Gli artisti tedeschi vanno forte, ultimamente

A parte il fatto che di Bitch ce n’è solo una e sappiamo bene chi è, questa tizia tedesca, tale Lady Bitch Ray e la sua “Du bist krank!” (tu sei malato), testimoniano che il genere rap/hip hop necessita di una forte dose di Viagra per tirarsi un po’ su. Scrive Ghebuz:

La sua finezza è impagabile e supera di gran lunga quella delle sue colleghe d’oltreoceano, che tanto si atteggiano a post-femministe fighe e disinibite… Lil’Kim in confronto è solo una povera tonta del ghetto con le tette rifatte. Lady Bitch Ray è laureata, sta facendo un dottorato, ha già scritto delle pubblicazioni universitarie, ha recitato in un film, è stata ospite di numerosi talk show, si è masturbata in diretta sul suo sito internet (cose che fanno tutti, insomma), ha fondato la sua casa discografica (Vagina Style) e soprattutto ha attirato un po’ di critiche da parte della comunità musulmana, viste le sue apparizioni e dichiarazioni.

Il video è impagabile, ti prego solo di notare alcuni particolari:
– La location. Molto probabilmente è stato realizzato in uno squallido appartamento popolare alla periferia di Amburgo, con quella carta da parati che ormai rientra nei miei incubi peggiori.
– I figuranti maschi. Dei poveri falliti conciati con i vestiti della Standa, anche loro raccattati dalla strada (o direttamente tra il pubblico di un peep-show, sempre ad Amburgo).
– Le due infermierine. Barea, che cessi, che permanenti. Secondo me sono prostitute dell’Est-Europa, anche loro direttamente prevelate dalla strada o al meglio da un bordello del Sachsen Anhalt.
– La canzone, con orgasmi annessi (altro che gli orgasmelli che si sentono in How Many Licks di Lil’Kim o in The Whisper Song degli Ying Yang Twins).
– LADY BITCH RAY. Che donna, che classe, che finezza. Tralasciando per un attimo l’elegante mimica (con mani che scivolano ovunque, che entrano in ogni anfratto) e quel corpo esibito con il dovuto pudore, vorrei far notare tutti quei bling bling tamarri che ha addosso. Soprattutto la cintura con scritto Hore.

Non so te, ma quella fotografia un po’ sgranata, quelle luci un po’ soffuse e quegli interni così squallidi mi fanno tanto film porno tedesco di serie Z [a me, sinceramente, ha ricordato il video di Giusy Ferrerri… ndCsnf]. Per un attimo ho temuto di veder comparire, sullo schermo, pelosi ominidi con la panza da birra e quarantenni sciupite e sfatte impegnati in scene di gang bang o pissing [oppure i Tokio Hotel, ndCsnf].

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