Hayden Panettiere – Wake up call [VS] Rihanna – Disturbia

Tra le poche cose da salvare di Heroes, il telefilm passato da cult a flop in poco più di mezza stagione, c’era una delle interpreti chiave: così piacevolmente inesperta ma talmente calata nel ruolo, da risultare una vera rivelazione. Alla immortale cheerleader acqua e sapone bastava un elastico per capelli o una scheggia di vetro per tenere in pugno il destino dell’umanità; triste constatare che da quel ruolo benscritto, Hayden Panettiere, non abbia imparato proprio un fico secco ed oggi, adepta del CTRL+C / CTRL+V, tenti di fare un po’ di tutto e tutto fatto male. Dopo aver provato l’anno scorso ad emulare una Avril Lavigne disidratata con “Your new girlfriend“, le sue performance attuali non migliorano. “Wake up call” rasenta l’inascoltabilità, non solo perchè è una canzone inutile di per sè, ma soprattutto perchè non è nient’altro che la replica estiva – e peraltro ritardataria – di una Paris Hilton ancor più goffa, afona ed incapace dell’originale. Ma se dalla Paris di “Stars are blind” almeno ti aspettavi il minimo, e quel minimo te lo concedeva tutto, Hayden, dopo essersi spianata la strada per un debutto dorato, ha preferito trovare la sua massima espressione musicale in gattamorteggianti ammiccamenti ed una evidente rinoplastica.

Disturbia” non è certo il miglior pezzo di Rihanna: ma d’altronde cosa si può pretendere dal settimo singolo estratto da un album riciclato, ristampato e spremuto come un limone tra le cosce… ehm cozze? E’ vero? Ecco! Perdipiù è un pezzo ruffianissimo che tenta di accalappiare il pubblico da balera europeo, sperando contemporaneamente di ricevere consensi anche in patria. Dopo il buon successo di “Take a Bow” e la collaborazione di cui – onestamente – non si sentiva la necessità coi Maroon Five, l’astro più brillante delle Barbados torna a farci muovere il piede e, tutto sommato, è già qualcosa, in tempi in cui le altre autorità preposte sono in rehab o impegnate a far finta di essere snelle nelle loro pancere contenitive. Comunque, aver girato il video a casa di Amy Winehouse è stato davvero un colpo basso.

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