Gli arcobaleni dei Radiohead

Nemo, profeta fuori patria, mi aveva anticipato già milioni di anni fa che i Radiohead avrebbero pubblicato un album con l’anomala modalità di acquisto on-line basata sulla libera offerta. Una idea rivoluzionaria, che apre interessanti prospettive nel mondo della musica digitale, anche se la trovo inapplicabile per le giovani band sconosciute, che senza supporto pubblicitario e carriera alle spalle non venderebbero neanche un bit di un mp3.

Per quanto mi riguarda non sono mai stato un fan scatenato dei Radiohead, seppure riconosca che “Ok computer” è forse il loro miglior lavoro e manifesto di uno dei momenti più floridi e creativi non solo per il gruppo britannico, ma, più in generale, per il mondo della discografia, che oggi canzoni come “Paranoid Android” o “Karma Police” se le sogna. Questo “In rainbows”, nonostante arrivi dopo una pausa di svariati anni, non eguaglia nessuno degli album che lo hanno preceduto (mi appello ai fans per una conferma oppure una smentita), ma è decisamente il miglior modo che ho trovato ultimamente per spendere un penny.

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Chissenefrega

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