Dexter è il mio nuovo idolo

Ho già scritto da qualche parte, ma non mi ricordo dove (su questo blog forse? sì, può essere, oppure  potrei averlo scritto anche col sangue su un pavimento che attende di essere analizzato col luminol) che CSI, nelle sue varie location, mi risulta patinato all’inverosimile: i protagonisti, dopo una giornata trascorsa a rovistare tra cadaveri e liquidi organici, sono sempre e comunque truccatissimi, pettinatissimi, e con i vestiti inamidati e profumati di mughetto.

Life, il poliziotto zen, invece, devo ancora ben inquadrarlo: la prima puntata non mi è dispiaciuta, la seconda mi ha lasciato alcune perplessità (piscine elettrizzate? interrogatori su autobus? e Shawn Reaves è ancora troppo poco skillato per risultare credibile come avvocato psicopatico), per cui sospendo il giudizio. La mia personale rivelazione del venerdì crime di Italia Uno è senz’altro Dexter.

Quando suo padre scopre che l’adolescente figlio ha degli incontenibili impulsi che lo spingono al delitto, anziché avviarlo a costose sedute da uno psicologo o imbottirlo di Ritalin, come farebbero tutti i genitori moderni, decide di fargli incanalare i suoi istinti omicidi allo scopo di impiegarli a fin di bene. La naturale devozione per la carne macellata ed il sangue fresco, farà di Dexter il più capace ematologo del distretto. Ma è proprio il suo lavoro, lo stretto contatto con le più sanguinose vicende dei serial killer, che alimenta il suo lato oscuro: Dexter è un irresistibile giustiziere della notte, che smessi i panni del brillante tecnico della scientifica, crea meticolosamente le proprie scene del crimine, torturando ed affettando criminali a piede libero, ma che per questioni legali o burocratiche non sono finiti a marcire in prigione. Dexter ha imparato tutte le migliori tecniche per coprire i suoi atti delittuosi, a sviare i sospetti, ad occultare le tracce e ad uscirne sempre pulito, e come souvenir delle sue opere conserva su dei vetrini gocce di sangue prelevate dalle sue vittime. Dexter è l’uomo che vorresti come omicida della porta accanto, un entusiasmante eroe/antieroe che ti lascia un tanto enigmatico quanto piacevole senso di colpa nello scoprire che puoi – pacatamente e serenamente – immedesimartici.

About the author

Chissenefrega

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.