Lista dei partecipanti al Festival di Sanremo 2008 (in ritardo…)

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La vera sfida del Festival di Sanremo è quella di peggiorare costantemente rispetto all’edizione dell’anno prima. Se nel 2007 avrei salvato – imbroccandoci – perlomeno Cristicchi, in questo 2008 la desolazione è totale di fronte al parterre di artisti che calcheranno il palcoscenico del Teatro Ariston. Quest’anno si è pensato di suddividerli in sei nuove categorie:

1) le Mummie del Similaun:

– EUGENIO BENNATO – “Grande sud”
Il titolo originale, censurato dalla Rai, era “Grande sudata”: ovvero il racconto autobiografico del ritorno del cantautore sul palco del Festival di Sanremo e le peripezie passate per far accettare la canzone a Baudo

– LOREDANA BERTE’ – “Musica e parole”
Per interpretare un brano così importante per la sua carriera, si mormora che la rocker userà i Tokio Hotel come controfigura, sperando che facciano la fine della camera (di hotel) che ha recentemente devastato

– TOTO CUTUGNO – “Un falco chiuso in gabbia”
Non è – ci tiene a precisare il Toto Nazionale – l’upgrade moderno di una hit di Grignani. Ma molti sospettano già che sia un occulto spottone per una nota pillola blu

– LITTLE TONY – “Non finisce qui”
Noi speravamo che fosse finita molti anni fa (nel ’74 tipo, oppure quando fece quella canzone da domenica pomeriggio discotecara con Gabry Ponte) e invece il Piccolo Antonio è ancora tra noi. E ci seppellirà tutti

2) i Supergggiovani:

– GIANLUCA GRIGNANI – “Cammina nel sole”
Canzone scritta da Al Bano, è il racconto di quella volta in agosto che a Grignani, fermato per guida in stato di ebbrezza, è stata ritirata la patente. E lui ha dovuto farsela a piedi, barcollante, dal baretto in centro fino a casa

– PAOLO MENEGUZZI – “Grande”
Simpatica l’idea di raccontare in musica la carriera che avrebbe voluto e che non è mai riuscito ad ottenere

– MAX GAZZE’ – “Il solito sesso”
Annichilito dal tran-tran, il Gazzè si lamenta della routine quotidiana. Questo brano, che non smetterà di far discutere per i prossimi 12 o 13 anni, ha come sottotitolo: “ma piuttosto che niente è meglio piuttosto”

3) i Più Supergggiovani dei Supergggiovani:

– FINLEY – “Ricordi”
Nostalgici dei bei tempi andati e reduci dai successi del loro ultimo concerto durante la pizza di classe, i Finley sono ben consci che anche quella marginale parte d’Italia che li conosceva, si è già dimenticata completamente di loro.

– ANNA TATANGELO – “Il mio amico”
Con questa intensa composizione, Anna si scusa con Gigi per essere uscita con un altro uomo. Ma quest’ultimo, Gerardo (meglio noto come Antonella), l’aveva solo accompagnata in un negozio di tessuti per scegliere delle nuove tendine in taffetà per le finestre della cucina. Gigi però non ci crede, e la vicenda culmina in un tragico dramma della gelosia tra i cassonetti di Napoli stracolmi di immondizia (composta, per buona metà, dalla discografia della Tatangelo stessa)

– FABRIZIO MORO – “Eppure mi hai cambiato la vita”
Il giovane cantautore romano, promosso per merito nei “big”, dedica la sua canzone sanremese alla Siae ed ai dividendi percepiti (e tutti dilapidati in spuma per capelli) con la sua vittoria dell’anno scorso

4) gli SVIPS (Sconosciuti Vogliosi di Incontrare una Popolarità Sfuggente)

– GIO’ DI TONNO E LOLA PONCE – “Colpo di fulmine”
Prima di capire se è un brano che si taglia con un grissino, oppure ispirato all’inizio della carriera televisiva di Alessia Marcuzzi, sarebbe il caso almeno di provare a farsi venire in mente chi diavolo siano questi due

– TRICARICO – “Vita tranquilla”
L’avevamo lasciato svariati anni fa, alle prese con una maestra un po’ meretrice. Oggi, cresciuto, Tricarico se l’è sposata. E non nasconde una certa delusione

– FRANKIE HI NRG – “Rivoluzione”
Sarà davvero rivoluzionaria la canzone di Frankie: il geek del rap italiano sancirà la morte del genere (il palco dell’Ariston è il luogo più adatto allo scopo), con trasversale giubilo da parte degli altri

5) I Favoriti che so già che mi deluderanno

– TIROMANCINO – “Il rubacuori”
Mi spiace, ma da quella volta che l’ho incontrato all’aeroporto (e mi ha scambiato per qualcun altro) provo enorme simpatia per Zampaglione, per cui non posso parlarne male

– MARIO VENUTI – “A ferro e fuoco”
Mario Venuti interpreta la storia di un suo collega cantante (anonimo e che noi, per comodità, chiameremo Tiziano) che deve vedersela con delle carampane adepte al Ku Klux Klan

– L’AURA – “Basta!”
Finalmente! E’ arrivata l’ora (o per meglio dire, l’Aura – ah ah… – ) di farsi sentire: Basta confonderla con Elisa, basta dire che è un suo clone! Ehi, ma L’Aura non è quella che ha vinto Sanremo con Luce (Tramonti a NordEst)?

6) gli Invisibili (che dopo l’ultima serata torneranno a dormire su una panchina della stazione)

– MICHELE ZARRILLO – “L’ultimo film insieme”
Struggente ballata sentimentale, quella di Zarrillo, che tenta di riconquistare la donna amata appena perduta. Dopo che lui l’aveva invitata a casa sua per vedere “Natale in crociera” in dvx scaricato da Emule,
infatti, lei ha pensato bene di scaricare Zarrillo.

– MIETTA – “Baciami adesso”
Ritorno in grande stile per Mietta, che esorcizza in musica il terrore dei giovani trevigiani d’oggi, di fronte alla psicosi-meningite

– AMEDEO MINGHI – “Cammina cammina”
Svolta rock per Minghi che, in “cammina cammina” narra, con interminabili vortuosismi alla chitarra, mentre danza sulle punte sopra i tasti di un clavicembalo, le sofferenze di un’amica peripatetica alle prese con le difficoltà delle tariffe in euro

– SERGIO CAMMARIERE – “L’amore non si spiega”
Emozionante rientro sulle scene dell’imbalsamatore della musica leggera italiana con un brano dedicato alla vita da single, all’appretto e alle fatiche dello stiro

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