TG5, aria vecchia in cucina

Ma… ma… ma… le tanto sbandierate (anche a Buona Domenica dal vicedirettore Vigorelli) novità del Tg5 dove sarebbero? La nuova scenografia è identica a quella vecchia, solo un po’ scartavetrata. La grafica pure, la sigla ancor più brutta e insensata della precedente. Contenuti e linea editoriale, idem. Andrea Pamparana sgambetta su uno sgabello in stile Parietti a Galagoal e l’ex direttore Carlo Rossella fa un cameo gossiparo. Intervista a dal taglio molto gggiovane a Vasco Rossi, e servizio sui calendari (Vende di più la Salvalaggio o Padre Pio?). Clemente Mimun, l’uomo meno telegenico del mondo, che sta seduto alla scrivania con le mani in grembo come uno scolaretto con tutti dieci e lode, poteva prendersi le responsabilità del rinnovamento anche senza voler metterci a tutti i costi la faccia (altrimenti Elena Guarnieri che l’abbiamo assunta a fare, per lasciarla ad incartapecorirsi nell’edizione delle 13 con Luca Rigoni?). Al posto del riporto, per esempio, Mimun poteva arrotolarsi in testa un paio di bigodini fucsia, tanto con il suo tentativo da anchorman di stasera, ha comunque azzerato ogni sforzo innovatore, se sforzo c’è stato.

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