Il Qolossal definitivo

Ho abbandonato “Il Sangue e la Rosa” a mezz’ora dall’inizio della prima puntata, dopo aver visto la protagonista (una specie di Francesca Dellera sgonfia in abiti coatto-barocchi, quando ce li aveva) slinguazzarsi due stalloni dallo sguardo vitreo chiedendosi: “Chi dè sti due bàscia mejo? Giulio co ‘ste mani gggentili o Rocco co ‘ste mani da omo?”.

Ho sfidato Elena, antenne puntate sul trash televisivo ed ormai collaboratrice ufficiale di questo blog, a sorbirselo fino alla fine, ma anche lei non ha retto

Uno degli impegni presi con Chissene era quello di spipparmi il Grande Colossal Mediaset dell’autunno ma… purtroppo non ho resistito e ho dato forfait alla seconda puntata. Nella prima puntata tutto si apre con un omicidio e quindi si passa a due ragazzotti del popolo: un lui e una lei. La giovinetta ha un’anima ribelle e legge libri proibiti mentre lui è un burino che vorrebbe solo rifarla nuova sotto l’albero dove passano le giornate. Subentra poi un terzo giovanotto di nobili origini; i tre nell’arco di un nano secondo diventano amici per la pelle, si immergono in un lago e ne escono mezzi nudi con 10 anni di piu’. L’anonimo biondo ha dalla sua che è un bel figliolo che merita a guardarlo ma nulla di piu’: se mettessero una sua sagoma di cartone mossa da dei fili sarebbe lo stesso effetto in quanto a recitazione e mimica facciale. Il tanto decantato Gabriel Garko (ma da chi????) che su Sorrisi (ah, ecco!) dichiara di essere un attore e non un Sex Symbol è l’apoteosi del disgusto e avrebbe bisogno seriamente di un doppiatore. Infine c’è lei: la protagonista femminile… Ti aspetti una bella topa o aleno una brava attrice… niente, non ha nessuna delle 2 doti ed è veramente di un’inutilità pazzesca… Già dopo 20 minuti ho iniziato a perdermi in mezzo a miscugli deliranti di mogli infedeli, mariti ammazzati, nobili amici di plebei, rivoluzionari, fughe senza senso, cardinali corrotti, figli illegittimi, incesti e altre amenità attinte dai piu’ svariati scenari già visti e rivisti… E’ un po’ come seguire Vivere, solo che è ambientato in un’altra epoca. Guardare sta roba è come rotolarsi nelle ortiche: ammetto che la scorsa settimana a un certo punto son dovuta correre in camera a leggere un libro per compensare la dose di ignoranza appena ricevuta.

About the author

Chissenefrega

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.