La VERA intervista di Bill Kaulitz a Vanity Fair

Non solo “Sorrisi e Canzoni“, ma anche lacrime stonate. The Gossipers traduce dal tedesco all’italiano l’intervista che Bill Kaulitz ha rilasciato a Vanity Fair, commettendo dei gravi errori nella traduzione che Chissenefrega ha prontamente scoperto e corretto. In esclusiva planetaria, ecco la VERA intervista di Bill alla versione teutonica del patinato magazine.

Va.Fa.: Miss Kaulitz, come ti senti dopo esserti sottoposto a “quell'” intervento chirurgico?
BK: Bè, proprio come ti senti dopo che qualcuno, mentre sei sotto anestesia totale, infila un bisturi per tagliare via qualcosa che hai sempre ritenuto essere di troppo, o comunque posizionato in un punto non corretto. Non so se mi spiego, non so se tutti conoscano questa sensazione. Il peggio è passato ma sono ancora preoccupato perché quando vado al bagno brucia un po’

Va.Fa: Per quanto dovrai stare a riposo?
BK: Non posso parlare per i primi 12 giorni. Infatti sto rilasciando questa intervista usando l’alfabeto muto. Uhm, scusa, come si fa la lettera ‘E’ ? E la ‘F’ che non me la ricordo mai? Uau, potrei usare le lettere dell’alfabeto muto come coreografie per il mio nuovo balletto nel video del prossimo singolo… provate anche voi, dai! F-E-F-E-F-E, potrebbe spakkare e sostituire il Gioca Jouer nei cuori delle anziane madri delle mie fans!! Scusa, sto divagando… inoltre dovrò fare 4 settimane di riabilitazione. Non vedo l’ora. Nel senso che quando sono entrato in sala operatoria avevo l’orologio, ma quando sono uscito era scomparso: credo che se lo sia fregato l’anestesista. La sanità tedesca non è poi tanto migliore di quella italiana

Va.Fa: A scuola era la tua specialità fare ricorso quando i professori non ti consegnavano i compiti in classe entro le tempistiche previste. Dove hai imparato questo genere di cose?
BK: Ho sempre saputo di non aver bisogno della scuola, perché sarei diventato un cantante. Questa cosa l’ho imparata da Simona Ventura. E siccome i professori mi irritavano moltissimo, ho studiato i miei diritti. Questa cosa l’ho imparata da Rita dalla Chiesa. Sapevo cosa potevano fare e cosa no. Ho avuto alcuni insegnanti orribili, alcuni non mi dicevano “Buongiorno” a causa della mia pettinatura o dello smalto nero sulle unghie. Altri portavano addirittura la cravatta, un vero incubo. Del mio periodo scolastico ricordo con piacere solo i momenti vissuti con il bidello Alfeo nello sgabuzzino delle scope

Va.Fa: Com’erano i tuoi voti?
BK: Ottimi. Era questo che dava più fastidio agli insegnanti. Ti ho raccontato di quella volta che ho fatto l’Erasmus in un bordello di Bangkok?

Va.Fa: I professori riuscivano a ferirti?
BK: Beh, quella volta che la prof di mate mi ha centrato col cancellino, effettivamente, mi hanno dovuto dare quattro punti

Va.Fa: Nella tua vita ci sarà mai qualcuno più importante di Tom [il fratello gemello, ndJosie] ?
BK: No. E’ al di sopra di tutto. Non potrei immaginare una vita senza di lui. Non si può descrivere quanto siamo legati. E’ qualcosa di extrasensoriale. Pensiamo sempre le stesse cose e abbiamo gli stessi sogni. Ovviamente anche noi litighiamo, e quando lo facciamo ci prendiamo a pugni. Dopo aver riposto con cura i guanti di seta ed esserci tolti le mollettine a forma di farfalla dai capelli, naturalmente

Va.Fa: Chi può dirti di no?
BK: Nel lavoro nessuno. Neanche i manager o la casa discografica. Oh, scusa non volevo dire una parolaccia: questo linguaggio di solito non mi appartiene, rettifico: “discogra****”. Comunque, le uniche persone che sto ancora a sentire sono i miei migliori amici e la mia famiglia. Se mia mamma mi dice “Bill, questa cosa è sbagliata” allora ci penso su. Per esempio sullo smalto color porpora aveva assolutissimissimamente ragione, troppo da battona. Ti lovvo mamma! Anzi “Ich liebe dick”, ops, che lapsus… volevo dire “
Ich liebe dich”

Va.Fa: Qual è la cosa più fastidiosa dell’essere Bill?
BK: Il problema principale per le persone come me è la fiducia. E’ difficile per me credere a qualcuno e lasciarmi andare. Durante gli ultimi anni non ho fatto molti nuovi amici e non mi sono innamorato. Quando incontro qualcuno sono molto attento e scettico: ‘Cosa c’è dietro?’. Ma soprattutto: “Cosa c’è davanti?”. La prova-pacco è fondamentale per entrare in sintonia con me

Va.Fa: E’ per questa ragione che le celebrità fanno coppia con altre celebrità?
BK: Sì. Angelina Jolie non può sospettare che Brad Pitt stia con lei solo per diventare famoso. Una celebrità preferisce qualcuno che ha uno stile di vita simile al suo. Le mie ragazze passate non hanno mai capito perché andavo in sala prove subito dopo la scuola e perché preferivo esibirmi durante il weekend piuttosto che stare davanti alla TV con loro. E ovviamente oggi è ancora più difficile trovare una persona che capisca questo stile di vita e con la quale potersi scambiare quotidianamente gli abiti senza che rompa tanto le scatole

Va.Fa: Alla tua età non preferiresti semplicemente divertirti piuttosto che trovare l’amore?
BK: Non so. Proprio a causa della vita che faccio preferirei trovare il grande amore. Poi potremmo discutere sul significato in centimetri della parola “grande”

Va.Fa: Hai già detto “Ti amo” ad una ragazza?
BK: Sì, durante questa intervista. Ma siccome (come ho detto poc’anzi) non posso parlare, lei non mi ha sentito. Cioè, non è mica colpa mia. Comunque, anziché “Ti Amo” le avrei dovuto dire “Mi piaci”. Più cresco e più prendo seriamente queste differenze. Alla prossima, infatti, dirò: “che sfumatura meravigliosa dona ai tuoi occhi quell’ombretto di Maybelline NewYork”

Va.Fa: Ti sorprende che alcune persone pensino che sei gay?
BK: Assolutamente no. La maggior parte di queste persone hanno in mente il cliché secondo il quale trucco e capelli particolari significano gay. Ma non è così. Scusa, hai visto per caso la mia pochette di Hello Kitty?

Va.Fa: Cosa ne pensi dei problemi di Britney Spears?
BK: Posso capire come possa accadere una cosa simile, perché vivo la stessa vita. Infatti sto tentando (purtroppo finora senza successo) di farmi mettere incinto da Kevin Federline

Va.Fa: Ti capita di pensare al tuo funerale?
BK: Devo dire di sì. E anche i miei amici ci pensano. Cerchi di immaginare chi sarebbe lì e chi piangerebbe per te, peccato che non piange nessuno perché sennò gli cola il mascara

Va.Fa: Che canzone vuoi che sia suonata durante la tua sepoltura?
BK: Una qualsiasi, basta che sia cantata da Cristiano Malgioglio o Marco Carta (che, detto fra me e te, me li porterei pure volentieri entrambi nella bara).

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