X Factor 2 – Prima puntata

Quando la televisione ti mette davanti a scelte drastiche come questa, senti il cuore lì, nel profondo, che urla, rantola e duole intensamente. Cioè, come si fa a scegliere? Io sono un eterno indeciso. X Factor 2 o Grande Fratello 9? Questo è il problema. Secondo il minisondaggio su Facebook ho scoperto che voi preferirete il collaudato trash della casa di Cinecittà che io mi perderò (ma qualcuno è già stato investito dell’onere di farmi un resoconto), mentre attendo bavoso la nuova edizione di X-Factor. Che anche quest’anno di sicuro non vincerà la gara degli ascolti (poi, controprogrammarlo al Gieffe, secondo me è una idea pessima) ma almeno è un talent show degno di questo nome, riveduto e corretto per fornirgli una formula più “pop” coadiuvata dalle coreografie di Luca Tommassini, di cui io avrei fatto volentieri a meno, già lo dico ancor prima di vederle. Che poi qualcuno me la spiegherà la carriera di questo Tommassini. E’ passato da Alessandra Martinez e Lorella Cuccarini a Britney Spears e Madonna, per poi precipitare su Cristina Chiabotto e Simona Ventura. Una carriera che non augurerei a nessuno, insomma.

I giudici sono sempre loro: Mara Maionchi che esibisce ancora una volta la classica pettinatura col Rotowash (però si è evoluta rispetto al minipimer dell’anno scorso) e guida i gruppi vocali; Marco Castoldi in arte Morgan è pronto a vampirizzare la categoria over 25 e Simona Ventura, ritornata al biondo per l’occasione, è la capitana dei giovani dai 16 ai 24 anni. Francesco Facchinetti, ahimè, conduce anche quest’anno, anche se c’è da dire che la palestra di Scalo 76 (che ha chiuso sabato pomeriggio e sarà sostituito sabato prossimo da “Processo a X Factor”, ottima mossa ed interessante alternativa al noiosissimo pomeridiano di Amici) è servita sia a lui che alla Maionchi per smaliziarsi leggermente davanti alle telecamere. I concorrenti:

Daniele Magro (16/24). Diciannove anni siciliano, “viene da Agrigento che saluto”, esordisce la Ventura. Magro di nome, ma non di fatto: fuori è geek, dentro contiene un ripieno soul, tra uno strato di caramello e una ricopertura di cioccolato bianco alle mandorle. E’ il mio preferito dai provini. Il suo cavallo di battaglia è Crazy degli Gnarls Barkley. L’emozione di essere primo forse gioca qualche scherzo, ma (ancora una volta) canta in maniera impeccabile. Ottimo timbro. Voto 8

Elisa Rossi (>25). Vorrebbe usare lo pseudonimo Viola Selise, ma Morgan le consiglia di mantenere il suo vero nome. Canta Battisti su una base dance, in maniera decisamente personale, ma nel complesso piuttosto deludente (meglio ai provini quando fece Blondie). E’ la prima concorrente di un reality show ad essere incinta (almeno, io non ne ricordo altre). Voto 6-

The Bastard sons of Dioniso (gruppi). Tre trentini che vengono da Trento tutti e tre trotterellando (ci avrei scommesso che la Ventura l’avrebbe detto) elegantemente presentati da un gesto dell’ombrello sfoderato all’uopo da Mara Maionchi. Dopo aver fatto inorridire tutti con il loro nome ed il brano del ‘500 eseguito al bootcamp (che a me non dispiaceva), confermano – con l’esibizione di stasera – ciò che ho sempre pensato di loro. Altamente sopravvalutati. Inspiegabile la standing ovation del pubblico. Voto 5

Finché i giudici litigano con i vocal coach (clamoroso divorzio con reciproche accuse di “menzogna” tra Morgan e Gaudi, che nulla apportano allo show se non un evitabile clima di “amicidimarizzazione”) mi vien da notare che lo studio è finalmente spazioso, caldo, luminoso, pieno di gente e di atmosfera. Amo profondamente Stefano Magnanensi, istruttore musicale del gruppo 16/24 che fu braccio destro di Gianni Boncompagni a “Domenica In” e “Non è la Rai”. Quest’uomo ha insegnato a cantare a Pamela Petrarolo, ragazzi!

