Grasso (non) è bello?
Scritto da Chissenefrega il 2 luglio 2007 – 23:58 -

Leggo in giro che la pubblicità brasiliana dello yogurt Fit sta scatenando diverse polemiche, a causa del messaggio politicamente scorretto che lancia. A corredo del rifacimento di alcune scene di famosi film con delle protagoniste non proprio in forma (o volendo: molto in forma, a seconda di come la si vede), compare lo slogan: “I gusti degli uomini non cambiano: scegli lo yougurt magro Fit“. Cosa si nasconde dietro a questa campagna (che io trovo tutt’altro che scandalosa, ma ironica e ben fatta)? E’ sola voglia di provocazione o c’è anche qualche mezza scomoda verità nascosta?


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luglio 3rd, 2007 at 00:01
ma perchè la gente ha sempre da criticare? era meglio se la facevano con lindsay scheletrica?
luglio 3rd, 2007 at 00:15
fan bene a far capire le persone che grasso non è bello e che non è normale pesare 80 kg a 12 anni
cazzo la biologia mica è un luna park
luglio 3rd, 2007 at 01:39
Io la trovo una campagna geniale!
luglio 3rd, 2007 at 11:30
Il concept è geniale…peccato che le campagne più innovative vengano sempre segate così!
luglio 3rd, 2007 at 12:28
secondo me è carina..
ma di base cerca di affermare un unico modello di bellezza, e lancia il messaggio che dimagrire è un fatto puramente estetico e che non magro equivale a ridicolo.
luglio 3rd, 2007 at 14:41
a me piace la ragazza della foto!
luglio 3rd, 2007 at 15:38
@Giulia
Secondo me non afferma nessun modello di bellezza, semmai il contrario, ovvero che esser eccessivamente grassi e’ sbagliato.
E poi, scusa ma se dimagrire e’ un fatto puramente estetico lo confermano quelle donne (tante, troppe) che vedono in un numero sulla bilancia o nella taglia del guardaroba lo specchio della salute e la ricerca della felicita’ estetica… Se si demolisse questa mentalita’ distorta forse avremmo meno anoressiche…
luglio 3rd, 2007 at 15:46
Pier siamo d’accordo.
Ma finchè non riuscirai ad entrare nella mente di tutte le ragazze (troppe) che hanno questi problemi, è meglio…be safe than be sorry.
Putroppo l’ironia non è dote comune…
quindi io capisco benissimo perchè la pubblicità è stata censurata.
ma sono felice che chissene l’abbia postata perchè è divertente.
luglio 3rd, 2007 at 16:25
@Giulia
Non serve essere Gino Bramieri per vedere dell’ironia in questo spot e il messaggio e’ diametralmente opposto agli stereotipi femminili che si vedono ovunque. Quindi ben venga, altro che censura. Finalmente qualcuno che ha le palle di demolire quel distorto narcisismo femminile che sfocia nei sensi di colpa per aver mangiato un sano piatto di pasta!
Non mi stupirebbe affatto se questo spot fosse stato creato da una donna…
luglio 3rd, 2007 at 17:55
scusa pier, ma che spot hai visto?
A me pare che lo spot sia concentri sul fatto che dovresti sentirti ridicolo per il fatto di aver mangiato un piatto di pasta, invece che il loro yogurt…
A me invece pare inoltre che lo spot sia sessista e fatto da un uomo, che sa , benissimo che il narcisimo distorto femminile c’è, (e infatti i soggetti sono donne) e spinge ragazze ( e pure ragazzi) ad andare avanti a yogurt..
Ripeto, a me lo spot piace, lo trovo divertentissimo, ma la censura mi pareva inevitabile, per via dei soggetti altamente influenzabili e senza alcun senso di ironia che ci sono la fuori..
Di Gino Bramieri ce ne era solo uno..
luglio 3rd, 2007 at 20:06
scusate ma….potrei avanzare uno sticazzi?!
é solo pubblicità,baby..
luglio 4th, 2007 at 04:56
A me piace la campagna, ma lo slogan no perché dimostra che l’idea non è quella di lanciare un prodotto sano o far capire che essere obesi non è bello. Ripropone semplicemente un modello estetico, la donna magra, come ideale da raggiungere per fare colpo sugli uomini. Per carità, sarà anche vero che gli uomini di solito preferiscono le donne magre, ma la campagna mi sembra un po’ sessista e non particolarmente innovativa.
luglio 4th, 2007 at 16:15
il problema è che nella popolazione media il concetto di salute viene molto dopo a quello di estetica
dicendo che se sei grasso fai schifo, salvi anche qualcuno dall’obesità
certo ci sono le anoressiche, ma è molto meglio un mondo di anoressiche che di panzer imbottiti alla crema, ci sta piu gente nei mezzi pubblici e nell’ascensore
luglio 4th, 2007 at 16:25
ahaha bella quella degli ascensori e mezzi pubblice!
luglio 4th, 2007 at 18:21
certo, io persona obesa da 40 anni, all’improvviso dimagrisco perchè una pubblicità dello yogurt mi dice di farlo.
