Isola dei famosi 6 (schiena dritta e testa alta)

Aaaaargh! Cos’era quella cosa? Peccato che ho il videoregistratore occupato per Grey’s Anatomy, sennò avrei immortalato di sicuro quella specie di ologramma in compiutergraficatreddì di Simona Ventura dalle sembianze di una levigata sedicenne comparsa nella presigla dell’Isola dei Famosi 6. The “real” Simona, invece, entra all’uopo poco dopo, testa rossa come la nuova Miss Italia, un vestito da sommelier della Cantina Sociale. L’inviato dall’Honduras è Filippo Magnini, nuotatore e Cavaliere “come il nostro Presidente”, ha uno strano rigonfiamento dentro quei pochi centimetri di Speedo rosso che gli avvolgono il bacino. Un salvagente per Belen Rodriguez o uno sfollagente per Giuseppe Lago?

Al cast di Vip piuttosto sfiorito (ogni edizione è sempre peggio, su quel fronte), si abbina una squadra di Nip agguerriti e – onestamente – ben assortiti e selezionati. Quest’anno si è deciso di sopperire alle carenze di ritmo dell’anno scorso con uno stile discretamente aggressivo, non solo nel look della conduttrice, ma anche nell’impostazione generale dello show. Quest’Isola si discosta notevolmente da quella tediosa del 2007 in cui Supersimo (reduce da una stagione professionale dolorosa) voleva catechizzare le masse a colpi di boccoli biondi e rispetto reciproco mai realmente messo in opera. Stasera la Ventura era in ottima forma (per esempio, non ha mai detto “limone tra le cozze”) e il leitmotiv della puntata è stato ciò che da sempre le è riuscito meglio: l’ironia (spicciola, ma ben interpretata dagli opinionisti fissi / compagni di merende Mara Venier e Luca Giurato) e una certa perfidia nei confronti dei concorrenti, cosa che male non fa, anzi. Lo spettacolo, nel complesso, è risultato divertente e ben concepito: sorprendente che un reality al suo sesto anno possa ancora contare su una formula in grado di scatenare l’interesse del pubblico trasversale. Unico neo: l’inviato Magnini, piuttosto impacciato e non proprio a suo agio tra tempi televisivi e ritorni audio, ma di sicuro farà meglio nel daytime che, almeno, è registrato.  Lo slogan marchio-di-fabbrica venturiano dell’anno, dopo “Crederci sempre arrendersi mai” e “Guardatevi le spalle”,  è “A schiena dritta e testa alta, andiamo incontro al nostro destino”. E questa edizione dell’Isola dei famosi parte davvero a testa alta, speriamo che riesca a tenere la schiena dritta e che il destino non le si sfracelli contro.

I FAMOSI dell’Isola dei Famosi 6:

Gli abbbbelli

Giuseppe Lago, tronista e imprenditore. Del porno? No, quello era Diego Conte. Di un’agenzia di escort per facoltose nobildonne? No, quello era Costantino. Di un’azienda farmaceutica che sta testando l’impianto di cellule neuronali nel vuoto siderale? No, quello è Luca Dorigo.

Massimo Ciavarro, attore e produttore. Con la Giorgi era “Sapore di mare”, con la Ventura “Sapore di Mona” [ecco, dopo questa potrei andare a fare l’autore per Teo Mammucari, oppure per Corrado Fumagalli]

“I” sportivi

Antonio Cabrini, ha i capelli di Totò Schillaci, la capacità dialettica di Totti.  Un campione, un mito, una leggenda, ma soprattutto l’uomo dei Pavesini.

Leonardo Tumiotto. Chi? “Vincitore di svariate medaglie”, recita la sua biografia ufficiale. Io credevo fosse l’inviato, pensa te. Com’è che questa edizione pullula di nuotatori? L’impressione è quella che un paio di vasche con entrambi, la conduttrice, se le farebbe.

Il favorito

Giucas Casella,  paragnosta figlio di paragnosta. Di solito cammina sui carboni ardenti, ma sull’Isola, dopo soli cinque minuti l’unica cosa che ardeva era il suo intestino. Grazie alla partecipazione al “Ristorante” di Antonella Clerici, imparò come ipnotizzare le cozze facendo pratica su Tina Cipollari.

Le premie Nobel:

Flavia vento, scioghèrl e attrìshe. E’ durata “meno di un gatto in tangenziale” (cit.) in un altro reality (per la precisione è fuggita a gambe levate dopo due ore di permanenza alla Fattoria). Partecipa all’isola perchè “amo il mare” e “mi sento una sirena“, sì quella dell’ambulanza che la porterà via di peso.

Micaela “Michi” Gioia. Anziana P.R. che ha lasciato l’impronta del suo F.S. su tutte le poltrone dei salotti della Milano bene, pare uscita dal ripieno dei tortellini zucca e robiola di Giovanni Rana. Più che “gioia”, una vera disgrazia.

Le gnocche intercambiabili:

Veridiana Mallmall: ragazza piacente sudamericana, pronta a dichiararsi “showgirl” prima ancora che le scada il permesso di soggiorno.

Belen Rodriguez: ragazza piacente sudamericana, pronta a dichiararsi “showgirl” prima ancora che le scada il permesso di soggiorno.

La favorita

Wladimir Luxuria, è l’unica donna che è riuscita ad essere un membro del parlamento e avere un membro del parlamento contemporaneamente. Concorre con un pareo per nascondere le sue forme agli occhi altrui, ma non era meglio presentarsi direttamente con una tuta da palombaro?

I NON FAMOSI dell’Isola dei Famosi 6:

Daniele Bressan – magazziniere del Nordest con la fissa del mondo dello spettacolo. Dice che sull’isola gli mancherà il sesso, ma se lo farà prestare da Wladimir Luxuria che ne ha uno che avanza;

Sonia Borgnonovo –  Di professione fa la “muratrice”, e ho detto tutto;

Chiara Zaffoni – inferimera nella terapia intesiva (“col tuo lavoro tu respiri la morte in ogni momento”, la incoraggia la Ventura), arriverà dritta dritta con la barella per Flavia Vento;

Maria Grazia Maniscalco – Studentessa di psicologia. E’ alta un metro e venti, ma per compensare ha la fronte spaziosissima;

Yelena Shatanova – interprete siberiana, talmente femminile che sembra una trans-siberiana;

Alessandro Feliu’ – napoletano skipper dagli occhi di ghiaccio. Ma “skipper” sarebbe una professione, adesso? E poi cosa farebbe, nello specifico? Succhi di frutta?

Alessandro de Giuseppe – libero professionista logorroico, un ragazzo semplice con pochi filtri. Le cartine ce le ha, comunque;

Carlo Capponi – bidello platinato dell’università di Bologna, ha studiato con Umberto Eco. Fin dalla prima inquadratura esprime il desiderio di urinare sull’albero della zattera che lo ospita. Si definisce il nuovo Enzo Paolo Turchi.

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