Isola dei Famosi 5, la finale: vince Manuela Villa

Se tutto fosse andato come doveva andare, Simona Ventura avrebbe dovuto essere su Rai Uno a condurre un one woman show del sabato sera a base di “praticamente” e “ciurlate nel manico“.

E invece, il provvidenziale arresto della sua carriera sulla rete ammiraglia, ha fatto sì che ce la ritrovassimo al timone della quinta edizione dell’unico reality superstite della stagione, dal quale siamo comunque riusciti ad avere la nostra overdose di “praticamente” e di “ciurlate nel manico“.

In un set ricostruito all’interno di un accampamento Rom alla periferia di Milano (complimenti a quelli della Rai per le scenografie ed il comparto tecnico: anche a due metri di distanza dallo studio c’è un ritorno audio di otto ore, proprio come all’isola), Manuela “Pancho” Villa sfida al televoto Miriana “buongiorno tristezza” Trevisan. La prima è in odore di vittoria da almeno tre settimane. La seconda, invece, non si lava da almeno tre settimane. E l’odore è ben altro.

Le strategie della ex valletta mikebongiorniana (ah, a proposito, lo sapete che a breve riparte la Ruota della Fortuna su Italia 1 condotta da Enrico Papi? Si ventila che avrà nientepopodimenoché Victoria Silvstedt nel ruolo di giracaselle!), che in due mesi ha fatto la figura di un barboncino spelacchiato al canile, non pagano. Senza nemmeno il tempo di aprire un mutuo per comprarsi qualche consonante, è la prima vittima dello tsunami Villa.

Gli altri eliminati che fanno rientro in Patria, sono Claudio Cuccurullo, il muratore più famoso nei peggiori bar di Caracas, e Paul Belmondò. Quest’ultimo ha tre figli che sembrano la reincarnazione degli Hanson, però in versione emo con l’erre moscia come le loro pettinature.

E’ l’ora della reunion dei naufraghi superstiti che si contenderanno il podio. Insieme alla Villa (l’unica che sull’Isola non è dimagrita neanche di un etto: più che “Villa”, sembra un intero quartiere residenziale) vi sono la ex musa brassiana Debora Caprioglio (che, struccata, fai fatica a distinguerla da una forma di Asiago Mezzano) e Skeletor, meglio noto come Nicola Canonico. Quest’ultimo avrebbe buone probabilità di ripetere gli exploit dei vari Sergi Muniz o Luchi Calvani, se le due comari non fossero agguerrite peggio che Bin Laden e il Mullah Omar. Come volevasi dimostrare, il napoletano dalla barba incolta e dalla cultura barbarica viene schiacciato al televoto. La finalissima è tutta al femminile.

Dopo la prova sciacallaggio (i naufraghi vengono scaricati in un supermercato nell’ora di punta, e devono devastarlo come black-bloc al g8, sotto gli occhi sbalorditi delle cassiere), Skeletor Canonico rientra in studio accompagnato da Raffaello Balzo. Se tanto mi dà tanto, lo stesso Canonico farà da damigello l’anno prossimo al the-next-best sconosciuto in cerca di fama facile. A proposito di fama facile, c’è da dire che l’dea di introdurre il gruppo dei “non famosi” (e non sto parlando di Debora Salvalaggio) si è rivelata un vero flop, visto che due su sei si sono ritirati volontariamente, e nessuno è arrivato a vivere la puntata finale da protagonista.

Le vicende strappalacrime di crescita spirituale in solitudine sull’ultima spiaggia di Manuela Villa, unite al rimpianto nostalgico del peso del cognome che porta, opportunamente sfruttato per far leva sulla compassione del pubblico, regalano alla figlia del Reuccio – senza alcuna sorpresa – la vittoria dell’Isola 5.

About the author

Chissenefrega

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.