Consigli balneari 1.0

Se proprio dovete andare a soffrire le pene dell’inferno al mare, almeno fatelo attrezzati e preparati come si deve. Non permettete che il gruppo di bambini delle elementari che giocano a rubabandiera vi deridano e vi usino come loro stuoino personale, e che i pensionati nella capanna 1B vi guardino inorriditi, pensando che “si stava meglio quando si stava peggio“. Per non trasformare la prova costume in una prova di forza, seguite i semplici accorgimenti di Csnf e del suo staff di lavandaie inginocchiate sugli scogli roventi mentre fanno l’uncinetto cantando Aserejè (grazie a un Melcitrullo per questa meravigliosa immagine che ha di noi).

Direi che quest’anno sono decisamente out i racchettoni fluorescenti per pseudotennis in riva al mare. In, invece, una sfida di badminton dentro al campetto da beach volley. Per tenere allenata la mente, no al sudoku, ai cruciverba e a “unisci i puntini”. Sì al master-mind, al backgammon o agli scacchi cinesi. Assolutamente sì alla personal technology: ipod e lettori mp3 sono i benvenuti in riva al mare, così come anche PSP, Nintendo DS (ma non portatevi dietro anche Panariello), macchinette digitali e gli inseparabili cellulari. Per questi ultimi, però, evitate la suoneria “PO POROPPOPOPO PO” a tonalità da balera, se non volete scatenare il serial killer che si nasconde dentro al vostro vicino di ombrellone. Abolite assolutamente i marsupi: se avete cianfrusaglie da portarvi appresso (come la personal technology di cui sopra), mettetele dentro da qualche altra parte. Visto che verosimilmente indossate solo il costume, usatele per fare volume nei posti dove di solito la gente butta l’occhio. Farete un figurone e susciterete la curiosità di tutto lo stabilimento col vostro pacco a forma di NokiaN95.

Maschietti: sì alle infradito (e alle escoriazioni tra l’alluce e quell’altro dito che non so come si chiama), no ai mutandoni elasticizzati. No ai sandali, sì ai boxer al ginocchio. Ben vengano le fantasie colorate e floreali (ma in tinte pastello, non troppo accese ché se vi avvicinate a una diga vi scambiano per il faro). Femminucce: Sì al bikini, ma no leopardato. Si al topless, ma ragionato. Intendo, cara amica, che se al posto della crema solare ti spalmi il Topexan perché i tuoi seni sono due foruncoli o, al contrario, hai dei capezzoli che somigliano ai 45 giri in vinile dei Jefferson Airplane, evita. Niente nero tintaunita, completamente off limits il bianco. Musica: i teenager tamarri a me stanno simpatici, ma se voi siete tamarri di mezza età con sindrome di peter pan conclamata e dentiera attaccata alle gengive col Vinavil causa piorrea, spegnete il vostro grammofono, che ormai non esiste più al mondo. Sì alle contrattazioni sulle bancarelle, no ai tatuaggi all’hennè e no anche al cinese che scrive il vostro nome sul chicco di riso. Sì ai cd pirata dei senegalesi, ma solo se vi danno anche la copertina con stampa al laser. Sì a M2O (ma non la domenica, eventualmente sintonizzate su DiscoRadio), no a Radio Radicale. Sì alla dance/house/italo, no alla tech/electro/chill. Sì maranza, no fighettonismo. Sì agli anni 90: diamoci un taglio con questi anni 80. Sì a Bob Sinclair, no a Tommy Vee. Sì ai Piquadro, no agli Zeroassoluto. Sì a Milva, no ad Al Bano. No incondizionato al liscio e ai giornali radio. Sì al lèggere leggèro (ma basta Dan Brown, per carità), no ai mattoni letterari. Sì, infine, alle storie passeggere, quelle con la biondina dai neuroni evaporati o col bagnino aspirante tronista di Uomini e Donne (o anche con entrambi: la bisessualità è la moda del momento, oggi se non dici di essere bisex non sei nessuno). Sì perchè sono storie che ti lavi via insieme alla salsedine e il cui ricordo rimane solo nello scarico della doccia a far compagnia ad un grumo di peli, capelli e qualche residuo spumoso di docciashampoo Badedas.

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