I Sonohra vincono tra i giovani. Tra i big Tonno e Ponce?

Come già pronosticato tra i commenti al live di giovedì sera, insieme a RiotBoy e Acrimonia, il duo di “bambini biondi piastrati” e il loro “Amore” (devono avere il cervello abbrustolito dall’acqua ossigenata usata per i capelli, se non sono riusciti a trovare un titolo meno scontato) si aggiudica il primo posto nella sezione giovani del cinquantottesimo Festival della canzone italiana. Non era difficile prevedere che avrebbero vinto, vista la scarsità di alternative. Il brano è orecchiabile, il testo è assolutamente popolare, nulla di nuovo sotto i riflettori. I Sonohra rappresentano la massima espressione di questo asfittico Sanremo: praticamente abbiamo incoronato i nuovi Piquadro, dei quali non sentivamo certo la necessità (nemmeno di quelli vecchi, ad essere sinceri).

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Tutt’altro che febbrile l’attesa per scoprire chi risulterà vincitore tra i “big”. Riguardando i voti che ho dato l’altra sera, i miei personali superfavoriti sono L’Aura, seguita da Tricarico e Frankie Hi Energy. Ovvero tre big che proprio tanto big non sono, ma che rappresentano, ognuno a suo modo, un certo giovanilismo che meriterebbe di fare tendenza nella musica italiana (apro e chiudo una parentesi, a me L’Aura non ricorda nemmeno un po’ Elisa: L’Aura è meglio di Elisa, almeno fino a quando non perderà quel fascino alternativo e quelle interpretazioni sui generis per abbandonarsi a piatte collaborazioni che più mainstream c’è solo Britney Spears).

Probabilmente almeno uno dei tre sul podio ci salirà. Escludo subito Tricarico perché è impossibile che il pubblico di Raiuno comprenda la sua arte svalvolata. L’Aura un po’ ha osato e un po’ ha fatto la paraventa insieme agli amici del progetto Rezophonics, ma dubito che le giurie demoscopiche abbiano recepito il messaggio. Opto per Frankie, al terzo posto, anche grazie al duetto leccapiedi con il vincitore dell’anno scorso. Al primo sono sempre più convinto che si stabilirà la coppia “insalatissima rio mareGiò di Tonno e Lola Ponce. Effetto Jalisse assicurato per il duo che si taglia con un grissino: da lunedì ritorneranno alla loro vita teatrale e chi li sentirà mai più. Mi rimane il secondo posto vacante, che forse potrebbe essere appannaggio dell’appannata Tatangelo. Anche Cammariere potrebbe fare il colpaccio.

Quindi, sperando di sbagliarmi, penso che alla fine avremo:

1) Giò di Tonno e Lola Ponce
2) Sergio Cammariere ( o in alternativa Anna Tatangelo)
3) Frankie Hi Energy

Detto ciò non rimane che tirare le somme su un Festival che non può essere definito in nessun’altra maniera se non brutto. Entusiasmo scemato già cinque minuti dopo l’inizio della prima puntata e mai più recuperato. Se l’anno scorso l’apporto restaurativo del primario Pippo Baudo era necessario per risollevare la disastrata cartella clinica del Sanremo precedente, quest’anno il patron ha peccato di toppa sicurezza di sè, pensando di confezionare un evento impeccabile che, invece, ha fatto acqua da tutte le parti. In primis sotto il profilo musicale. Mal bilanciata la scelta delle vallette: per una Bianca Guaccero eccessivamente invadente abbiamo visto una Andrea Osvart con una presenza scenica a dir poco cadaverica. Scontate quasi in toto le battute di Piero Chiambretti (che, nonostante tutto, rimane forse l’unico personaggio del cast da salvare). La consulenza artistica di Arturo Brachetti dietro le quinte non ha garantito i risultati sperati: né originalità, né innovazione.

Unica nota positiva un dopofestival penalizzato – purtroppo – da una messa in onda all’alba, con Elio e le Storie Tese più in forma che mai, dove si è parlato soprattutto di musica, ed il divertimento era assicurato. Spero che questa esperienza spalanchi le porte di Rai e Mediaset ad una Lucilla Agosti che, per le capacità che possiede, merita di fare un grande salto di qualità nella sua carriera, finora relegata ad All Music e a qualche comparsata qui e là.

Ringraziando tutti quelli che hanno seguito il Festival in compagnia virtuale di Chissenefrega, direi di metterci anticipatamente una bella pietra sopra. Ma secondo voi la devo togliere la header floreale e ritornare a quella vecchia, oppure lasciarla anche in assenza di Sanremo, visto che “fa tanto primavera“?

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