Uno due tre, Valium

Apertura scoppiettante come un motore diesel alimentato a cedrata, per il nuovo reality di Barbara d’Urso. Cori sfasati, canzoni stonate, allegria immotivata e standing ovation del pubblico rendono giustizia alla nuova pettinatura della conduttrice, firmata dal noto hair-stylist Decespugliator. L’abito che indossa, invece, è un copridivano dismesso da un ex salotto neanche tanto buono di Raffaella Carrà.

Con un balletto coreografato dall’anonima alcolisti, entrano in scena le concorrenti: 12 eroiche (non manca nessuna T) vallette. Eccole, tutte schierate nei loro push up brillantinati. Ti aspetti che da un momento all’altro i tori al neon che fanno da scenografia prendano miracolosamente vita e le incornino una ad una.

Pietro Taricone è nominato contadino honoris causa: un gran passo in avanti per la sua carriera dopo essere stato Bovaro Ignoto nella puntata d’esordio di Wild West. Se questo reality avrà gli stessi ascolti floppanti di quello della Parietti, lui sarà un ottimo caprone espiatorio. Spalla della stalla è tal Ciccio Valenti. Mai sentito nominare: è uno scherzo? una candid camera? Chi sarebbe questa damigiana di cabernet ambulante?

Ma ecco finalmente i concorrenti, dodici vere braccia rubate all’agricoltura:

Artemio: ha 36 anni, ma sembra il nonno di Al Bano con l’accento bergamasco. La sua squadra è formata da Sabrina Marinangeli (già vecchia e odiosa già ai tempi di “Non è la Rai”, la cosa più positiva che può capitarle in questo reality è di venire investita da una trebbiatrice) e Francesca D’auria.

Serafino: un essere ectoplasmatico a metà strada tra una specie di Mister Bean dopo l’elettroshock e un serial killer. Simpatico come un orzaiolo. Le sue contadine sono le gemelle con problemi di meteorismo Marianna e Manuela Ferrera.

Bastiano: il figo della compagnia, se lo vede la De Filippi lo mette a far da mobile portatelefono nel corridoio di casa sua al posto di Gianni Sperti. Nella sua squadra la ex schedina mai giocata Elisa Bagordo e Rosaria Cannavò.

U’Muschen (?): parla un linguaggio non potabile. Vuole far vedere a tutti il suo boa, la D’Urso va in visibilio e non capisce più nulla (arriva perfino ad affermare che la trasmissione è in diretta e che gli angeli la assistono). E’ affiancato da Giulia Fogliani e Francesca De Rose (il fatto che in ogni reality Mediaset ci sia una ex Miss Padania fa parte di qualche misterioso accordo politico?).

Orfei: addestratore sardo di cavalli. Alla domanda “Quante volte sei stato in continente?” risponde “Ogni notte”. Andrea Lehotska (la mia preferita) e Alessandra Sorcinelli le sue allieve da istruire all’agricoltura.

L’Avvocato: parla parla ma non conclude mai: un tipo praticamente trasparente, così come le sue due assistenti, la mikebongiorniana Nancy Comelli e Dana Ferrara.

Da questo momento del programma Barbara d’Urso decide di prendere qualche ora di ROL, giusto per evitare l’assopimento, e lascia la conduzione in mano a Valenti, l’uomo meno televisivo del mondo, una cisterna di petrolio grezzo, incapace, nonostante la mole, di reggere la telecamera e i tempi televisivi. Non bastano le scivolate sul sapone, i topi, le cavallette, gli scarafaggi, la lotta nel fango per sconfiggere la noia. Il passaggio repentino dalla registrata alla diretta è una scelta devastante: lo sbadiglio ha il sopravvento e lo show diventa insostenibile. In queste condizioni non è divertente neanche commentarlo. Io temevo che questo programma fosse un tarocco de “La pupa e il secchione“, invece del reality-cult di Italia Uno non c’è proprio nulla. Qui siamo davanti ad un incrocio tra “La talpa”, “Buona Domenica” quando lo presentava Gabriella Carlucci e le lezioni notturne di trigonometria. Manca ancora tanto alla fine? Io non ce la faccio più. Buona notte.

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