Festival di Sanremo 2008 / Terza serata, i duetti – Chissenecronaca in dormiveglia

La serata in cui i big duettano con altri colleghi più o meno noti, proponendo una versione alternativa dei propri brani, dovrebbe portare quel minimo di freschezza ad un Festival che ha dimostrato di aver già saturato tutto il saturabile, dove la musica non governa e dove ci si aggrappa ai soliti scandaletti pilotati per accalappiare un pubblico di trote bollite.

Riporto la scaletta della serata, tratta da festivaldisanremo.com, così mi prendo avanti nel caso in cui mi appisoli a metà. La presenza di Loredana Bertè rimane, al momento, un’incognita (la presenza di qualche suo neurone ancora funzionante, invece no).

Baudo e Chiambretti aprono ironizzando sul Bertè-gate mentre la cantante viene definita da Zampaglione alla radio “il nostro Ozzy Osbourne”. E Loredana canta per prima: gli autori del Festival si giocano subito il pezzo forte: via il dente, via il dolore.

FG – Loredana Bertè & Spagna – Musica e Parole. Due bomboniere funeree, sembrano Britney Spears e Paris Hilton vicine al momento del trapasso. Sarà anche un autotarocco, ma la canzone a me non dispiace. Baudo tenta una violenza carnale pur di mandare fuori le due babbione dal palco. E’ fuori gara, per cui voto 10, Bertè vincitrice morale.

1 – Finley & Belinda – Ricordi. Baudo tenta la violenza carnale anche qui, ma la star messicana Belinda ha un’età da denuncia. Bravissima, comunque, sta Belinda: sembra Romina Power sgonfia, e azzecca meno note del cantante dei Finley. Cantata dal vivo e da questi due incapaci la canzone fa più vomitare di quanto non farebbe nel disco. Voto 3

2 – Tricarico & Mago Forest – Vita Tranquilla. Anche stasera Francesco viene deriso, riuscirà a fare peggio di lunedì? Forest travestito da albero di Natale. Oh, la canzone è bella e cantata quasi decentemente. Voto 8

3 – Mietta & Neri per caso – Baciami adesso. Recentemente riesumati da Mario Biondi, i Neri per caso sono sempre uguali a com’erano negli anni 90. Mietta ha trovato un ottimo metodo per sbarazzarsi dell’orchestra; la canzone, completamente a cappella, ne guadagna. Voto 6 e 1/2

4 – Max Gazzé & Marina Rei & Paola Turci – Il solito sesso. Il testo mi piace, il terzetto funziona. Sento la nostalgia di una Rei solista con un nuovo “inverno da baciare”. Voto 6+

5 – Fabrizio Moro & Gaetano Curreri – Eppure mi hai cambiato la vita. Sto Moro non mi piace e non mi piacerà mai. Voto 2 a priori.

6 – Sergio Cammariere & Gal Costa – L’amore non si spiega. Baudo vorrebbe sentire un concerto di questa Gal Costa, ma per motivi di “regolarità concorsuale” non si può fare. Infatti, la brasiliana comincia subito con una interminabile lagna a base di “badabau, bashabashabadabadabauu”. Il televoto rimane aperto per tre quarti d’ora. Cammariere strimpella al piano ottantadue canzoni. Ma a parte le fesserie, gran classe e sobrietà (protesto formalmente perchè l’audio della tv fa schifo, mentre quello che arriva dalla radio, seppur coperto dagli sproloqui della Gialappa’s, rende molto meglio). Voto 6+

7 – Frankie Hi NRG MC & Simone Cristicchi – Rivoluzione. Giacca, cravatta e partita a scacchi per i due gggiovani rapper. I temi trattati sono tipici di un brano del genere: cronaca, religione, vallettopoli, Corona, Ricucci, Cogne e varie lucignolosità. L’apporto di Cristicchi (apprezzabile anche se si impappina sul testo) non è fondamentale: il pezzo funziona da sè. Voto 7 e 1/2

