1 contro 100

Ho saputo (in ritardo, la prossima volta mi aggrego) che una delegazione di blogger ha partecipato alle registrazioni della prima puntata di “Uno contro Cento“, il nuovo quiz di Canale 5, condotto dal redivivo Amadeus, che ha appena esordito nel preserale. Il format è davvero forte, la scenografia spettacolare, l’atmosfera da stadio è appassionante (ma forse a tratti un po’ esagerata: si vede che tutti i figuranti sono stati opportunamente istruiti per creare caos). Mi ricorda una specie di “Ok il prezzo è giusto” (ma più moderno) per quanto è caciarone, misto a “Chi vuol essere milionario” (ma più povero) per la scelta di luci e colori (tutte scelte obbligate, imposte dal format ovviamente e, direi, decisamente azzeccate).

L’unica pecca è lui, il conduttore. Eccessivamente tirato (sarà stata l’emozione), Amadeus non è un presentatore: è uno che dove lo metti sta senza preoccuparsi di tirar fuori un minimo di personalità. Un cartonato, con gli occhi da tonno Rio Mare con tanto di pinna gialla al posto del naso. Era teso e poco coinvolto, la sua performace è stata da flebo. Il programma funziona da solo perché alla base c’è una gran bella idea e potrebbe condurlo anche mia cugina che tutto girerebbe comunque. In mano ad un Gerry Scotti qualsiasi, questo quiz avrebbe potuto fare il botto fin da subito. Con Amadeus, invece, sarà necessario oliare un po’ i meccanismi, non tanto quelli del format che sono già ben rodati, quanto quelli del rapporto tra il presentatore e tutto ciò che lo circonda, al fine di farlo apparire meno spaesato. Ah, c’è un’altra cosa che non mi va tanto a genio. E’ la presenza, seppur fugace, della Civitillo, che entra in scena con un mazzo di fiori tipo vedova il due novembre (che si tratti di lungimiranza?). Di quel pizzico di (in)sano, caro, vecchio nepotismo nostrano, avremmo potuto farne volentieri a meno.

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