Se il buongiorno si vede dal mattino

Quando avevo sentito dire che l’influenza quest’anno sarebbe stata particolarmente forte, non pensavo si intendesse dire che era in grado di abbattere qualunque funzione vitale per oltre una settimana. E se non ha potuto nulla nemmeno il Papa con la sua mantella rossa dal bordo bianco peloso, voglio dire, perchè avrei dovuto schivarla io? Oggi, primo giorno dal due di gennaio che la mia temperatura corporea è scesa ad un livello accettabile (peccato, perchè stavo pensando di vendere il brevetto della mia fronte bollente ai cinesi per un modello innovativo di piastra da cottura) avrei molte cose da scrivere, ma mi mancano completamente le forze. Ho ingerito più pasticche di origine chimica in questi ultimi sette giorni che un pullman di quattordicenni discotecari, la mia camera sembra casa di Amy Winehouse dopo un rave party e io – che mi sono visto allo specchio per la prima volta nel 2009 cinque minuti fa – sembro Amy Winehouse dopo un rave party. Ho solo la barba un po’ più lunga di lei, ma comunque sempre meno di Vladimir Luxuria quando è rientrata dall’Isola dei Famosi. Tra tutti i sintomi del caso elevati al quadrato, penso di avere avuto anche le allucinazioni, sicuramente di origine piretica. Ad esempio, ho sentito Raffaella Carrà chiamare “Sabrina Salerno” la Ferilli mentre insieme sculettavano davanti a uno stuolo di boys poco più che maggiorenni intonando “semo regazze fatte cor pennello e li ragazzi famo innamorà”. Roba da denuncia per adescamento. Ho immaginato anche un improbabile e patetico Tiziano Ferro che tastava la consistenza ortofrutticola di Manuela Arcuri e lei che si risentiva pure. Vabbè, pura fantasia.

So che avrei l’obbligo morale di scrivere qualcosa su Gossip Girl, ma in realtà trovo che – al momento – ci sia gran poco da dire. Nutrivo grosse grasse aspettative sul telefilm, rimaste per ora deluse. Riconosco che la mia percezione poteva essere alterata dall’assuefazione di Paracetamolo, ma personalmente speravo in qualcosa di molto più innovativo e “comunicativo”. Delle due puntate di ieri sera non mi è rimasto proprio nulla, nemmeno la voglia di seguire quelle di stasera. Comunque ci riproverò, e rimando il giudizio definitivo con una recensione più corposa, anche perchè la serie in patria è partita tiepidamente ed è esplosa in itinere, cosa che non escludo possa succedere anche da noi se Italia Uno avrà pazienza e non si farà intimorire dal 7% di share ottenuto, optando per una retrocessione nel palinsesto del pomeriggio. Ah, Dirty Sexy Money, che avevo perso al primo (sfortunato) passaggio come tappabuchi estivo su Canale 5, invece, l’ho trovato strepitoso (finito l’effetto del Paracetamolo? Uhm…)

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