Amici 7: la finale – Vince Marco Carta

Amici di Maria anno settimo, finale del 16 aprile 2008. Sarà una serata lunga. Finchè va in onda la pubblicità, scaldiamo i motori ricordando i bei tempi andati: l’anno scorso Federico “Scaldabagno” Angelucci trionfava, non certo a sorpresa (e non certo meritatamente) sui banchi della Scuola della Musica (nota a latere, il post della finale del 2007 è rimasto nella storia di questo blog per le sue 14.192 visite in venitquattr’ore). Quest’anno il più accreditato alla vittoria è Marco Scartoffia Carta, ma con il regolamento che cambia ogni due minuti come gli exit-poll elettorali, non si può mai sapere. I professori, nel daytime, hanno confessato che vorrebbero veder vincere Pasqualino. Oh, ecco, si comincia. Entra la nostra conduttrice preferita, che mi aspettavo avvolta in un tubino di latex nero, con borchie e frustino nel consueto stile Sadomaria, invece opta per un castigato insieme di spugnette da lavabo cucite in una sartoria pakistana. Sempre nere, comunque.

Prima di cominciare le esibizioni vengono presentati tutti i critici musicali e produttori discografici del Paese, ciò mi fa supporre che ci sia uno dei tre cantanti in odore di vittoria. Ma va? A sostenere/criticare il ballerino c’è Carla Fracci che esordisce con “Sono molto contenta di essere qui con amici”, forse pensa di essere a casa sua davanti ad una pizza. La Fracci bacchetta Anbeta, poiché l’aspettava per un’audizione al Teatro dell’Opera, ma la ballerina non si è presentata, preferendo continuare a lavorare nel porcile televisivo.

La prima sfida vede Francesco Mariottini, ultimo in classifica ed unico ballerino superstite, contro Pasqualino “Paky” Maione. Errevuemme di incoraggiamento di Fiorello e Baldini con Gianluca Guidi sullo sfondo, beccati a tradimento durante la pausa-cicca, una roba triste e raffazzonata quasi come le frasi che compone Marco Carta quando parla.

Tra il pubblico in studio si nota l’Angelucci di cui sopra, seduto in seconda fila, impallato dalla pachidermica Platinette che veste abiti maschili. Quelle strisce che ha sul cranio glabro, e che sembrano un finto tatuaggio, in realtà sono strisce di Bostik per tenere incollata la parrucca che, stasera però, deve aver scordato sull’autobus. Parte il leit-motif Celentano, sulle linee, la tecnica, le caratteristiche fisiche e bla bla bla.

Prova musical: Pasqualino ripropone “In & out”. L’aveva fatto meglio la settimana scorsa, ma conferma le sue equivoche doti da showman. Possibilmente in uno show in onda su una rete locale alle quattro del mattino. Francesco fa Billy Elliot, senza infamia e senza lode. Prova di ballo: Pulp Fiction. se questa roba è definibile “passo a due”, io potrei essere eletto Top Dancer Of The Year alla Scala e anche nel sottoscala.

Prova di canto: si canta Gino Paoli e se la cava quasi meglio Francesco che esegue una performance incerta ma decorosa, rispetto all’interpretazione teatralmente stucchevole di Pasqualino. Quest’ultimo mette sul piatto anche il suo vero cavallo di battaglia, ovvero l’imitazione di Space Vampire Iancu (stasera assente, ma – assicura Maria – sta seguendo il programma da una stazione orbitante sopra la Transilvania): dopo questo abbiamo visto tutto. Esito del televoto: vince Pasqualino, Carla Fracci a nanna.

Nuova sfida: tocca a Paky scegliere e, come da copione, punta il dito contro l’eterno rivale, Marco Scartoffia. Durissimo questo confronto, spero che la produzione si inventi qualcosa per sviare le “carampane cartine”: per esempio durante l’esibizione di Marco potrebbero mandare in sovraimpressione un numero di telefono nello Sri Lanka, in modo che le televotatrici con una sola chiamata esauriscano la scheda. Potrebbero anche mandare direttamente il monoscopio, a ben pensarci, visto che il “beep” continuo che fa da sottofondo alla schermata colorata è molto più musicale della voce di Marco Carta.

Incommentabili le opinioni di tutti i giornalisti e i critici presenti, Luca Dondoni della Stampa in primis. Tipico servilismo giornalistico italiano piegato allo strapotere della televsione: domenica davanti alla Ventura esaltava i concorrenti di X-Factor e le qualità del programma, stasera ripropone lo stesso discorsetto seduto nella platea Defilippiana, cambiando i nomi dei protagonisti.

Le prove che seguono sono tutte inutili e la cronaca potrebbe chiudersi qui, tanto si sa come andrà a finire. Di fronte all’inadeguatezza comportamentale di Scartoffia, meriterebbe di vincere l’imitatore di Iancu, invece le imitazioni da domani tornerà a farle nella sua cameretta usando una spazzola per simulare il microfono. Vince Marco, il cantante col rantolo, un motore diesel in grip, un giradischi rotto che funzioni però quando sono giù un po’ nananaaaa.

Roberta Bonanno è l’ultima sfidante rimasta in gara. Si canta Grignani, ma la “Destinazione paradiso” di Marco è infernale. Molto più convincente Roberta, seppur la canzone non sia propriamente semplice da cantare per una donna. Unico momento da segnalare quando, durante il musical con protagonista un redivivo (e ancor più nasuto del solito) Andrea Dianetti, Roberta si lancia al galoppo sul suo cavallo di battaglia, “Think”. Canta come Aretha Franklin, ma recita come Uretra Franklin. La dance anni 70 è protagonista anche con “I Never can say goodbye”, con tanto di coreografia in salsa drag-queen dove Platinette è ballerina onoraria aggiunta (che però senza bombola di ossigeno non ce la può fare). Roberta sarebbe la più indicata per ottenere la vittoria, ma le carte la danno perennemente in svantaggio: Francesco vince il “premio della critica” per il garbo, a Roberta vanno i complimenti del presidente della Sony. Tutto finisce come era iniziato e Amici 7 incorona vincitore Marco Scartoffia Carta. Vi brucia?

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