Lista dei partecipanti al Festival di Sanremo 2009

E come l’anno scorso sul mare col pattìno (anzi un po’ in anticipo rispetto all’anno scorso) è stata diffusa la lista dei partecipanti alla prossima edizione del Festival di Sanremo, presentato – dal 17 al 21 febbraio – dal redivivo Paolo Bonolis con una Rai in gravi ristrettezze economiche. Due categorie di cantanti e gara ad eliminazione (ripristinata in parte la formula del 2005 in cui presentava sempre lui, anvedi com’è creativo ‘sto Bonolis): i vecchi “Big” diventano “Artisti” e i “Giovani” diventano le “Proposte” (alcune decisamente meno indecenti rispetto a quelle annoverate tra gli “Artisti”). Eccoli:

Gli “ARTISTI”

AFTERHOURS, Il paese è reale – la band di Manuel Agnelli rinnega la propria ribelle indipendenza intonando una delicata ballata che celebra, con indecoroso ritardo, il ritorno dei Savoia in Italia
AL BANO, L’amore è sempre amore – la più potente voce di Cellino San Marco canta ancora una volta il proprio tormentato rapporto con la Lecciso. Testo scritto da Silvia Toffanin, dirige l’orchestra il maestro Alfonso Signorini
MARCO CARTA, Dentro ad ogni brivido – il vincitore della scorsa edizione di Amici analizza con profonda introspezione ed empatica immedesimazione il travaglio dell’ascoltatore medio ogniqualvolta sente una sua canzone trasmessa alla radio
DOLCENERA, Il mio amore unico – Un brano autoprodotto dedicato all’Uni-Posca nero che usa per il contorno occhi
FRANCESCO RENGA, L’uomo senza età – Beh, se ti sposi Ambra non è che puoi pretendere troppo. Quella è abituata ai matusalemme come Boncompagni, fattene una ragione
GEMELLI DIVERSI, Vivi per un miracolo – purtroppo quella volta che gli abbiamo sabotato i freni dei loro Ovetto-MBK pimpati non è stata sufficiente per toglierceli definitivamente di torno
MARCO MASINI, L’Italia – Un brano che dissente coraggiosamente dal tanto predicato ottimismo del nostro Premier: per un Paese che va a rotoli, c’è sempre un Marco Masini pronto a sferrare la mazzata finale.
PATTY PRAVO, E io verrò un giorno là – Il dramma di una donna anziana e della perduta sensibilità delle sue zone erogene

POVIA, Luca era gay – ed è diventato etero leggendo Chissenefrega, pensa te!
NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA, Più sole – la triste storia delle jazziste italiane sconosciute, ma che sono amiche di Bonolis. Leggi: più sole e ancor più male accompagnate.
FAUSTO LEALI, Una piccola parte di te – Dedicata al ricordino che Luisa Corna gli lasciò sulla giacca quando diede di stomaco dietro le quinte del Festival dopo aver duettato con lui in “ora che ho bisogno di te”
PUPO – BELLI – YOUSSOU’N DOUR, L’opportunità – ovvero l’opportunità per Pupo di toccare con mano, finalmente, un vero “gelato al cioccolato”
ALEXIA, Biancaneve – La canzone non è autobiografica, altrimenti avrebbe dovuto parlare dei sette nani. Il fondamentale apporto autorale di Mario Lavezzi avrà il compito di trasformare la cantante da “spezzina” in “spazzina”
SAL DA VINCI, Non riesco a farti innamorare – A me, personalmente, non riesci a farmi nemmeno venire in mente chi sei.
TRICARICO, Il bosco delle fragole – Non erano fragole, bensì bacche allucinogene: adesso si spiega tutto…
IVA ZANICCHI, Ti voglio senza amore – una ammiccante polka moderna dedicata alla biancheria intima maschile che la focosa Iva ha sempre dimostrato di gradire apertamente. Il titolo corretto ha una virgola tra la parola “senza” e la parola “amore”.

Le “PROPOSTE”

SILVIA APRILE (con Pino Daniele), Un desiderio arriverà – Insieme al desiderio è arrivata anche l’occasione persa ad X-Factor. L’abbinamento con Daniele mi fa orrore, ma un paio di prugne secche (non le mie che, peraltro, non sono affatto secche) su di lei le scommetterei
IRENE FORNACIARI (con Zucchero-M.Vandelli-D.Battaglia-F.Zanotti), Spiove il sole – Per sponsorizzare la figlia Irene senza farsi notare troppo, Zucchero riesuma la leggendaria band “Adelmo e i suoi Sorapis” defunta vent’anni fa. Solo per questo azzardato comeback paraculamente nepotistico, Irene merita di fare una figura peggiore di quella di Britney Spears con Gimme More ai VMA 2007; io la odio già
ISKRA (con Lucio Dalla), Quale amore – Ma soprattutto “quale parrucchino?”. Non conosco questa Iskra, ma a istinto mi ispira fiducia (sempre più lei che Lucio Dalla, comunque)
FILIPPO PERBELLINI (con Riccardo Cocciante), L’orgoglio – Finalmente anche Cocciante fa il suo atteso coming-out
CHIARA CANZIAN (con Roberto Vecchioni), Prova a dire il mio nome – “Figlia dei Pooh”, questo è il tuo nome, cara mia (ma quanti ce ne saranno ancora sparsi per il mondo di ‘sti stramaledetti figli dei Pooh? Più o meno dei Puffi?)
MALIKA AYANE (con Gino Paoli), Come foglie – Lei ha la voce di Ornella Vanoni cinquant’anni fa (e un po’ di lifting in meno, anche se giusto un paio per evitare di confonderla con Paola Maugeri sarebbero vivamente consigliati) con un retrogusto da Giusy Ferreri evoluta. L’abbinamento con Gino Paoli è più che mai azzeccato e se fa qualcosa in stile “Sospesa” per me ha già vinto
BARBARA GILBO (con Massimo Ranieri), Che ne sai di me – Effettivamente nulla e nemmeno vorrei
KARIMA AMMAR (con Burt Bacharach), Come in ogni ora – Cioè, perché Karima è qui e Marco Carta è lassù? Cioè, stare a casa entrambi no, eh?! [ps: ma Burt Bacharach esiste davvero? Io pensavo fosse un personaggio della mitologia antica, metà uomo e metà grammofono! Ma quanti anni avrà oggi? Seimila?] ARISA, Sincerità – Una che si presenta col nome d’arte rubato alla marca di una spugnetta abrasiva per lavelli perchè in realtà si chiama Rosalba Pippa, meriterebbe almeno un premio di consolazione, questo è certo
SIMONA MOLINARI, Egocentrica – Io di Molinari conosco solo la Sambuca e mi è più che sufficiente.

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