Who cares? del dopo vacanze

Welcomeback, blog! Lasciàti alle spalle il sole, il mare, le competizioni sportive, i flirt sudaticci e gli eccessi alcolici dell’estate, Chissenefrega è pronto con la premiere della sua season number three che si preannuncia carica di impegni. Se da una parte, chi scrive, sta tentando di upgradare la propria vita privata dalla versione 4.6 alla 6.0, avendo la magra consapevolezza che ciò comporterà una serie improcrastinabile di oneri, dall’altra penso che questo blog è una vera droga e che se dovessi mollarlo, come minimo dovrei mettermi a respirare della Vinavil o trovare una clinica economica per il rehab da blogging nella quale si può pagare via Paypal con i ricavi degli Adsense. Perciò non pensiamo troppo al futuro e limitiamoci ad assaporare il gusto pieno della vita che solo questo presente può regalarci: si taglia ufficialmente il nastro di partenza per il tour-de-force della stagione 2008/2009.

5) Eutanasia animale. La palma d’oro per la storia più triste dell’estate va sicuramente alla vicenda del balenottero Colin. Povero: aveva perso la mamma e tentava invano di nutrirsi attaccato ad uno yacth. Forse perchè i mari sono talmente inquinati che non sentiva più la differenza tra il latte ed il gasolio? Oppure era rimasto violentato, stordito e scioccato anche lui dopo aver visto la Sirena Alba Parietti sulla battigia? Non lo sapremo mai, il piccoletto è stato soppresso, con buona pace delle associazioni animaliste. Ora, chiedo formalmente che si intervenga con un provvedimento simile anche per il Gattino Virgola delle suonerie.

4) Chi non ha fatto ancora una battuta sull’Alitalia? Io, io! La nostra compagnia di bandiera evita il fallimento e viene commissariata affidandola alle sapienti mani dell’ex ministro Fantozzi; nuova direttrice marketing la Signorina Silvani e, udite udite, il ragionier Filini responsabile della torre di controllo. A causa degli esuberi ci saranno dei licenziamenti, ma per salvare le hostess più meritevoli è già pronto il piano Passera.

3) I rapporti con la Libia sono salvi. Ho scoperto che per i prossimi 25 anni lavorerò per pagare questo debito di 5 miliardi di sesterzi al colonnello Gheddafi. Visto che Berlusconi è in vena di spendere, mi auguro che arrivi il giorno in cui deciderà di risarcire retroattivamente anche gli italiani che hanno seguito programmi in onda sulle sue reti televisive tipo “Uno due tre stalla”.

2) Un secolo in due. Madonna e Michael Jackson hanno compiuto 50 anni. Un tempo, da soli, coprivano una cospicua fetta del mercato discografico pop. Oggi, anche loro soccombono di fronte alle star istantanee nate grazie a Youtube e Myspace. La signora Ciccone è a Roma in questi giorni: difficoltà discografiche per lei (“Hard Candy” ha venduto 3 milioni di copie in cinque mesi, mentre il precedente album, “Confessions on a dancefloor”, aveva raggiunto la stessa quota in tre settimane), un matrimonio traballante in cerca di gossipate al solo scopo di ottenere qualche titolo a mezza colonna, ed un tour tutt’altro che tutto esaurito. L’unica che rischia l’esaurimento è proprio Madge, che ormai somiglia sempre più ad un Enzo Iacchetti dopo che ha visto i dati auditel di “Medici Miei”. Jacko, invece, promette da anni nuovi album, ma finora non abbiamo visto che raccolte. Raccolte col cucchiaino, proprio come i pezzi della sua faccia ormai completamente scollata. Beh, largo ai giovani, dunque.

Top “…Who cares?” of the week:

1) Siamo tutti in attesa della performance spearsiana di domenica notte che, pare, si farà. Dalla sala prove degli Mtv Video Music Awards giunge un video che parla da sè: il fisico sembra quasi quasi esserci (+10 punti), le extension pure (-10 punti). Ma siamo sicuri che sia lei e non Derrick Barry? La canzone, comunque, è orrenda e la nostra Britney – onestamente – pare ancora poco scattante. La coreografia a sfondo sessuale è in puro stile Maura Paparo e non basta perdere due etti per ritornare nelle grazie dei tuoi ex-fans. Volere ostinatamente perseverare con questa immagine di biondina-la-dò-a-tutti-perchè-è-la-cosa-che-mi-viene-meglio è una scelta più imbecille che diabolica. Tante volte basterebbe anche solo accettare il fatto che certi estenuanti movimenti pelvici andrebbero accantonati riservando maggior cura al lato sonoro che a quello prettamente visivo. Insomma, questa misteriosa esibizione ha tutte le carte in regola per trasformarsi in una nuova vergognosa patacca sul curriculum dell’ex stella caduta dalla Louisiana. Ma anche no, e nei prossimi giorni – se sarà il caso – potrei forse rimangiarmi quanto scritto in queste ultime dieci righe.


Video: Britney’s Back!

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