Si fa presto a dire tossica

Gli scatti seguenti (che si aggiungono a quelli già pubblicati da R’n’B Junk), sono i paparazzamenti del giorno che ritraggono una sempre più sfatta Amy Winehouse. Da un’analisi sommaria, si potrebbe attribuire la colpa del suo stato pietoso a droghe e alcool, ma non è così. I fotografi e la stampa scandalistica strumentalizzano le vicissitudini di questa povera artista: è ora di dire come stanno davvero le cose.

Ore 8.00: Amy esce di casa, fresca, allegra e pimpante, per recarsi al CAF della CGIL a farsi compilare il Modello 730. Va un po’ di fretta perchè la scadenza è il 30 aprile

Ore 8.15: All’angolo tra Piazza delle Magnolie e Via Garibaldi, il solito giovanotto un po’ tarchiato e col berrettino verde, le porge una copia di “Metro”. Amy, cortesemente, prende il giornale, ringrazia e sorride (mica come noi che i ragazzi che distribuiscono i free-press facciamo finta di non vederli e se proprio ci tampinano, dopo che ci siamo fatti infilare il giornale nelle tasche, gli molliamo pure un pestone)

Ore 8.30: Arrivata alla sede del CAF, Amy trova chiuso, ma non si dà per vinta. Poco dopo scoprirà che in realtà non la volevano far entrare, ma solo perchè non è iscritta al sindacato

Ore 11.30: Ed ecco Amy uscire, dopo aver presentato il CUD dell’anno precedente, la dichiarazione ICI, le spese mediche e tutti gli altri documenti utili per calcolare le detrazioni fiscali. Compilare il modello 730 è sempre una rottura. Amy è esausta ma ne è valsa la pena: risulta essere in credito per 25 euro nei confronti dell’erario, che le erogherà il rimborso direttamente dalla spina della birra del pub all’angolo.

About the author

Chissenefrega

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.