I Simpson – Il film

Per quale motivo dobbiamo spendere dei soldi per vedere al cinema una cosa che potremmo benissimo guardare a casa alla televisione?” si chiede un falsamente ingenuo Homer nelle prime battute de “I Simpson – Il film“, mentre in compagnia della famiglia siede in prima fila al cinema, durante la proiezione del film di “Grattachecca e Fichetto“. Un incipit che ti fa temere per un breve momento che anche gli abitanti gialli di Springfield siano scaduti nella facile ruffianeria hollywoodiana. Paura che – fortunatamente – svanisce seduta stante, davanti ad una sigla in special edition esilarante fin dalla prima scena (con Mr. Burns sconfitto dal dentifricio), e che prosegue con Bart che scrive alla lavagna “Non scaricherò questo film illegalmente“.

Continua, ma occhio che c’è qualche spoilerino-ino-ino.


Nel lungometraggio, l’ironia pungente dei dialoghi (forse meno accentuata che in alcuni episodi televisivi) e le situazioni assurde (perlopiù di forte impatto visivo) scandiscono un ritmo che è sempre elevato e che invoglia a non perdersi nemmeno un fotogramma. C’è la rappresentazione sempre beffarda della società contemporanea con i suoi arrampicatori sociali e quelli che si inebriano di buoni sentimenti. C’è spazio per i complotti governativi e per deridere il mondo dei media. Si affrontano temi impegnati (la salvaguardia dell’ambiente: eccezionale la scena in cui i Green Day periscono ingoiati dal lago inquinato) e questioni leggere (la cotta di Lisa); si passa dal thriller (Nonno Simpson indemoniato e Marge che tenta invano di svelare il significato nei suoi vaneggi) al musical anti-disneyano (Marge e Homer nel cottage in Alaska), al family-drama (Bart che rinnega suo padre ed annega i dispiaceri nell’alcool, la crisi matrimoniale di Marge e Homer), al film d’azione (elicotteri acrobatici, moto che si arrampicano su pareti di vetro e bombe fatte brillare all’ultimo secondo), al porno soft (con la spassosissima corsa in skateboard di un Bart senza veli, che termina con lui spalmato su una vetrata del Krusty Burger dentro al quale Ned Flanders e figli ringraziano il Signore per “questo pene“). Un collage che senza la forza e la caratterizzazione dei personaggi che da diciotto anni fanno ormai parte del nostro quotidiano, sarebbe stato difficile tenere unito. Ma “I Simpson – il film” risplende con tutta la carica e la vivacità di un piccolo capolavoro, che regala molteplici emozioni e risulta essere ben più che un semplice episodio allungato. Tecnicamente il film è curatissimo: nulla è stato lasciato al caso e niente è stato snaturato rispetto a ciò che conosciamo. I disegni sono realizzati in maniera eccellente, l’uso parsimonioso di qualche effetto 3D regala poche scene ma ben integrate con tutto il resto. E anche doppiaggio e adattamento, impeccabili, fanno la loro grossa parte.

Insomma devo dirlo? A me è piaciuto molto questo film. Da anni non ridevo così tanto al cinema e, visto che tutta la platea rideva con me, credo che in pochi si stiano ancora domandando “per quale motivo dobbiamo spendere dei soldi per vedere al cinema una cosa che potremmo benissimo guardare a casa alla televisione?

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