Giacomo Salvietti (16/24). Diciottenne, ripulito e infighettato, più fumo che arrosto. Lo accusano di “paraculaggine” e infatti va a cantare in mezzo al pubblico per aggraziarselo. Canta Cremonini e fa rimpiangere l’originale. Voto 5 e 1/2

Veronica Scopelliti in arte Noemi (>25). Aspirante critica cinematografica, ha una voce blues. Stile Hippie, interpreta Mina, potrebbe essere la nuova Giusy Ferreri anche se canta senza l’effetto “gallina strozzata”. Buona esecuzione, a me piace assai, ma il pezzo rende poco e la penalizza. Voto 6 e 1/2

Sisters of Soul (gruppi). Un’italiana, una eritrea e una olandese. Prima esibizione e già si lamentano del pezzo, sembrano le Sugababes dei poveri. “Scendete dal pero” e “cominciate col piede sbagliato” sono i giudizi della Ventura. Stonano parecchio, piuttosto scialbe anche a livello di immagine; certo, con il pezzo giusto – e cantando sempre in playback – potrebbero anche sfondare. I timpani a qualcuno. Voto 5 –

Tanto per perdere un po’ di tempo è l’ora di una telefonata nonsense di Pippo Baudo, poi viene svelato il primo cantante che adrà al televoto. Per la cronaca le SOS. Beccàte!

Matteo Becucci (>25). “E’ buono, un po’ matto e si emoziona molto”, lo descrive Morgan. A me sembra il Tricarico della situazione. Canta “La notte” di Adamo, altro pezzo antiquato e inadeguato, bello sì, ma che poco si adatta allo stile del cantante. Sembra che il caposquadra Morgan voglia creare dei “se stesso” in miniatura, operazione rischiosa e poco producente. Voto 6 + di incoraggiamento

Farias (gruppi). Per carità, devo ancora capire quale ruolo abbia nel mondo questo quartetto a metà strada tra Renato Zero, Anna Oxa, i Tazenda e i Gipsy Kings. Hanno già partecipato a Sanremo, Domenica In e al Festivalbar e non sono mai riusciti a raggiungere il successo. Beh, un motivo ci sarà, no? Perchè continuare a propinarceli anche qui? Cantano De Andrè e fanno svanire l’effetto magico della trasmissione di ieri di Fazio. Voto 0

Momento ospiti, naturalmente autoprodotti. Gli Aram Quartet duettano con Giusy Ferreri in un mash-up di “Non ti scordar mai di me” e “Chi/Who”. La Ventura gongola consegnando gli otto dischi di platino alla sua creatura, come se li avesse plasmati lei colando il servizio buono di posate.

Serena Abrami (16/24). Anche per lei il cavallo di battaglia dei provini, che ha superato per il rotto della cuffia. Raffinatezza jazz, elegante, carina. Anche se ha un che di Vladimir Luxuria. Deve trovare uno stile che la rappresenti di più, ma tutto sommato mi piace. Voto 6/7

Enrico Nordio (>25). La sua storia strappalacrime non ne oscura le qualità vocali: talento e abnegazione, emozione e bravura, anche sui falsetti. Lo vedo poco come popstar da classifica, ma ha grandi (e grosse) qualità. Voto 7

Sinacria Simphony (gruppi). Azzeccato look angelico/rococò per l’ultimo gruppo in gara che era stato definito “poco televisivo”. Musicalmente, invece, ho sentito poca di quella coralità che li aveva distinti ai provini. Insomma, c’è di meglio. Voto 6-

Ambra Marie Facchetti (16/24). La Ventura dice che vorrebbe essere come lei, ma lei di certo non vorrebbe essere come la Ventura. Canta “Wish you were here” dei Pink Floyd: non male, ma non mi pare né carne né pesce. Voto 6

Purtroppo i Farias rimangono in gara e vanno al televoto i Sinacria Simphony contro le SOS. I gruppi vocali sono davvero stati selezionati male quest’anno: la Maionchi ha puntato su qualità commerciali decisamente demodè, eliminando ai provini dei sicuri outsider dallo stile moderno, più che altro perché lei non era pronta a gestirli e non certo il publico, tipo i Kisito Band, i Beat and Voice (e per ragioni puramente “televisive” mi sento di metterci dentro pure i Borghi Bros). Eliminati definitivamente i Sinacria Simphony. Termina il programma Giusy Ferreri con il suo nuovo singolo. Meglio di così…

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