Vietato Funari

Nelle ultime settimane si è parlato molto di Apocalypse Show, programma flop di Gianfranco Funari, ritornato dopo anni d’esilio (dal servizio pubblico, ma non dalla televisione), ad occupare una prima serata dell’ammiraglia Rai. Avrei voluto scrivere tante cose, molte delle quali a difesa del giornalaio e della sua indiscussa capacità di rimettersi in gioco, ad età ormai vetusta, come showman. O anche a supporto di uno show che partiva da un’idea interessante, ma in cui qualcosa, effettivamente, non funzionava. Dove, però, c’era da apprezzare la volontà di rischiare. Ma ho cancellato tutto. Perchè un programma del sabato sera di RaiUno, partito con intenti di discussione e di impegno sociale, che chiama Gigi D’Alessio (emulando le più becere serate del sabato defilippiano), Anna Falchi in versione Dellamorte Dellamore, Milva (la nonna di Jessica Rabbit), e Francesca Reggiani in una delle meno riuscite imitazioni di sempre, per risollevare gli indici di un auditel mai così basso prima d’ora, è da sopprimere seduta stante.

Soprattutto se a farne le spese è il povero Fabio De Luigi, sicuramente non a suo agio nel ruolo affidatogli, ma che non meritava di essere tagliato completamente nella nuova versione dello show, per dare invece spazio a quella specie di caffettiera semovente di Morena Zapparoli, la moglie di Funari, impegnata col marito in siparietti degni della peggior “Casa Vianello”. Se Apocalypse Show era un programma (seppur non esente da errori autorali) poco capito più che poco riuscito, Vietato Funari è il baratro della schifezza, l’elogio dell’inutilità. Che la famiglia Funari torni ad intrattenere il pubblico da videocitofoni di Odeon Tv, perchè di quello che è andato in onda ieri sera, né la Rai, né noi, sentiamo la necessità.

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