Ciao Darwin 5 – L’anello mancante

Dopo un paio di stagioni decisamente da dimenticare, il perennemente logorroico e sudaticcio Paolo Bonolis ci riprova con uno dei suoi cavalli di battaglia. Ciao Darwin ricomincia esattamente da dove era stato interrotto qualche anno fa, esordendo con quella che il conduttore definisce “la più manichea delle puntate“, mettendo in contrapposizione la categoria dei buoni contro quella dei cattivi.

E fin dall’inizio sembra proprio tutto come una volta, si parte con la sigla storica scritta da Zero e Serio, e l’annesso balletto in stile “siamo un vero varietà di quelli con la V maiuscola, anche se le coreografie sono un po’ imprecise, ma speriamo che nessuno se ne accorga“. Seguono la presentazione dei concorrenti e dei capitani vip (scelti al risparmio) delle due categorie: Marco Marzocca per i buoni, e Alessandro Rostagno per i cattivi; l’introduzione della nuova Madre Natura (che non so come si chiama e sulla quale non ho niente da eccepire, anche se Vanessa Kelly era Vanessa Kelly), e Bonolis trova pure l’occasione per citare Woody Allen.

I cattivi si presentano tutti più o meno pelati, tatuati e in canottiera con sopra il giubbotto di pelle d’ordinanza (un po’ tipo gay anni 80), oppure coi capelli lunghi e unti, e vestiti come se stessero prendendo parte a una messa satanica celebrata da Marylin Manson dentro alle grotte di Frasassi. Tra i buoni qualcuno è leggermente stempiato, ma i più hanno riccioli biondi o chioma incollata alla fronte, sono tutti incravattati ma non disdegnano uno stile giovanilistico, a metà strada tra l’emo impasticcato e il bancario del Credito Cooperativo.

Dalla prova di coraggio, all’interpretazione dell’inno rap pro-categoria, al quiz d’intelligenza, alla sfilata di moda in mutande, tutto è banalotto, poco interessante, più che altro perché sa molto di già visto. Anche il “viaggio nel tempo“, da sempre colonna portante del programma, risulta un po’ forzato, ma almeno strappa qualche sorriso grazie agli strafalcioni (discretamente pilotati da uno svogliato Bonolis) dei concorrenti.

A metà serata, storica esibizione della rediviva star di “Touch me“, Samantha Fox, ospite d’onore che sembra prelevata di peso dalle corsie del Lidl e piazzata in centro palco per intonare la lista della spesa: fa una figura simil-Britney Spears ai VMA, però più magra e più giovane.

L’unica novità di (poco) rilievo del programma è la presenza del “Beagle“, un appartamento in stile Grande Fratello, dove si svolge un inutile pseudo-reality, a cui vengono dedicati al massimo 10 secondi durante tutta la serata. Alla fine di tutto rimane un interrogativo: quale sia il misterioso incarico che Luca Laurenti è chiamato a svolgere nel varietà, intrappolato in un ruolo a metà strada tra la spalla comica poco sfruttata e la valletta superflua derisa per il suo italiano maccheronico.

Per la cronaca, ha vinto la squadra dei cattivi.

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