Tornado – La furia del cielo

Prima serata, Rai Uno. Se ve lo siete perso potete comprarvelo su Amazon, ma fate presto perché andrà a ruba. Titolo originale: “Der Zorn des Himmels” : già questo doveva essere un deterrente, ma il richiamo trash dei tv-movies catastrofici estivi ha sempre un grande fascino. Se il genere ci ha abituato a film di produzione americana che, nonostante il basso budget, regalano qualche scena spettacolarmente spazzaturosa, un lungometraggio di produzione europea doveva per forza essere più concettuale. Insomma una noia più unica che rara.

La trama: Le beghe sentimental/famigliari di un meteorologo del Centro Epson Meteo (chiamiamolo per comodità Andrea Giuliacci) che a causa di un temporale non riesce a mettersi in contatto video con la redazione di Studio Aperto. Il temporale degenera non proprio rapidamente (intervallato da psicodrammi neoromantici che farebbero impallidire Centovetrine, oltre che la stessa redazione di Studio Aperto) in tromba d’aria, che mette in ginocchio l’intera Berlino. In verità, non che questa cosa si capisca esplicitamente, perchè io ho visto solo una nuvola nera, delle foglie secche che volavano, una grandinata durata due secondi, uno che scappava in moto e qualche pezzo di mobile rottamato dal MercatoneUno abbandonato per strada. Il nostro meteorologo, comunque, mentre la bufera imperversa, non trova niente di meglio da fare che litigare con un collega (secondo me è Flavio Galbiati) sul fatto che la crucca Eva ami più lui che l’altro. Il tornado raggiunge Alexanderplatz prima e poi il vortice si erge dietro la Porta di Brandeburgo. La sorella del Giuliacci è in pericolo di vita, tenuta in ostaggio da una bambina di quattro anni. Mentre da studio un Claudio Brachino teutonico annuncia la più grande calamità naturale mai abbattutasi sulla Germania, il nostro eroe Giuliacci Junior trova anche il tempo di recuperare il rapporto da sempre conflittuale con il padre meteorologo a sua volta (è Mario Giuliacci, ovviamente, a cui il figlio non ha mai perdonato di essere stato scelto come testimonial di Media World), prima di lanciarsi sulla torre della televisione, più agile di uno Spiderman con la peritonite, a recuperare la sorella. La quale – per la cronaca – è pure cieca, zoppa e ferita da una plafoniera. Cioè, lasciala là che fai prima. Le due inquadrature finali sembrano post apocalittiche, qui si sono consumati davvero tutto il budget a disposizione: pare di vedere il marciapiede davanti casa mia la mattina di capodanno. La popolazione berlinese ormai potrebbe essere tutta morta e sepolta dalle macerie riverse sulle strade della capitale, composte da: un pollaio abbattuto, quattro bottiglie vuote, una copia della Gazzetta Dello Sport stracciata, un abito dismesso di Platinette e un cassonetto dell’umido rovesciato. Ma la famiglia dei meteorologi è ormai ricomposta e chissenefrega di tutto il resto: l’amore trionfa. Prima dell’abbraccio finale tra Giuliacci Senior e Junior ormai riconciliati, e la sorella cieca che vaga un po’ a casaccio, la battuta che ha valso la visione (pronunciata da uno che ho visto per tutte le due ore del film, ma devo ancora capire chi sia): “Per lo meno ha rinfrescato“.

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