Gli arcobaleni dei Radiohead
Scritto da Chissenefrega il 18 Ottobre 2007 – 21:03 -

Nemo, profeta fuori patria, mi aveva anticipato già milioni di anni fa che i Radiohead avrebbero pubblicato un album con l’anomala modalità di acquisto on-line basata sulla libera offerta. Una idea rivoluzionaria, che apre interessanti prospettive nel mondo della musica digitale, anche se la trovo inapplicabile per le giovani band sconosciute, che senza supporto pubblicitario e carriera alle spalle non venderebbero neanche un bit di un mp3.
Per quanto mi riguarda non sono mai stato un fan scatenato dei Radiohead, seppure riconosca che “Ok computer” è forse il loro miglior lavoro e manifesto di uno dei momenti più floridi e creativi non solo per il gruppo britannico, ma, più in generale, per il mondo della discografia, che oggi canzoni come “Paranoid Android” o “Karma Police” se le sogna. Questo “In rainbows”, nonostante arrivi dopo una pausa di svariati anni, non eguaglia nessuno degli album che lo hanno preceduto (mi appello ai fans per una conferma oppure una smentita), ma è decisamente il miglior modo che ho trovato ultimamente per spendere un penny.
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Ottobre 19th, 2007 at 15:12
Non sono d’accordo… In raimbows è splendido. Come sempre nei loro lavori devi metabolozzare l’ascolto… ascoltarlo più e più volte e poi capisci che è un altro capolavoro…
Ottobre 20th, 2007 at 14:43
[quoto]inapplicabile per le giovani band sconosciute, che senza supporto pubblicitario e carriera alle spalle non venderebbero neanche un bit di un mp3.[/quoto]
Invece affidandosi ad una casa discografica ci rimetterebbero i soldi del manager
e quelli per l’acquisto dei primi 1000 CD !
Ottobre 20th, 2007 at 14:57
ma cos’è????
Ottobre 20th, 2007 at 16:42
@RoyRockers: hai interpretato un po’ a modo tuo e in maniera alquanto semplicistica… comunque finora mi sembra che tutti i giovani emersi grazie a internet poi siano stati “costretti” a firmare un contratto discografico tradizionale, per poter vendere qualche cd/mp3
Ottobre 20th, 2007 at 17:07
Lodevole iniziativa dei Radiohead, specie se si pensa che andando alla Ricordi anche cd usciti cinque, sei, sette anni fa costano ancora sui venti euro. Allargando il discorso alle band emergenti, internet è un sistema di promozione ottimo, compresa lo possibilita di permettre a chi scarica le canzoni di lasciare un obolo alla band. Dopotutto esisteva qualcosa di simile anche prima di internet, si facevano stampare un centinaio di cassette, oggi cd, si andava in tour e finito il concerto si vendevano le cassette/cd a chi era venuto ad ascoltare. Credo si faccia ancora. Come i finti-illimani che suonano nelle piazze, si finanziano tutt’ora così.
Piuttosto che niente è meglio piuttosto.
Ottobre 20th, 2007 at 17:25
Secondo me é un’ottima idea..che tutti dovrebbero adottare, ma non lo fanno perché é meglio intascare i 20€ fissi piuttosto che un’offerta libera !
Comunque concordo con Taglia, moltissimi artisti e non solo in campo musicale oggi emergono grazie alla diffusione dei propri lavori su internet..ed é una cosa positiva, visto che migliaia di persone spesso non hanno altre maniere (ovvero bei soldini) per farsi notare !
Ottobre 20th, 2007 at 17:49
@taglia e madmarty: non ho mai detto che internet non sia un meraviglioso e potentissimo veicolo di promozione! Anzi!! Ma i radiohead hanno una solida fan-base che sapeva benissimo che sarebbe uscito il loro lavoro con questa modalità, tutti i giornali/siti internet del mondo ne hanno parlato, nel loro caso è stato un successo annunciato, non poteva non funzionare.
Discorso diverso se io domani registro 10 canzoni, apro un sito, metto gli mp3 in downloads su offerta economica e spero che automaticamente la gente se li compri!! Il mercato attualmente è molto “ibrido” e pensare che tutti possano distribuire i dsichi solo digitalmente secondo me è piuttosto prematuro.
Ottobre 21st, 2007 at 04:33
Scusa CSNF, ma mi pare che tu ti stia contraddicendo. Tempo fa, parlando di musica, mi dicesti che se una canzone non ti prende al primo ascolto, allora, significa che non è granchè. Ora perchè parlate di “metabolizzare” i pezzi dei Radiohead? Mi sembri un po’ incoerente. Se vuoi cerco il post appena ho un po’ di tempo e te lo posto.
Ottobre 21st, 2007 at 11:31
@Luca: ma dove ho parlato io di metabolizzare?????? nei miei commenti in questo post non ho mai parlato di musica, ma solo di “mercato musicale digitale”, no so… forse hai le allucinazioni, ti sei sniffato il nuovo singolo di Melcitrulla?
Tra l’altro voglio precisare, anche per Daniele (era lui che parlava di metabolizzare, non io), che il mio non era un giudizio negativo sull’album e non trovo assolutamente che “in rainbows” sia un brutto lavoro, anzi!!! Mi ha colpito più che positivamente, ma ho detto anche che secondo me i lavori precedenti erano milgliori, perché caratterizzati da una maggiore originalità… ma anche in questo, pezzi come “Bodysnatchers” o “Nude” rendono pienamente giustizia alle qualità della band