T.I. feat. Rihanna – Live Your Life (sottotitolo: Dragostea tu e pure tua sorella)

Ha ragione il nostro Ministro degli Interni: è necessario rilevare e schedare le impronte digitali di tutti i cittadini di nazionalità romena, cominciando da quelli che si autoproclamano deejay e cantanti dance. Il mondo deve essere salvaguardato da una nuova invasione di Ozone (gli Eiffel 65 della Transilvania) e di Haiducii (sciatta biondazza reclutata in un centro di prima accoglienza, travestita da femme-fatale dei cavalcavia e spedita a cantare in playback sul palco di Sanremo) perchè i danni causati sono evidenti.

Correva l’anno 2004 (o 2003?) ed ogni volta che sentivo per radio la più celebrata hit della Romania, Dragostea Din Tei – era impossibile non intercettarla, dato che veniva trasmessa settecentomila volte al giorno anche da Radio Maria – avevo bisogno di una overdose di Enterogermina per placare l’iperattività intestinale. Se, poi, udivo quel meraviglioso refrain “maeaì/maeaà/maeahahah” uscire dal cellulare di qualche zoticone (fatti un esame di coscienza: tu eri per caso tra quelli che ce l’aveva come suoneria? eh? EH?) in un luogo pubblico, era solo il training autogeno che mi frenava impedendomi di commettere gesti inconsulti.

Neanche fatto in tempo a disintossicarmi che, tra capo e collo, mi ripiomba quel maledetto ritornello, in un brano che non si può definire in altro modo se non come l’apoteosi dello schifo. Ideato da T.I. e interpretato da Rihanna, che ormai non si tira indietro nemmeno se le fanno intonare l’elenco del telefono, pur di piazzare un featuring nel disco del più sfigato dei rapper dai denti d’oro. Cedo la parola a Zaghel, che sembra basito quanto me:

Non avrei mai pensato fosse possibile. Eppure guardando i VMA scopro la cosa più indecente del momento: qualcuno ha riesumato Dragostea Din Tei, la trashissima hit che ci ha rotto le palle per mesi alcuni anni fa. La stessa dell’obeso sudato del Numa Numa Dance. Credevo fosse una “canzone” morta e sepolta. E invece qualcuno l’ha fatta risorgere. E a tutti quelli che credevano non si potesse rovinare una canzone già terra terra, Rihanna dà il ben servito: insieme al rapper T.I. (la sua ultima hit è Whatever You Like che sta spopolando… in qualche zona sperduta dello Sri Lanka) riesce a far rimpiangere la gatta morta Haiducii e perfino i machissimi O-Zone! Questo remix hip-hop (con un testo che eleva Umbrella a capolavoro dell’ermetismo contemporaneo e farebbe vincere il Pulitzer a Don’t Stop The Music) è veramente inascoltabile e tuttavia calamitante (quello stesso fascino che aveva Loredana Lecciso in “Si Vive Una Volta Sola”, ma senza quel latin taste accattivante). Inoltre la voce di Rihanna risulta sommersa dagli effetti, che per una volta non funzionano in una sua canzone. Se volete rifarvi gli occhi (e l’idea che avevate di Rihanna prima) ascoltate il remake in playback della madonniana Vogue. Se avete fegato, beh… guardate il nuovo Numa Numa – ovvero Live Your Life!

ps: “purtroppo” non c’e ancora un video ufficiale.

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