Festival di Sanremo 2009 – Terza serata. I duetti dei giovani, Chissenecronaca in differita

Il Festival tiene botta (con uno share di oltre il 43%), ma Maria la Sanguinaria non molla e riesce comunque a portare a casa un 18%. Risultato in occasioni normali da suicidio ma oggi rilevante, data l’eccezionalità della serata, e considerati i contenuti da supertrash d’antologia visti ieri sera ad Amici: poche esibizioni e inventate al momento, al solo scopo di mettere in cattiva luce i concorrenti e aizzare la commissione faziosa contro se stessa. Il talent show defilippiano è alla deriva più che mai, il limite raggiunto è quello da denuncia per abuso della credulità popolare. Suggerisco di prendere gli autori, i docenti, gli allievi con Maria in testa, depositarli in una cava e ricoprirli di catrame fumante (oppure di qualcos’altro, sempre fumante) per ringraziarli dello spettacolo pietoso. Dall’altra parte, il Festival di Sanremo si conferma un prodotto egregiamente confezionato e meritevole del successo che sta riscuotendo, un piacevole e ritmato frullato di pop catodico senza eccessivi fronzoli, a cui manca solo una proposta musicale un po’ più coraggiosa. Stasera è la volta dei duetti dei Giovani (che si esibiscono tutti insieme a degli anziani). Ottima scusa per portare sul palco dell’Ariston alcuni mostri sacri della musica attempata, scelta di sicuro appeal per il pubblico di Raiuno.

Il sottoscritto, stasera, non  potrà essere presente fin dall’inizio del Festival davanti al televisore (questo post l’ho scritto oggi in ufficio e stasera si autopubblicherà alle ore 21). Per cui ho già provveduto ad incaricare la mia emissaria Elena di tenermi aggiornato e appena rientrerò sul luogo del delitto mi metterò in pari. Nel frattempo, vi invito a lasciare le vostre impressioni sulla terza serata del Festival di Sanremo nei commenti qui sotto, come avete già abbondantemente fatto (grazie) nelle sere precedenti.

Ed eccoci anche questa sera al festival con l’apertura di Giovanni Allevi al pianoforte. Non si spara sul pianista, per cui non diremo nulla di male su di lui [aaaaaaaaah, io ne avrei di cose da dire! ndCsnf], anche perchè in questa performance è da riconoscerne la bravura. Bonolis parte sviolinando la rete e gli ascolti per poi concludere con un omaggio a Oreste Lionello che è venuto a mancare nella notte. Apprezzamento del pubblico e poi si entra già nel vivo della gara con l’elenco delle 6 canzoni “potenzialmente escludibili”. C’è un attimo di sbandamento con il conduttore che non ricorda i numeri del televoto e cerca suggerimenti qua e là. Stasera sono in gara le nuove proposte accompagnate dai loro sponsor. Ma andiamo già a cominciare, finalmente sti emergenti non sono piazzati al fondo delle scalette dopo la mezzanotte.

Filippo Perbellini accompagnato da Riccardo Cocciante: 2 pianoforti messi uno di fronte all’altro. La canzone ricorda molto il genere musicale de “Il Gobbo di Notre Dame”. Per chi, come me è andata a vederlo dal vivo 2 volte, non puo’ non piacere [Elena, tu sei masochista, ndCsnf]. Una deliziosa esecuzione, parole molto belle. Sembrano padre e figlio per quanto sto Perbellini è già vecchio dentro e fuori, ma nel complesso non mi dispiacciono entrambi. Ma se pensavamo che dopo l’esibizione i vecchi tornassero alla cripta, non è così: Il ragazzuolo viene spedito sulla scala ad appollaiarsi mentre Cocciante si esibisce in “Quando finisce un amore” rendendo un effetto sonnolenza a soli 20 minuti dall’inizio. Una canzone che parla di un amore finito e di una depressione che porta gli uomini ad annullarsi per questo in una dispeazione senza fine. Ma se gli succedono tragedie piu’ grandi di una rottura amorosa, come reagisce Cocciante? Mezzo pubblico in delirio per il “nano de Paris” mentre lui e il suo pupillo escono di scena.

