Cristina del Basso, detta Atomic Titten

L’influenza si sta avvicinando al picco massimo d’infezione, ma da qualche giorno è esplosa una nuova malattia: tutti, ma proprio tutti, sono stati contagiati dalla febbre di Cristina Del Basso. Anche la Gazzetta dello Sport, di cui leggo – ma solo perchè in pausa pranzo non trovo di meglio – quotidianamente solo le ultime tre pagine (compreso l’incomprensibile oroscopo che oggi diceva di lasciare andare il mio lato suino), dedicava un articolone alla maggiorata del Grande Fratello 9, chiedendosi piuttosto ironicamente perché le uniche pagine destinate all’attualità del quotidiano più letto del Paese (sigh!) dovessero essere dedicate ad una “lolita scema” anziché alla crisi internazionale. Non riuscendo, peraltro, a darsi una risposta plausibile. Cristina è il personaggio più ricercato su Google del momento, la pagina a lei dedicata sul Corriere della Sera è stata cliccata duecentomila volte in poche ore, le statistiche dei siti che la citano si impennano (e non solo quelle). Cristina Del Basso ha già migliaia di fans su Facebook che, pur non essendo del mio stesso segno zodiacale, hanno comunque il loro bel lato suino allo stato brado. La ragazza batte le zone di Varese/Como/Pavia, è laureanda in scienze della comunicazione, ha ventuno anni e la sesta misura di seno, arrivata come regalo per la maggiore età. Nella sua breve esistenza di oca giuliva popputa ha avuto solo rapporti occasionali, e se ne vanta (una notte nella casa del Grande Fratello e ha “già dato”). Ed è bastata una doccia in tivù per trasformarla in un fenomeno di costume (da bagno) a tempo di record. L’ennesimo smacco al vetusto femminismo e alle obsolete tendenze queer del padre di tutti i reality: nessuno può competere con un paio di tette, vere o false che siano, purchè esageratamente grosse e bellamente esibite.

Già soprannominata da tutti Atomic Titten (che vecchiume, io avrei optato per un più attuale Tetty Perry), Cristina, grazie alle sue gemelle, ha fatto più parlare in una settimana che Rita Levi Montalcini in cento anni. D’altronde chi ha scelto concorrenti come lei, lo ha fatto per affrontare i temi sociali. E il grande gioco delle bocce è da sempre un tema sociale che fa parte della nostra cultura, anche fuori dallo spaziotempo del Viagra. Il motivo di tanto successo è facile da comprendere: la gente ha bisogno di evadere dalla quotidianità e cerca dei modelli dai quali assorbire una certa voglia di spensieratezza e ottimismo. Per dirla con il De Mauro Paravia, Cristina piace a tutti perché ha fatto scattare in noi quel “meccanismo mentale inconscio, mediante il quale il soggetto assimila, fa propri e identifica con se stesso elementi e aspetti del mondo esterno considerati come positivi o vantaggiosi”. In una parola, Cristina Del Basso, è la più meritevole esponente che abbiamo dell’introiettamento.

About the author

Chissenefrega

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.