La rissa perfetta

Onestamente parlando, “La sposa perfetta” degenera di settimana in settimana dal punto di vista dei contenuti. Ma è la fisiologia di un reality ben fatto che necessita di pubblico, in cui gli stessi conduttori, Cadeo e Lanfranchi, rivelano ironicamente di gradire il passo fatto verso il trash. Per cui ben venga. Un po’ di sana spazzatura non ha mai fatto male a nessuno, tantomeno al servizio pubblico (è quando si esagera con la morbosità, come è accaduto in “Uno due tre stalla” che ti vergogni che esista la televisione). La telerissa andata in onda nello show di Raidue, causata da una nomination, è un momento imbarazzante. Ma ne “La sposa perfetta” tutto è sempre calibrato a dovere: le minacce di morte e i dialoghi impegnativi, i sentimenti di amore filiale e gli attimi di sclero, le situazioni divertenti e i lampi di meditazione zen. Suocere, figli e nuore ci offrono uno spaccato molto realistico della nostra società perbenista ed eccessivamente dipendente dall’etichetta, che cerca la perfezione morale nell’ultimo luogo al mondo dove la potrebbe trovare: dentro un tubo catodico.

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Chissenefrega

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