Primo e Ultimo

Nei programmi di Teo Mammucari, la parte “game” è sempre stata un pretestuoso suppellettile utile solo a far esprimere al meglio la greve ironia del conduttore. Ma se in Distraction lo scherno era ben contestualizzato grazie alla perfidia delle prove da affrontare e in Cultura Moderna bilanciato dalle esibizioni più o meno talentuose dei concorrenti, in Primo e Ultimo ha le ali tarpate dal fatto che Mammucari tenta di fare il bravo presentatore di quiz moderni, quelli con la valletta istituzionale (oggi nota come co-conduttrice, anche se Melissa Satta sarebbe più adatta come cocorita) e la noiosa suspance del gioco finale.

Senza le consolidate spalle da poter attaccare (la valletta idiota, il grassone di turno, la vecchia befana del pubblico, Ciccio Graziani) il conduttore non avrebbe ragion d’esistere e il programma, nessun motivo per essere guardato. Puntando solo sull’originalità del format (qualsiasi gioco di gruppo ideato dagli animatori dell’Azione Cattolica sarebbe stato più innovativo), “Primo e Ultimo” fa l’effetto di una tavoletta di Gled Magic Water in una stalla ed è un programma che trasmette su frequenze talmente rasoterra che sembra quasi impossibile che qualcuno ci abbia perso del tempo per idearlo. Sarà per questo che per ambientare lo show è stata riutilizzata la scenografia dell’anno scorso di Buona Domenica, anziché smontarla e darla alle fiamme (attaccato ad un pannello sul soffitto c’era ancora un pezzo di Gregoraci).

Anche la quanto-sò-simpatica barra quanto-sò-trendy Melissa Satta non è null’altro che un pretestuoso suppellettile: impreparata come poche (o meglio, come la stragrande maggioranza delle sue colleghe), io non l’avevo mai sentita parlare prima d’ora. Probabilmente non si era mai sentita nemmeno lei stessa, visto che ha azzardato per tutto il tempo (dalla sua risata isterica, ai ripetuti “Ma noooooooo!” e “Ma daiiiiiiiii!”) una svaccata emulazione di Michelle Hunziker.

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