Attorno al disco posto al centro del palco (o è un mirino gigante?) sono messi a svernare i finalisti di San Remo Web di cui stasera sarà eletto il vincitore; per chi non lo sapesse si tratta di una terza gara parallela su internet tra virgulti sconosciuti. A vedere le facce lì presenti in trepidante attesa e già in lotta con il sonno dinanzi alle canzoni presentate, son tutti dei soggetti ben strani e destinati a rimanere signori nessuno.
Arriva Eleonora Pession che, pettinata in modo osceno e in abito bianco, mi ricorda la discesa dalle scale della Pivetti anni e anni fa. C’è da riconoscere che sa spiccicar parola e stare su un palco, almeno.

Silvia Aprile acompagnata da Pino Daniele: Entra zoppicante senza fare le scale poichè le ha già fatte nel pomeriggio, solo di chiappe, e si è fatta male a una caviglia. La canzone va già per radio, solo oggi l’ho sentita 2 volte. La metto in lizza per una vittoria, ha una bella voce indubbiamente e anche un bel vestito rosso ma discreto. Inizia pure a piacermi. Il suo accompagnatore non canta, suona solo la chitarra.
All’esibizione di Pino Daniele segue un suo appello per la raccolta differenziata a Napoli ed eccolo accennare “Napule è”. E’ un grande artista, rappresentante di una città ma a me mette un’apatia… Tra quanto finisce??

Nel frattempo il titolare rientra e voleva solo dire che ha appena fatto gasolio a 0,998 euro al litro e questa è l’unica notizia positiva della giornata. [ndCsnf]

Karima con Mario Biondi e al piano Burt Bacharach: C’è da augurarsi che questo momento passi presto perchè è difficile restare svegli per tutta la durata del brano [io sto sbadigliando – ndCsnf]. Di per sè il brano non è commerciale né canticchiabile, sebbene metta piu’ che mai in mostra la voce di Karima.
Questa prova difficile non ha ancora fine perchè ora l’ospitone deve esibirsi al piano ed è quindi un buon momento per la pausa bagno, la lettura del catalogo Ikea, una ricerca su Wikipedia sulle abitudini del Caimano e altre interesanti attività alternative.

Irene Fornaciari fa la sua apparizione con il paparino e altre cariatidi estratte da vari gruppi matusa della musica italiana. Il direttore d’orchestra sembra un presentatore del Circo Orfei. Ricordiamo che le parole chiave del brano sono rapresentate dalla frase “Sono in Down”, il che riassume tutta la magnificenza di questa noia attorniata da pensionati. Ed ora prendiamo il coraggio a piene mani perchè è il gran momento delle mummie con i loro successi: parte “Pensiero”, quindi ” Ho in mente te”. Il pubblico si alza in piedi come se fosse una grande balera, una festa dell’Unità o una serata da Villaggio Vacanze dove Bonolis è il Matador d’animazione. La piccola raccomandata di casa, a differenza degli altri ragazzi in gara, canta con i suoi sponsorizzatori sul palco senza essere accantonata. Karima si lamenta ai microfoni della Gialappa’s perché anche lei avrebbe voluto cantare con il suo mentore Burt Bacharach, ma non le è stato concesso. Forza Karima, fai scattare la polemica come ad Amici ai tempi di Federico Angelucci!!

Una cosa che sono tre sere che non mi spiego è perché Elisa Isoardi, l’attuale conduttrice della Prova del Cuoco, faccia la semplice “comparsa” nella telepromozione del Gran Soleil. Caterina Balivo starà morendo d’invidia.

Vengono mandati in onda spezzoni dei ritornelli delle canzoni eliminate: non credo che questa visione possa invogliare al televoto i telspettatori ( appello all’Italia: NON VOTATE  SAL DA VINCI! Se non accede alla serata di domani, ci risparmiamo Gigi D’Alessio. Mettetevi una mano sul cuore e tenetela lontana dal telefonino! )

Scende le scale il valletto figaccione di questa sera: Il ragazzo in questione si chiama Thyago Alves ed è l’ennesimo modello buttato lì a far nulla e intascar quattrini. Anche se l’occhio vuole la sua parte, trovo comunque questo via vai di tronchi di pino decisamente inutile.

Ma sta Gabriella Pession, invece, da dove viene fuori? Un po’ Veronica Pivetti, un po’ Corinne Clery, un po’ Sophie Ellis Bextor, un po’ Riccardo Cocciante…

Tocca a Chiara Canzian con Roberto Vecchioni: A sta ragazza vibra la voce, il che non rende onore al testo che non è malaccio. E’ palesemente emozionata e stecca anche un po’, peccato [un po’? mi si sono crepati gli altoparlanti – ndCsnf] La presenza di Vecchioni non aiuta, non mi sembra il brano adatto a lui la storia di una donna che pur di avere un uomo si accontenta di stare in disparte ad attendere che lui la cerchi, che tristezza. La canzone che Vecchioni ricicla stasera per il pubblico dell’Ariston è ” Sogna ragazzo sogna “, esibizione rapida e indolore: ce lo scantoniamo abbastanza infretta e non credo ci dispiacerà.