Mi insospettisce un attimino il fatto che potrebbero reclamizzare il loro prodotto per profitto personale, ma sti ca…
Se volessero veramente salvare la vita alle persone, mettessero le calorie sulle merendine schifose, ai mc donalds, e convincessero le persone a non prenderli quei maledetti ascensori, e mezzi pubblici e macchine..
luglio 4th, 2007 at 18:27
“dicendo che se sei grasso fai schifo…”, cazzo, un filantropo, del tipo: mangi troppe caramelle e ti taglio le mani, ma lo faccio per il tuo bene.
E semplicemente informare sui rischi dell’obesità, invece di dire ad una persona sei una merda o non vali niente perchè sei sovrappeso, è una cosa tanto fuori dalla logica? Bisogna mortificare, umiliare, certo dirà qualcuno, altrimenti il messaggio non viene recepito. Mi pare si abbia una concezione distorta della comunicazione, o non si sappia comunicare: spiegando, colui a cui è rivolto il messaggio è probabile ti ascolti, insultando, di sicuro non ti ascolta, si mette sulla difensiva ed in posizione contraria a ciò che gli si vuole far capire.
Nessuno è più in grado di comunicare, funziona ovunque a calci in culo?
luglio 4th, 2007 at 20:54
“E semplicemente informare sui rischi dell’obesità, invece di dire ad una persona sei una merda o non vali niente perchè sei sovrappeso, è una cosa tanto fuori dalla logica?”
lo è
e ti dico subito il perchè: una persona obesa che non vive nella jungla sa benissimo che è dannoso pesare come un rinoceronte
eppure questa persona è obesa
stesso discorso con il fumo, io sono un fumatore, so che mi fa male, e fumo cmq
l’essere umano è una scimmia depilata, in fondo
luglio 4th, 2007 at 22:48
Talvolta è dando poco credito agli altri che non si supera il problema. Mi faccio schifo da solo a dirlo (io misantropo pessimista) però in questo caso parlo per esperienza personale, in un anno e mezzo ho perso ventiquattro chili presi per l’impossibilità di praticare sport come facevo prima. Ti assicuro che se da grasso qualcuno ti dice: non sei bello come Costantino, o non te ne frega un cazzo, oppure ti arrabbi non con te stesso ma con gli altri.
Invece la cosa che più mi ha fatto impressione è il modo in cui il biabete ha colpito mio nonno, ti assicuro che è stata una cura più efficace di qualunque insulto. Appena mi è stato possibile ho ripreso con lo sport (le diete da sole non servono a niente!). Credo che con un’efficace informazione si possano chiarire il problema ed i rischi, magari chi è grasso può fregarsene, ma non attaccandolo almeno ci pensa, magari si fa due conti e poi capisce come è meglio per lui (non per gli altri, per compiacerli o sembrare bello) intervenire.
luglio 4th, 2007 at 23:20
quindi la soluzione per te è che i parenti stretti debbano morire per far capire qualcosa a qualcuno
quando avevi 24 kg in più non sapevi che, forse, senza saresti stato meglio?
la gente è fatta così non bisogna ragionarci, e tu mi hai dato un valido esempio. Mi spiace che tu abbia perso tuo nonno, ma io non direi che l’evento si sia messo a ragionare con te, direi più che altro che ti ha colpito brutalmente
per questo hai capito
se il diabete avesse spento il nonno del tuo vicino di casa che vedi 3 volte l’anno, non avresti badato alla cosa
luglio 5th, 2007 at 10:57
Premessa. Tutto questo succedeva circa una decina di anni fa, adesso non sono più un ragazzino e sono consapevole di ciò che vuol dire badare alla salute.
Non è questione di far morire parenti, ma, ripeto, di informare. Prima di vedere con i miei occhi, il diabete per me era una cosa lontana, senza una forma precisa, non sapevo ciò che può fare. Perciò non occorre far ammalare qualcuno a noi caro, ma informare correttamente, ad esempio a scuola (e lì in tal senso l’informazione ai miei tempi latitava, non so adesso), far capire realmente quali sono i rischi. Non è contraddittorio il ragionamento, in sintesi: vedo perciò capisco, qualcuno mi spiega perciò capisco vs. qualcuno mi insulta e chi se ne frega?