8 – Tiromancino & Stefano di Battista – Il rubacuori. Scopro dalla radio che il brano di Zampaglione non è dedicato ai problemi degli operai nel mondo del lavoro, bensì è una canzone autobiografica che racconta il suo licenziamento dalla Sony. Voto 0

9 – Eugenio Bennato & Petra Montecorvino – Grande Sud. Aveva un budget ridotto, Bennato. L’artista più economica che ha trovato per un duetto è sua moglie, che sembra Marcella Bella quando ancora si chiamava Marcella Orrenda. Tanto mi è piaciuta la versione originale di “Grande Sud” quanto mi è sembrata terribile questa. Voto 5

10 – Mario Venuti & Denovo – A ferro e fuoco. Venuti e Madonìa, ovvero i Dolce e Gabbana del Festival. La canzone rimane pressoché uguale a quella sentita lunedì, tutto sommato più che passabile. Voto 6 al 7

11 – L’Aura & Rezophonics – Basta! Povera L’Aura: costretta a sorbirsi, da vittima sacrificale, l’ennesima gag a sfondo sessuale di Baudo e Chiambretti. Per fortuna parte la musica, sul palco ci sono trecento persone e l’effetto è spettacolare (anche se Marco Cocci ce lo potevano risparmiare). Grandissima Cristina Scabbia, concordo con quelli della radio: la miglior canzone del Festival. Voto 10

12 – Gianluca Grignani & i Nomadi – Cammina nel sole. Boh, tutto molto scialbo. Grignani ha fatto il suo tempo. I Nomadi pure. Alla radio scatta la beffa lingustica sull’espressione chiambrettiana: “mi ricordo quando i Nomadi VENIRONO”. Voto 5 meno (anche in grammatica)

13 – Anna Tatangelo & Michael Bolton – Il mio amico. Pezzi come “Il mio amico” rappresentano il peggio del peggio che la mente umana possa partorire. Cantata in inglese dall’ultracinquantenne Bolton migliora leggermente. Anna Tatangelo ti prego ripigliati che Edie Britt ti batte 1000 a zero. Voto 0

14 – Paolo Meneguzzi & Tony Hadley – Grande. Cioè: i Duran Duran superospiti e gli Spandau Ballet a far da spalla a questo deprimente giovanotto. Voto 5

15 – Little Tony & Gipsy Kings Family – Non finisce qui. Mamma mia, non comprerei mai una macchina usata da questi Gipsy Kings. Atmosfera da trasmissione della domenica pomeriggio di una tv locale. Voto 4

16 – Amedeo Minghi & Giuliana De Donno & Paola Berardi – Cammina cammina. Con questo arrangiamento barocco il brano è ancora più soporifero. Voto 3

17 – Giò Di Tonno e Lola Ponce & Los Vivancos – Colpo di fulmine. Aaaargh!! questi Vivancos sono Cristo (di Amici 6) e i suoi fratelli!!! Ovvero i Centocelle made in Palma de Mallorca. Maria de Filippi Rulez!! Pubblico in delirio, complice anche lo strip dei ballerini. Giò e Lola hanno – ahimè – buone probabilità di vincere. Voto 4 e 1/2

18 – Michele Zarrillo & Paola e Chiara – L’ultimo film insieme. La voce delle sorelle Iezzi non arriva: o i microfoni sono spenti o loro sono più afone del solito. Le due hanno anche dimenticato le grucce appendiabiti nelle rispettive giacche. Voto 4

19 – Toto Cutugno & Annalisa Minetti – Un falco chiuso in gabbia. La Gialappa’s scambia la Minetti per Cicciolina (beh, l’abbigliamento è quello). Non mi sforzo neanche ad ascoltare questa versione del brano di Cutugno e gli attribuisco un voto a caso. Voto 5

Bene, portata a termine anche questa drammatica missione. Grazie a tutti anche stasera, con le cronache in diretta ci vediamo l’anno prossimo per il Festival 2009! (suona come una minaccia…)

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