Niente Bratz per Natale, rimedieremo coi Tini Puppini

La Mattel, dal 1959 casa produttrice della storica bambola bionda e conservatrice Barbie (antesignana di qualsiasi Britney Spears), ha vinto la causa che aveva intentato contro la MGA, produttrice delle aspiranti star di plastica dalla testa gonfiata Bratz (antesignane di qualsiasi Britney Spears). Mattel è riuscita a dimostrare che il progetto Bratz era stato studiato – in via sperimentale – all’interno dei suoi laboratori e successivamente il dipendente Carter Bryant l’avrebbe rivenduto per conto suo ed ad insaputa dell’azienda, al concorrente MGA. La sentenza prevede che MGA non possa più produrre, distribuire, vendere, pubblicizzare alcunché sotto il nome di Bratz, il cui marchio passa sotto la proprietà della Mattel (la quale è decisa a ritirare dal mercato e distruggere tutti gli esemplari di Bratz esistenti) ed una penale da pagare della modica cifra di 100 milioni di dollari per violazione del copyright. Quindi, se per Natale non trovate più nei negozi le bambole fashion e le vostre nipotine sono già sulla via dell’esaurimento nervoso, provate – come ultima spiaggia – a far conoscere loro i Tini Puppini: ovvero l’idea delle Braz applicata al mondo animale. Delle vere zoccole con gli zoccoli.

About the author

Chissenefrega

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.