BarCamp veneto: un resoconto come si deve (visto da dietro le quinte)

La prima giornata blogosferica del Veneto, si apre con un convegno della Regione su non ho ben capito che argomento. Anche perché non vi ho partecipato: io sono arrivato presto, inconsapevole di ciò che avrei trovato, ma davanti al salone principale del Vega, c’era già una certa ressa scalpitante. Deve aver visto la mia faccia un po’ spaesata, Daniele Pauletto di Mentelab, il quale cercava volenterosi aiutanti per organizzare lo Junior Camp del mattino. Un incontro tra blogger e studenti delle superiori. In quattro e quattr’otto mi trovo catapultato da aspirante spettatore passivo di un convegno ignoto, a co-responsabile dello Junior Camp insieme alla splendida famiglia Pauletto (un tris vincente di padre, madre e figlio davvero 2.0: credo che creerò una petizione da firmare e inviare alla Barilla affinché scelga loro come prossimi testimonial per gli spot del Mulino Bianco), con tanto di pass con scritto “Staff” attaccato al collo. Sono le 9 e mezza del mattino, praticamente l’alba.

Attacchiamo i cartelli con le frecce che indicano la sala dove si terrà il convegno per gli studenti, prepariamo i gadget, mandiamo via quelle sei-settemila persone che cercano l’altro convegno, quello della Regione, ma che restano comunque affascinate dai nostri meravigliosi oggetti fashion: il cappellino bucolico dell’ HP, i portafoto Cisco, i cordoni portapass multimarca, le gomme da masticare Mentadent, il cd dimostrativo di Office 23750 e qualcos’altro che forse dimentico. Dentro alla sala, Stefano e Fabio (rispettivamente: Ceo e Responsabile Editoriale Estero di PLzAlliance, mica banane fritte) stanno cercando un metodo per trasferire la presentazione che devono esibire al pubblico dal loro stilosissimo Macintosh al pc collegato al proiettore. Dopo vari tentativi vani di eseguire il trasferimento dei dati con la sola forza del pensiero, i due giovani blogger stavano pensando affidarsi alle capacità paranormali di Giucas Casella. Per fortuna sono arrivato io e ho deciso di prestargli la mia chiavetta USB. La presentazione è salva. Arrivano gli studenti, Daniele tenta di convincere anche me di tenere una conferenza improvvisata per parlare del mio blog. Ma, nonostante i teenager sarebbero pure il mio target, io non sono adatto per parlare in pubblico: avrei balbettato dall’inizio alla fine, facendo pericolosamente sforare gli orari della scaletta (perfettamente organizzata, peraltro). Terminano le conferenze della mattina. E’ mezzogiorno passato: si pranza, si chiacchiera, si scherza, insieme a Stefano e Fabio, i quali mi fanno quasi venire voglia di comprarmi un Mac. La mensa del Vega non è poi così male, Fabio apprezza particolarmente le patate al pepe. Inizia ad arrivare la gente per il Barcamp del pomeriggio, e ci sono gli altri gadget da sistemare, quelli nella borsetta di Coin (ah, ma esiste ancora Coin? Io pensavo fosse andata in fallimento dieci anni fa. Boh, forse mi sbaglio con la Standa…). Io, Stefano e Fabio (che ormai viviamo in simbiosi) ci imbuchiamo al convegno di Telecom. Interessante, ma molto tecnico. Comincia a sopraggiungere un po’ d’abbiocco. Meglio spostarsi: alla reception c’è bisogno d’aiuto, ma Mike Trevis se la cava alla grande, per cui noi possiamo fare qualcos’altro. Tipo andare a scaricare, con un carrello della spesa, 200 lattine di birra dall’auto di Daniele e portarle nel frigorifero del bar. Dentro al frigo c’era una scultura di ghiaccio che rappresentava un delfino che, in puro stile Loredana Lecciso, usciva da una cozza gigante. In questo momento mi sto mangiando le mani: perché non ho fatto una foto? Era una cosa talmente trash che avrei potuto scriverci un post! I convegni procedono, i blogger portatiledotati si sistemano nella galleria soprastante la sala conferenze. C’è Luca di Blublog che ha qualche problema con la webcam, Luca di Vibes che scopro con piacere essere mio fedele lettore, Luca Sartoni che parlerà di Twitter. Il record mondiale dei “Luca” presenti contemporaneamente in una stessa stanza probabilmente, oggi, è stato battuto. Bisogna chiamare l’ufficio Guinness per certificare. A proposito di Guinness: è giunta l’ora di bere le nostre 200 birre. La gente ci dà dentro, relatori compresi. Sempre nella galleria dei blogger, conosco Elena e Francesca, uniche due presenze femminili “attive” della giornata. Poche ma buone: scambiare quattro chiacchiere con loro è interessante, soprattutto dopo che si sono convinte a buttar giù un po’ di alcool. La giornata termina con l’happy-hour a base di spritz. Certo che questo, più che un Barcamp, è un bar e basta. Divertentissimo collaborare con Pluto: quando gli svelo che io sono Chissenefrega, il ragazzo mi ha un mancamento, mi riempie di complimenti, mi pubblicizza presso chiunque dicendo che mi legge da una vita. La prossima volta prometto che parto da casa con una scorta di foglietti preautografati, da distribuire a tutti i miei fans, insieme agli spritz! Ah, per chi non lo sapesse, lo spritz si prepara con due parti di Aperol e tre parti di prosecco. C’è chi lo allunga con acqua ma noi al Barcamp non conoscevamo l’esistenza di questo liquido: disponevamo al limite solo di ghiaccio tritato, per cui i nostri aperitivi erano più che altro granatine arancioni decisamente etiliche. Ottime però, per gole assetate e stomachi vuoti: se ci fosse stata una volante dei carabinieri fuori dall’ingresso, in questo momento starei postando da una cella in questura. Ma certo di essere in ottima compagnia di persone davvero spettacolari.

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