Ho anche baciato Claudia Gerini

Quanto avete scritto, quanto avete letto. Nel grafico qui sopra, il trend di Chissenefrega dall’apertura ad oggi. E’ impressionante scoprire dalle statistiche che in un mese in cui il “boss” è stato molto assente, si siano toccati livelli di audience quasi da record. Come dire “questo l’avete fatto voi”: lettori affezionati, carampane indemoniate, googlatori casuali. Io potrei ritirarmi su un eremo in Tibet, che “la creatura” camminerebbe tranquilla con le sue gambe. Buono a sapersi. Ho più di 2300 messaggi da leggere: ci vorrà un po’ sia per mettermi in pari, sia per informarmi su ciò che è successo ultimamente nel mondo occidentale, ma non disperate, lo farò as soon as possible.

In attesa di ritornare a regime, vi lascio con qualche scatto fatto col cellulare nelle quattro capitali europee che ho visitato:

  • Tallinn, capitale dell’Estonia. Tranquilla città medieval-russa adatta a tutta la famiglia. Per niente caotica, molto pedonabile. Ma per visitarla a piedi consiglio un paio di stivali tipo questi, altrimenti quello schifoso ciottolato vi massacrerà (le mie Tiger chiedono vendetta);
  • Helsinki, capitale della Finlandia. Raccomandata a chi ama la modernità, la vita metropolitana, il clima algido, i palazzoni di vetro, i centri commerciali, le stangone bionde. Se potessi mi ci trasferirei subito, peccato che il costo della vita sia leggermente esagerato per le mie tasche bucate. La vicina isola-fortezza di Suomenlinna merita una visita solo per rendersi conto di quanto siano meravigliosi i grattacieli del centro.
  • Riga, capitale della Lettonia. Città dall’architettura assolutamente bizzarra con un infinito mix di stili, che lascia sbalorditi ad ogni passo. Peccato che gli abitanti del luogo sembrano non rendersene conto e sia l’area urbana che il centro storico risultano abbastanza trascurati. La percentuale di gnoccaggine che si vede per strada, invece, è alta e non certo trascurabile;
  • Vilnius, capitale della Lituania. Piccola e abbastanza deludente, giovanissima ma alquanto smorta, è un cantiere a cielo aperto. Tutto è in fase di riammodernamento, pure troppo. La “old town” è più rifatta di Alba Parietti, il centro è talmente nuovo che sembra finto. Forse la mia opinione è anche inquinata dal fatto che ho trovato quattro giorni di pioggia e temperatura polare.

In senso orario: Riga – centro storico / Tallinn – chiesa ortodossa / Vilnius – cattedrale

Riga – palazzo della banca lettone / Riga – torre della stazione / Helsinki – cattedrale

Tallinn – centro storico / Riga – torre medievale / Riga – chiesa ortodossa

Vilnius – scuola d’arte / Riga – centro / Vilnius – Repubblica di Uzupio / Vilnius – Murales dedicato a Frank Zappa

Riga – 3 settembre concerto dei Tokio Hotel. Peccato che me lo sono perso.

Mi sembra di aver dimenticato qualcosa. Ah sì. Cosa c’entra il titolo del post con tutto questo? Nulla, solo che trascorrendo 5 minuti di attesa all’aeroporto Marco Polo di Venezia, in pieno clima festivaliero, ho visto più VIP che negli ultimi 20 anni. Pensa se mi fossi fermato mezza giornata al terminal, sai che scoop che avrei potuto fare. Fa niente, sarà per l’anno prossimo.

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