Gossip Girl è un (meritato) flop

Non ha i dialoghi creativi e brillanti di O.C., non ha i drammi coinvolgenti di Dawson Creek, non ha la potenza didascalica di Beverly Hills. Ha solo abiti alla moda, dei protagonisti che se la tirano (Blake Lively a me non piace neanche un po’, ha una faccia talmente antipatica che la infilerei nel passaverdura e Leighton Meester è – onestamente – due spanne sotto a Rachel Bilson, anche per qualità recitative) e una buona fotografia che, effettivamente, incanta – anzi – intontisce. Tragico notare come Gossip Girl abbia preso il peggio dai nobili padri a cui l’hanno accostato riuscendo a partorire un mix di banalità talmente noioso e già visto che per risollevarsi abbia dovuto puntare sul semplice scandalo (la seconda stagione è stata lanciata dallo slogan “Oh my fucking God”) e pigiare l’acceleratore sulla più classica sessualità spinta salva ascolti per poter mandare avanti la baracca. L’unica idea intrigante, quella delle storie dei personaggi raccontate via blog da una impicciona misteriosa, anziché rappresentare il fulcro delle vicende, è un’idea marginale (e poi, più che un blog, sembra una trasmissione radiofonica di una radio di quartiere), utile solo a tenere unite alcune scene che altrimenti non avrebbero alcun senso per essere accostate, preferendo raccontare oralmente anzichè con immagini qualcosa che magari gli autori non avevano il budget (o il cervello) necessario per sviluppare.

Anche sforzandomi non riesco a trovare nessun ragionevole motivo per cui uno più vecchio di 13 anni dovrebbe perdere il suo tempo dietro a Gossip Girl. Un telefilm che rappresenta benissimo ciò che si propone di rappresentare, ovvero il vuoto assoluto dal punto di vista contenutistico che ben si riconosce nel pubblico a cui è rivolto, ma essendo esattamente questo il suo più grande pregio, ne è al contempo anche il suo più grande difetto, rendendolo un prodotto decisamente denigrabile. E dopo un 7% scarso d’esordio ed un 5% di share della seconda puntata, le care Serena e Blair sono già state retrocesse alla seconda serata. Io ne faccio anche a meno. D’altronde, se l’ambizione è quella dell’essere patinati e parlare del nulla, meglio una puntata di Nonsolomoda.

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Chissenefrega

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