Iskra con Lucio Dalla. La presenza scenica migliore è quella del gruppone di cantanti sconosciuti che fan da sfondo; la canzone è poco attraente, le parole banalotte e non è per nulla orecchiabile. Non credo che tra 10 giorni (o anche 10 minuti) qualcuno se la ricorderà. [A me incute un certo timore questo pachiderma di donna, dico la verità; alla radio si chiedono “ma perché ha un preservativo in testa?”. Dalla canta “4 Marzo 1943” e  “Piazza Grande“, poi intona l’alfabeto insieme al pubblico in sala. Fabrizio Del Noce è talmente entusiasta che gli cola il mascara]

Momento ospite internazionale: Carlo Verdone canta Frank Sinatra. Ottima pronuncia inglese, ha perso completamente l’accento romano. Bravissimo, quanto si deve essere preparato per questa performance!

Ed ecco l’attesissimo (???) annuncio del vincitore di San Remo web. Trattasi di Anja (o Ania o Anya …Boh??) con un brano che ascolteremo sabato sera. Ambra Marie mora, praticamente.

Simona Molinari e Ornella Vanoni: Esecuzione delicata e deliziosa, mi è proprio piaciuta. Il brano non è male, l’orecchiabilità è indubbia, ma la Vanoni sembra tenuta assieme dal collagene. Forse un po’ troppo Rossana Casale style, questa Molinari. Segue momento Momento nightclub (molto “classy” a dir la verità): Ornella Vanoni canta Tenco, quindi Ornella Vanoni canta Reitano (e c’è gente che teme il terzo omaggio toccandosi, dice la Gialappa’s)

Arisa assieme a Luttazzi (Non Daniele ma Lelio): stasera si presenta vestita da ragazzino del Collegio Americano. Nella presentazione sembra mancare per un attimo il direttore d’orchestra ma semplicemente non è previsto nell’arrangamento. La canzoncina rimane una bella trovata orecchiabile e la voce di Arisa è apprezzabile. La vogliamo Vincitrice!! Tifiamo Arisa..tutti insieme coraggio: Arisa! Arisa! Arisa!. Altro momento nightclub, sinceramente preferivo l’arrangiamento orchestrale come “vestito” del brano. Ma la canzone è forte, funzionerà sicuramente e lei è il fenomeno di questo Festival (un po’ come Momo e “La Fontanela” due anni fa). Devo ancora ben capire quanto “vera” sia questa Arisa e quanto sia un personaggio costruito a tavolino: nelle interviste, per esempio, sembra una completa demente, ha una voce che sembra che parli con l’elio (non Luttazzi in questo caso) ma canta in maniera asciutta e pulita come un Pampers. Boh, mistero.

Dovremmo esser quasi in dirittura d’arrivo con l’arrivo di Barbara Gilbo accompagnata da Massimo Ranieri, che invertono la solita consuetudine facendo iniziare lui a cantare e lasciando poi spazio alla  proposta emergente. A me sembrano due voci che stridono parecchio l’una vicina all’altra. Un duetto inutile, lo diciamo? Ranieri canta il suo cavallo di battaglia ” perdere l’amore ” per la gioia dei vegliardi in platea che cantano come in una grande osteria quando la cena è finita e ci si abbandona al limoncello o al grappino.

Ultima cantante in gara Malika assieme a Gino Paoli. Lei sembra la sosia di Andre Miro’, la moglie di Ruggeri. Canta bene, ha una voce particolare che va d’accordo con quella del suo sponsor, ma quei gesti e quelle smorfie sono davvero poco sceniche. A me invece non piace: avevo grandi aspettative ed invece è stata totalmente deludente, ma forse la colpa è solo di Giuliano Sangiorgi che ha scritto il brano.

Bene, la cronaca della terza serata termina qui, mentre il Festival è ancora in alto mare (ed è mezzanotte e trentatrè!). Congedo Elena e la ringrazio, ringrazio tutto il gruppo d’ascolto e vi aspetto domani con una Chissenecronaca stoica fino a notte fonda con la proclamazione della vincitrice della categoria dei Giovani (che deve essere obbligatoriamente Arisa). Buona notte!

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