Miley Cyrus – 7 things [VS] Ali Lohan – All the way around

Sfida a colpi di raschiamento di corde vocali tra due delle superteenager più in vista del momento. Due bambine brufolose nate ieri che si atteggiano a grandi dive e che rappresentano la più alta espressione dell’inzoccolimento precoce delle generazioni moderne, allo scopo di soddisfare la voglia di fama e di pecunia dei loro genitori.

Miley Cyrus, quindici anni, dopo le sue foto compromettenti pubblicate da Vanity Fair e quelle che un giorno sì e uno no continuano misteriosamente a sbucare fuori dai suoi archivi personali (qui, per esempio, è ancora una volta svestita e fradicia), rischia di veder ridotto in coriandoli il suo contratto con la Disney. Poco male: supportata dal truzzo padre e mentore Billy Ray, Miley si ricicla nei panni di se stessa come interprete di “7 Things”, brano poprockeggiante dalle sonorità trite e ritrite a metà strada tra la prima Ashlee Simpson ed il rombare del motore di un autobus in avaria sulla tangenziale. Allo strazio risponde, con il suo primo singolo ufficiale, la quattordicenne Ali Lohan (ma a sfondare ci aveva già provato ai tempi di “Christmas Magic”, come già documentato) sorella di quella Lindsay attualmente impegnata in un presunto amore saffico e il cui ultimo brano (Bossy) non è che abbia propriamente fatto impazzire il mondo. Ali, già nota per essere la bambina delle medie più anziana dell’universo conosciuto, si affida alla manager, amica e madre Dina (autodefinitasi “The white Oprah” per la sua dialettica e la capacità di dare consigli ai giovani, e infatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti) e ad una canzone dalle sonorità timbalandiane, ma altrettanto abusate, per tentare la scalata alla classifica delle suonerie monofoniche.

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