Datti al giardinaggio dei fiori del male
Scritto da Chissenefrega il 6 Luglio 2008 – 16:14 -
Checché se ne dica, al giorno d’oggi diventare famosi è un gioco da ragazzi. Ne sono convinte le carampane di Marco Carta, le quali affermano che anche il solo presenziare nella classifica degli mp3 più scaricati alla riunione di condominio, possa mettere in discussione gli equilibri musicali dell’intero Pianeta. Il panorama discografico nostrano è talmente desolato e desolante, che ormai chiunque è nelle condizioni di emergere: anche quei gruppi che negli anni scorsi ci hanno provato in tutti i modi, ma che finora non erano mai riusciti a guadagnare un posto al sole tra i big della musica. Fra questi vanno annoverati sicuramente i Baustelle, band toscana composta da Rachele Bastreghi (voce, tastiere, una specie di Melita sgonfia), Francesco Bianconi (autore, cantante, geek a vita bassa che ha fatto i soldi scrivendo “Bruci la città” per Irene Grandi) e Franco Brasini (onestamente, non pervenuto) che unisce agli ottimi arrangiamenti squisitamente alternative - e contaminati da qualsiasi sonorità compresa tra tra il ballo della mattonella e l’electro, lo skank e la lounge music -, melodie scippate indebitamente alla Cristina d’Avena anni 80 e testi che sembrano scritti da uno studente rimandato al corso di falegnameria della scuola Steineriana. Il bello è che l’insolito mix funziona e plasma un inedito genere musicale: il comunist-pop per il fighetto medioborghese in decadenza. Un genere che, comunque, riesce a farsi sorprendentemente apprezzare anche quando lo senti suonato dal vivo in riva al mare, mentre il sole arancione di un tramonto di luglio si tuffa nell’alto Adriatico e non hai ancora assunto sostanze allucinogene.
ps1: tutto questo per dire che trovo “Baudelaire” un gran bel pezzo, e che i Baustelle live che ho beccato quasi casualmente ieri sera nell’amena cornice del Terrazzamare di Jesolo, all’interno di un evento sponsorizzato da Mtv e Tampax, se la cavano meglio di quanto immaginassi;
ps2: ok, per aver visto il sole tuffarsi nell’alto Adriatico, forse qualche sostanza devo averla presa. Era comunque una bella immagine, no?
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Luglio 6th, 2008 at 17:08
Concordo in pieno con quanto scrivi. Apparte che il pezzo Baudelaire sia un “gran bel pezzo”. E forse aggiungerei che fanno proprio schifo, ma una cosa: Francesco Bianconi è il tipo che canta con gli occhiali…?
perchè nn l’ho ancora capito bene…
Luglio 6th, 2008 at 18:34
Ok
mi delurko e divento primo carampano dei Baustelle.
L’ultimo album è stupendo.
Non rompete i cojoni, savasandir….(come si scrive?)
Luglio 6th, 2008 at 18:41
@mark: bendelurkato!
per quanto mi riguarda, come ho scritto, nel complesso non mi dispiacciono (testi a parte). I tre singoli usciti da “Amen” sono sicuramente il meglio che c’è in quel disco
Luglio 6th, 2008 at 18:55
beh anche alfredo, spaghetti western e il liberismo ha i giorni contati sono belle canzoni..
si le altre del disco sono un pò pacco.
curiosità
in il liberismo ha i giorni contati il bianconi ad un certo punto canta:
“Vede la Fine in me che vendo dischi
in questo modo orrendo”
e anche
“Vede la Fine in me che spendo soldi
e tempo in un Nintendo”
che ha le stesse note (+ o -) del famoso pezzo dei Dari - Wale (tanto Wale)
“Il cellulare c’è lo già spento perchè per me sei troppo sbattimento”
chi ha copiato chi?
