Aldo Grasso dovrebbe dimagrire

Arrivo in ritardo, ma mi unisco all’indignazione di altri colleghi blogger, nei confronti delle dichiarazioni in stile “di tutta l’erba un fascio” rilasciate sul Foglio dal critico televisivo Aldo Grasso. Secondo il suo opinabile punto di vista, i blog sono solo “puro inquinamento” e dovrebbero essere eliminati dai risultati delle query dei motori di ricerca. A detta dell’illuminato critico del Corriere, “la Rete fa saltare le gerarchie, il grande scrittore vale come il ragazzino che dice la sua che fa un copia-incolla da un sito all’altro

Grasso, con buona probabilità, non sa nemmeno cosa siano questi mostri chiamati blog, visto che la sua idea di tecnologia si ferma alle obsolete popup in javascript del suo forum. Forum ipermoderato, dove la libertà di espressione non esiste e la repressione è l’unica carta che può giocarsi per ribadire quel concetto di “gerarchia” a lui tanto caro.

Aldo Grasso è da comprendere: è un uomo anzianotto, arrivato ad un punto della vita (professionale, ovviamente) in cui si rende conto che il passato è passato e di futuro ce n’è poco. Ha consumato anni a scrivere tediosi e dottrinali sermoni (annoiandosi lui per primo), affrontando argomenti talmente inutili che è naturale che raggiunta una certa età uno si inacidisca e diventi paranoico.

Purtroppo non è mai facile prepararsi psicologicamente per affrontare quel periodo della senilità che ti obbliga passare una volta al mese all’ufficio postale, attanagliato dal terrore che un balordo in motorino ti scippi la pensione. O trovarti costretto a riempire le tue giornate dedicandoti all’osservazione degli scavi comunali e ad entusiasmanti tornei di tresette col morto, aspettando impotente che giunga un orario della sera in cui devi inghiottire un paio di pillole utili a contrastare gli effetti ormai troppo avanzati dell’arteriosclerosi.

Caro Aldo, la blogosfera si unisce in un coro di rassicurazioni: tieniti pure stretta la tua poltrona e non preoccuparti che nessuno di noi blogger così pericolosamente gggiovani, llliberi e igggnoranti ti ruberà il lavoro. E nemmeno la busta con la pensione fuori dall’ufficio postale.

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