Festivalbaratrissimo 2007

Fino a stasera non sapevo neanche chi fosse Jared Leto; ora, grazie alla sua indispensabile partecipazione al Festivalbar, ho capito che finalmente esiste una degna avversaria per Avril Lavigne. Questo Festivalbar, comunque, è addirittura peggio di come me l’aspettavo. La supponenza di Enrico Silvestrin è una cosa aberrante. E anche la sua incapacià di uscire dal personaggio del finto gggiovane di stampo MTv anni 90 che tttriplica tttutte llle ccconsonanti iniziali dddi ogni ppparola ccche ppproferisce: un marchio di fabbrica che ha segnato ogni flop della sua inutile carriera di grande attore/presentatore/viggei/musicofilo/sturalavandini che ritiene di essere.

Giulio Golia alla fine del programma avrà bisogno di una consulenza psicologica per ritrovare l’autostima (oppure può farsene fare una trasfusione dal collega Silvestrin). Uno dei personaggi più trasparenti mai comparsi al timone della kermesse (capacità di tenere il palco addirittura inferiori a quelle del giustamente dimenticato Marco Maccarini). Parla e nessuno se lo fila; si rivolge al pubblico, ma il pubblico continua a farsi i cavoli propri. Assolutamente inadatto al ruolo. Non segue un copione, non va a braccio, non fa una mazza.

Elisabetta Canalis era l’unica che meritava una chance, ma qui è stata assolutamente dormiente. Lessa meno di una qualsiasi Fernanda e più di una qualsiasi gallina da consommè, parlava esclusivamente con le solite frasi fatte, di quelle con le ultime vocali allungate (“Ciao Milanooooooooo“, “Siete Carichiiiiiiiiiiiiiii?”, “Fatevi sentireeeeeeeeeeeee“, “Su le maniiiiiiii“), ma con la curiosa novità che, anziché enfatizzare il finale delle parole per incentivare il pubblico alla partecipazione, le urlava in tonalità calante, come un Nokia dalla batteria scarica che esala l’ultimo squillo stonato prima di spegnersi per sempre. Facendo un effetto a dir poco soporifero.

C’è poco da fare, questi tre fanno rimpiangere il trio delle scimmie urlatrici dell’anno scorso (Chiabotto/Blasi/Forest) e rischiano di risultare più cataclismatici di qualsiasi tromba d’aria: io adesso non voglio portare sfiga, ma cominciate ad avvisare gli ospedali, le forze dell’ordine e la protezione civile: con una conduzione del genere anche questo palco è esposto ad un pericolosamente alto rischio di crollo.

Update: ho cambiato idea, la degna avversaria per Avril Lavigne è il cantante delle Vibrazioni.

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