Amici 8, serale – Settima puntata. Eliminato Adriano Bettinelli, ospite d’orrore Marco Carta

Sanremo fa davvero i miracoli (anzi i Mariacoli): la De Filippi entra in scena vestita come Victoria Beckham, ovvero da SAC A POSH (ok, confesso che non so come si scriva ma questa mi sembrava l’opzione più adatta) ed un evento soprannaturale fa sì che parli fuori sincrono come l’Enrico Ghezzi di “Fuori Orario – cose mai viste”. Ad Amici, però, le cose le abbiamo viste tutte: anche Marco Carta superospite annunciato “con amore e con onore” per “tutti quelli che credono in questa trasmissione“. Ecco: un atterraggio alieno in piazza San Pietro durante l’Angelus, per dire, non l’abbiamo ancora visto, però sarebbe più credibile di una qualsiasi puntata di questo talent show, o anche del fatto che un vincitore di questa baracconata possa classificarsi primo al Festival di Sanremo.

Marco sale subito sul palco trionfante, stringendo tra le mani il mitico trofeo che raffigura un leone che si gratta su una palma (ma nel suo premio il leone è stato sostituito da un somaro e la palma da un trancio di sughero estratto direttamente dalla sua scatola cranica, facendo peraltro stupire intere equipe di neurochirurghi nel trovarci qualcosa dentro che non fosse il vuoto assoluto). La conduttrice gli fa il verso crocidando con l’accento sardo e lo invita a fare il co-conduttore della serata. Marco ci mette un quarto d’ora a dire “Prima prova” e Maria ne onora le qualità televisive affidandogli il lancio della pubblicità.

Platinette è travestita da Arisa, tra gli ospiti in commissione è presente un giornalista che non mi ricordo chi è, ma mi ricordo che a X-Factor disse che “Ambra Marie potrebbe essere la Leona Lewis italiana” e ciò getta un’inquietante luce sull’abuso di bevande alcoliche da parte dei professionisti della carta stampata.

Prova di canto inaugurata la scorsa settimana nel delirio più totale: la “Prova Prof“. Maria invita il cantante Luca ad andare in mezzo all’orchestra a “prendere la tonalità”, mentre Valerio la prenderà nello stesso posto durante la pausa pubblicitaria. Peppe Vessicchio rischia una denuncia per molestie. Maria poi chiede: “Luca, l’hai presa? Cresce molto?”. Il ragazzo annuisce ancora piuttosto disorientato; secondo Grazia di Michele, Luca è penalizzato perché non aveva mai provato a prenderla prima, mentre Valerio si era già esercitato in casetta (e si vede lontano un miglio che Valerio è uno abituato a prenderla). La sobria discussione su chi l’ha presa e chi no, prosegue stranamente in maniera pacata fino a che Platinette non afferma che non ha capito il discorso sulle “Parti basse di Jurman“. Basta, censuro.

Sfida di ballo: secondo Alessandra Celentano, il ballerino Adriano non ha le sembianze del ballerino. E se ne accorge solo ora? E’ dall’inizio dell’anno che io dico che è uno scherzo di carnevale ambulante. E adesso ho capito anche quale scherzo: quello del cuscino che quando ti ci siedi sopra fa “prrrrrrrrot“. Tra il pubblico si scorge Rosita (o Rosalinda? o Rosamunda?) la cugina della prof di ballo: evidentemente è fuggita da una gabbia durante l’attentato animalista al bioparco. Maria elogia Alessandra: “so che hai fatto la pubblicità della Nuvenia Pocket… Oggi è uno di quei giorni?”. Cosa avrà voluto dire?

Prova staffetta: no, scusate non ce la posso fare, riesumata dal trip allucinogeno della settimana scorsa, la sfida in cui:

Una squadra sceglie una canzone su cui confrontarsi con un cantante avversario, poi si televota, poi chi è in vantaggio coi voti sceglie un’altra canzone su cui confrontarsi con un cantante avversario, insomma: si potrebbe andare avanti così fino all’alba e fare cantare tutti, pure Garrison, Maria Zaffino e lo sgabello della De Filippi.

Dopo il completo sbando della scorsa puntata, dove si era giunti al limite delle minacce terroristiche, stasera sulla commissione sembra ci sia stata una pioggia di bromuro. Mai vista tanta bontà, sarà la quaresima.

Ennesima novità targata pongoregolamento: La “Prova Proibitiva“. Vessicchio, che sta per essere portato via in manette, deve pensare ad una canzone che reputa difficilissima da eseguire. I concorrenti, su delle lavagnette, devono scrivere il nome di un rivale dell’altra squadra che non vogliono far esibire. In nome del sentimento politically-correct che pervade la serata, i bianchi escludono la blu Alessandra, ma solo perché ha mal di gola, mentre i blu escludono il bianco Mario, ma solo perché sembra un cane bastonato (e non solo vocalmente). Tutto questo turbinìo di lavagnette e regole inventate al momento si risolve nell’ennesima sfida tra Luca e Valerio. La canzone “proibitiva” viene rivelata da Vessicchio mentre sale su un cellulare scortato da due guardie carcerarie. Trattasi della baglioniana “Poster“. Capirai che difficoltà: ricordo che a “Non è la Rai” la cantava benissimo pure Ambra in playback. Prima di cominciare la performance, Luca e Valerio vanno a “riprendere la tonalità”. Aridaje.

Per valutare la presunta “perfezione” dei due cantanti, ma soprattutto per smentire Grazia di Michele che difende a spada tratta – e senza ragione – Luca, Maria la Sanguisuga tira fuori quella che definisce la “macchina della verità”: uno strumento che si usa negli studi di registrazione (e che, per la cronaca, risponde al nome di Celemony Melodyne) usato – in sintesi – per mettere a posto le imprecisioni di un cantato, alzando o abbassando “visivamente” le parti (o come dice Fabrizio Palma che pilota il marchingegno con le cuffie da deejay, “intona le calanze e le crescenze”). Il processo all’onda sonora si conclude dimostrando che Valerio è oggettivamente più intonato di Luca. Valerio, però, a me sta sulle scatole a prescindere, quindi del giudizio tecnico me ne “impippo”.

Ancora canto: Valerio (un’altra volta? Ha cantato solo lui, stasera) contro Mario. Maria, stavolta, evita di interpellare la macchina della verità, perché il Celemony Melodyne usato è in versione shareware e per correggere le stonature di Mario bisogna comprare la Professional Business Edition, il cui prezzo non rientra nel budget del programma. Prova Miusikol: i bianchi si cimentano in “Notte prima degli esami”: Mario non sa cantare e recita pure peggio di Nicolas Vaporidis. Per i blu si mette in scena Hairspray. Carino come omaggio a Platinette, dedicarle la sua biografia non autorizzata (dopo aver visto Valerio nel ruolo di Edna/John Travolta ho deciso di dire addio a questo mondo crudele tagliandomi le vene con uno dei suoi Braun Silk Epìl dismessi).

Ritorna sul luogo del delitto il furetto-furbetto Marco Carta. Aveva la possibilità di fare un lip-sync decente e invece preferisce il masochismo di un live, approssimativo più del solito. Ora del decesso 0.17

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