E sì, se avessi visto il nonno del mio vicino di casa avrebbe su di me sortito lo stesso identico effetto, perché sarei comunque entrato in contatto con gli effetti della malattia, e questo funziona più di qualsiasi insulto, certo non per tutti, lo ammetto, ma per alcuni sì. Ad insulti e umiliazioni non credo si possa ottenere lo stesso effetto.
Solo una cosa, dato che non mi conosci (anche se pare che tu conosca l’intero genere umano) non presupporre ciò che io avrei o non avrei fatto è scorretto e non ha senso.
luglio 5th, 2007 at 12:18
guarda, come “designer” (detesto questa parola, che scuola del kaputt che mi sono fatto) posso dirti 2 cose:
vicino all’ippocampo c’è una piccola parte del cervello a forma di amigdala, in soldoni secerne alcune sostanze che aiutano a fissare meglio i ricordi, ma non i ricordi qualunque, solo quelli ad alto impatto emotivo. ecco perchè si tende a ricordare momenti importanti della propria vita a dispetto del volto dello sconosciuto che era davanti a te nel tram.
questa premessa è per dirti che tu non te lo ricorderai neanche, ma sapevi perfettamente dei rischi che correvi, non ci credo che tu non abbia mai parlano con un dottore, la cosa che ti ha fatto cambiare non è stato un foglietto didattico, è stato un evento drammatico, e non è un caso.
si potrebbero portare le persone a rischio da chi è malato, ma credimi l’effetto, per quanto maggiore di un foglietto, non sarà totale, perchè c’è sempre una barriera tra noi e gli estranei
per quanto riguarda il fatto che io conosca l’intero genere umano, posso dirti che gli essere umani (persino i ribelli HAHAHAHHAHA) non si comportano in maniera così diversa gli uni dagli altri, naturalmente a seconda della scala i comportamenti devono essere presi con una maggiore tolleranza, ma se prendi la popolazione di italia, come di un’altra nazione, non fai fatica a categorizzarla in 15 categorie
( http://www.eurisko.it/materiali/stili.htm )
e se anche questo fosse falso, nonostante la tendenza moderna alla comunicazione uno a uno, come si può comunicare a una grande massa informe un messaggio che per essere percepito debba avere un alto contenuto emotivo?
luglio 5th, 2007 at 19:18
Andrea, ho paura che qui si finisca come al processo di Biscardi in cui due litigano ma stanno dicendo la stessa cosa: sono perfettamente d’accordo con te, non lo ero invece sul fatto che per ottenere un risultato con un obeso gli si debba dire “fai schifo”.
Comunicare/informare poi non si risolve nel mettere in mano un foglietto illustrativo, questo purtroppo è ciò che al massimo si fa, ma non è sufficiente.
Secondo, chiaro che puoi catalogare il genere umano in quante sottospecie ti pare, l’importante è che tu non attribuisca a me comportamenti che non mi appartengono.
luglio 5th, 2007 at 19:34
Ops, dimenticavo: la tua ultima domanda credo centri la questione in oggetto, l’efficacia nel comunicare quel messaggio sta proprio nel fatto di non considerare i destinatari come massa (credo, se non ho capito male, che questa sia la tua posizione, o almeno in parte lo è, è da qui che parte la tua analisi), ma iniziare a considerarli come individui (e questa invece è la mia), ognuno con le sue peculiarità psico-emotive, con il prorpio background di esperienze e vissuto.
luglio 5th, 2007 at 19:55
intendevo dire
come si fa a fare una comunicazione per tutti ma personalizzata per ognuno?
luglio 5th, 2007 at 20:16
Secondo me questa pubblicità sottolinea che le persone grasse sono ridicole. E bevendo questo yogurt ci si mantiene in forma. Ma tanto si censura tutto, pure la pubblicità della chanel del rossetto
luglio 6th, 2007 at 11:15
Qui sta il punto, Licoreo, la comunicazione si sviluppa su diversi livelli, può essere ad un livello generale (ma più superficiale), generalizzata ossia diretta a tutti, affrontando il problema in termini più ampi, poi, trattandosi nel caso dell’obesità di un problema di dipendenza (come per fumo, droga, alcool, adesso persino shopping compulsivo, ecc. ) si deve necessariamente intervenire individualmente se si vuole affrontare e superare la dipendenza, gli strumenti ci sono. Il messaggio è sì generale in quanto il problema accomuna migliaia di persone (ma a quel livello può semplicemente informare, niente più) ma per scardinare il meccanismo poi si deve intervenire individualmente.
In sintesi si deve operare su più livelli di comunicazione, non è impossibile.
luglio 11th, 2007 at 22:55
Che PALLE parlare di magrezza o grassezza………..Ma chissene!!!!Comunque la pubblicità dello yogurt è una cavolata…………………………