’edizione bignardiana che diede il via ad una serie di espulsioni punitive in tutti gli altri reality dove il fattaccio si sarebbe ripetuto), e quindi nessun motivo per essere riproposto. Vi sfido a nominare almeno uno dei presunti vip concorrenti delle successive edizioni targate Barbara d’Urso (dai, ve li suggerisco io: Thorne di Beautiful allo sbando, Francesca Lodo prima dei droga party di Vallettopoli, l’ignominia dei blogger Selvaggia Lucarelli, Pamela di “Non è la Rai”…). E vi sfiderò, tra otto settimane (sempre che il programma non venga soppresso prima) a nominarne uno di quelli del cast di questa prima edizione condotta da Paola Perego, che sa più di una prova generale della Talpa su Canale 5 che altro (o, anche, dell’ennesimo capriccio di prima serata della compagna del più influente agente della tv, che ormai governa Rai e Mediaset e che metterebbe la sua donna ovunque, anche a capo della redazione del telegiornale).

E, a conferma che il “nuovo” reality della domenica è un family-affair del clan Presta, l’inviata per niente speciale della Fattoria sarà un altro “brillante opaco” della scuderia, ovvero Mara Venier (disoccupata di lusso ormai da decenni che accetta un ruolo marginale affidatole da quella che l’ha sostituita nei contenitori di vuoto della domenica pomeriggio) e tra gli opinionisti del programma per la prima volta sullo schermo Sonia Bruganelli meglio nota come lady Bonolis: atteggiamento da velina scaduta, tono di voce fastidioso,  ha finora vissuto all’ombra del conto corrente del marito ma, evidentemente, a causa della crisi economica, in famiglia si rende necessario lavorare entrambi. La Fattoria 4 parte già con una notizia di “cronaca” rimbalzata su giornali e telegiornali: un gruppo di malavitosi avrebbe assaltato il set televisivo allestito in Brasile, derubando la troupe di 40.000 euro: dato che un simile assalto si era già visto alla Talpa, inutile notare che gli autori di questo programma partono con idee già super abusate per il kick-off di uno show che sembra defunto in partenza e che punterà, per risollevarsi, esclusivamente sul “concime organico prodotto dalla fermentazione degli escrementi del bestiame” (che in una fattoria si dovrebbe trovare in gran quantità).

Dopo il salto, la descrizione del cast dei partecipanti, con il realtivo “coefficiente di dimenticabilità”.

I “Riciclati alla velocità della luce”:

Daniela Martani: Fino a due mesi fa era solo una devota lavoratrice che faticava ad arrivare a fine mese. Poi il cappio dell’Alitalia, il Grande Fratello, la decisione di ritirarsi per tornare a lavorare in azienda, il licenziamento, le copertine dei giornali. L’hostess con velleità da soubrette: una che  esce dalla porta e rientra dalla finestra, esce dalla finestra e rientra dallo scarico del wc. Mica scema: Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: medio, volenti o nolenti ce la ritroveremo tra i piedi per un po’

Marco Baldini: Lui senza Fiorello è come Luca Laurenti senza Bonolis: Inutile. Brillare di luce riflessa è impossibile quando il sole che ti illumina è in un altro cielo, anzi in un altro “Sky”. Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: alto, se rimane professionalmente single

Le “Donne di classe”:

Marina Ripa di Meana: è evidente che sia stata chiamata solo per creare trambusto; ma è una donna anziana, meno lucida di un tempo, e col viso ormai in avanzato stato di decomposizione: più che eccessiva, rischierà di risultare altamente patetica. Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: nullo. Almeno sarà l’unica che si salverà dal dimenticatoio, ma non certo per merito (?) di questo programma.

Morena Zapparoli: La vedova allegra di Gianfranco Funari non fa in tempo ad elaborare un lutto che aveva sbandierato sui giornali come insuperabile ed è già pronta ad affogare i dispiaceri nel trash catodico. Complimenti. Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: meritatamente altissimo

Attori sconosciuti:

Ciro Petrone: Un “grande” attore, tanto che la parte di Gomorra in cui recita meglio è quando ne portano via il cadavere con una ruspa. Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: alto, a meno che prossimamente non reciti in coppia con Marco Marfè

Giovanna Rei: Scoperta da Maurizio Costanzo e riciclata in qualsiasi programma/fiction/miusikol di Maurizio Costanzo con ruoli meno che secondari. Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: già ampiamente dimenticata

Linda Batista: una delle tante attrici di fiction di serie Z. Nè carne, nè pesce, ma comunque indigesta. Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: altissimo

Toni Sperandeo: uno dei tanti attori di fiction di serie Z. Nè carne, nè pesce, ma comunque indigesto. Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: altissimo

I “Chi/Who” (sottotitolo: chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere):

Barbara Guerra: Mai sentita nominare. In tv, perlomeno, perché alle medie avevo una fidanzatina omonima, ma non credo sia lei anche perchè quando io ero alle medie, credo che questa Barbara Guerra fosse all’asilo. Scopro solo ora che è stata indagata per i droga-party insieme alla succitata Francesca Lodo nell’ambito dell’inchiesta Vallettopoli. Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: altissimo, dopo una sniffata ancora più alto

Carla Velli: Mai sentita nominare 2. E non avevo nemmeno una fidanzatina alle medie che si chiamava così. Sembra una che si è ricostruita ad immagine e somiglianza di Mascia Ferri. Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: moltissimo altissimo

Rocco Pietrantonio: Defilippato e babyfidanzato di Lory del Santo. Il suo curriculum artistico si potrebbe scrivere con un pennarello grosso su un coriandolo e ancora avanzerebbe spazio. Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: teoricamente alto, ma è tutto nelle mani della sua fidanzata

I “Non so che dire” (anche dopo aver alzato il gomito):

Marianne Puglia: sudamericana bla bla bla, rifatta bla bla bla… la nuova Belen Rodriguez, insomma.

Riccardo Sardonè: cercasi curriculum disperatamente.

Per entrambi, coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: 9999999999 elevato al quadrato

Il fuoriclasse:

Fabrizio Corona: il gioiello di questo cast; considerata la funzione riabilitativa della tv nei confronti dei delinquenti, spero di vedere al più presto in un reality anche Olindo e Rosa Bazzi, Annamaria Franzoni e Erika e Omar. Coefficiente di dimenticabilità dopo la fine del reality: ahimè inesistente, finché quelli che governano la tv sono i suoi amichetti.

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