E’ un caso per l’ispettore chissene (misto tra monk e colombo)
cià
Luglio 6th, 2008 at 19:25
Continuo ad odiarli. -_-’
Che fantasia che hanno nei testi…
Tizio è morto per te
Caio è morto per te
Sempronio è morto per te
Gianfiliberto è stato crocifisso per te
Ermenegildo è stato bastonato per te
Lucrezio è stato bruciato per te…
Luglio 6th, 2008 at 20:35
@mark: i Dari io non li considero proprio, se dovessi andare ad un loro concerto mi porterei dietro una “mazza da beisboooollll”
la parte che citi è solo leggermente assonante (ma forse anche no), tutto regolare a mio avviso…
Luglio 6th, 2008 at 21:41
Ma sono l’unica che si domanda perchè il Chissene se ne vada ad “un evento sponsorizzato da Mtv e Tampax”? Tampax? Ho letto bene? Allora dillo che sei una LEI, confessa
Luglio 7th, 2008 at 01:02
uhmmmmmmmm li adoro,belli belli belli e belli…mamma mia chissene quel tuo avatar ahaha rabbrividisco ma sto zitto…
viva i baustelleeeeee
tutti con sti dari,devo documentarmi perchè non so manco “cosa” siano,ma ora ho sonno,caldo e vado a dormì,
Luglio 7th, 2008 at 02:30
Non mi sono mai piaciuti, ma devo dire che Amen è davvero un gran bell’album!
Mi piacciono!
Luglio 7th, 2008 at 09:56
Concordo in tutto!
Luglio 7th, 2008 at 12:05
ma scusate..trovate qualcuno di meglio nel panorama pop-rock-ecc italiano attuale?
sinceramente e obiettivamente.
Luglio 7th, 2008 at 15:36
sui Baustelle devo proprio pronunciarmi, non ce la faccio.
ti consiglio di ascoltarti “a vita bassa” dall’album “La Malavita”. è una bellissima canzone, davvero.
PS: d’ora in avanti, quanto mi chiederanno di descrivermi ti citerò. d’ora in poi io sono:
una comunista-pop, fighetta medioborghese in decadenza.
Luglio 9th, 2008 at 14:50
Io ci sarei andata solo se lo sponsor avesse tirato dei campioncini gratuiti!
Ah, il sole che si tuffa dal Terrazzamare… e gli spritz che li paghi tagliandoti una falange… perchè le zanzare ti hanno ormai ciucciato tutto il sangue e non puoi più pagare con quello… che bei ricordi.
Luglio 9th, 2008 at 20:31
@meriinga: visto che hai tirato fuori l’argomento: al Terrazzamare, un sofisticatissimo e raffinatissimo cocktail a base di acqua (98%), aperol (1%) e fantasia (1%), l’ho pagato la bellezza di 8 euro; una bibbbbbita analcolica (diciamo coca superpiccola, ovvero 2 dita di bevanda e resto ghiaccio) costava 5 euro O_O
…e comunque sì, la Tampax regalava gadget a manetta (solo alle ragazze, però, chissà come mai…. ^_^ ), una mia amica scroccona è arrivata a casa con una fornitura per i prossimi 15 anni: almeno ha ammortizzato la spesa dello spritz!
Luglio 13th, 2008 at 15:48
[...] No, non è un altro post dedicato ai Baustelle. E’ la curiosa classifica delle lyrics in lingua inglese più assurde, quelle che le nostre [...]
Luglio 31st, 2008 at 18:43
Non avevo mai trovato una definizione più azzeccata per me stesso…comunista-pop, fighetto medioborghese in decadenza mi piace un sacco.
i testi dei Baustelle sono bellissimi, soprattutto quelli dell’album “La Malavita”..
Ottobre 18th, 2008 at 13:58
[...] al massimo “il Genio” potrebbe essere definito una fusione a caldo tra i primi Baustelle e “Je T’aime… Moi Non Plus“, spinta nella stratosfera del lo-fi sonoro da [...]