Un paio d’ore di ordinaria banalità

Scritto da Chissenefrega il 20 Marzo 2007 – 19:22 -

E’ molto triste constatare quanto siano veri i luoghi comuni, e quanto spesso ricorrano nelle proprie giornate. Infatti è un ottimo periodo, questo, per essere d’accordo con i sensazionalismi meteorologici di Studio Aperto: ieri ero in maniche di camicia (arrotolate), oggi nevicava (in piena Pianura Padana, eh, mica a Bolzano o sul monte Ararat) e domani è il primo giorno di primavera. Questo tempo è impazzito, non esistono più le stagioni, mi faceva giustamente notare l’infermiera che tentava di rianimarmi dallo svenimento stamane, dopo che mi aveva sottoposto ad una antica forma di tortura orientale meglio nota come prelievo di sangue. Cosa ci posso fare io se non ci sono più gli uomini di una volta? Non posso certo essere come quell’anziano signore che ho incontrato in ascensore e che era iperprotettivo verso la moglie, la quale temeva di rimanere intrappolata nella scatola di acciaio. “I pensionati potrebbero anche starci tutto il giorno in ascensore, tanto hanno sempre molto tempo libero. Poi, sabato prossimo cambia anche l’ora, per cui le giornate si allungano…”. Io odio gli ascensori. Sceso e raggiunto lo sportello per le prenotazioni, mi informo quando posso fissare un esame. Dall’altra parte del vetro la tipica impiegata statale grassona con occhiali spessi ed il camice bianco sporco di Nutella e sangue raffermo. La data più vicina è il 15 novembre. Le liste di attesa sono interminabili, figuriamoci, questa è la Sanità Italiana. Però pagando 550 euro si potrebbe fare il 4 aprile. Per la miseria, ma chi diavolo è il direttore di questo ospedale, Fabrizio Corona?


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10 Commenti a “Un paio d’ore di ordinaria banalità”

  1. Alessia ha detto:

    Caro Boss, hai toccato un nervo scoperto.
    Credo che non esista una sola persona in Italia che non ti possa raccontare una fatto che gli è realmente accaduto in ambito sanità.
    E va sempre peggio.

  2. engi ha detto:

    TIPICA IMPIEGATA STATALE “un bel fico secco”, carino!!!!!!

  3. micia ha detto:

    GRANDE ENGI !!!Boss,se fai ancora una volta un affermazione così chiudo x sempre i contatti…prima xò ti mando un calendario con le dipendenti dell’ente con cui lavoro!

  4. chissenefrega ha detto:

    @engi & @micia:
    Riconosco, care ragazze, quanto la banalità delle mie affermazioni sia disarmante e basata su pregiudizi facilmente confutabili. Ma qui si parlava di luoghi comuni, non si voleva fare nient’altro che questo. Di certo non c’era la volontà di offendere categorie di lavoratori. Lasciatemi comunque dire che nell’immaginario collettivo la “tipica impiegata statale” non è certo Nina Moric… Sono ben convinto che esistano esempi di dipendenti statali efficienti (al di là dell’aspetto fisico) e che intrattengono rapporti di cortesia reciproca con il pubblico con cui sono in contatto (soprattutto in un luogo come un ospedale dove la gente non va certo per passare il tempo).
    Il modo migliore, comunque, per smitizzare i miti è quello di far vedere a tutti quanto siano lontani dalla realtà: aspetto nella mia casella di posta le foto dei calendari di Engi, Micia e colleghe del pubblico impiego.

  5. engi ha detto:

    NON MI FAI PAURA, ECCOTI ACCONTENTATO. IN RETE IL MESE DI GIUGNO 2006, A PRESTO AGGIORNAMENTI http://www.flickr.com/photos/87231616@N00/434919266/

  6. chissenefrega ha detto:

    GRANDEEE!!!!!!!!!!!!!!

    Engi 1 - Csnf 0

    vogliamo anche quelle in bikini !!! ;-) :mrgreen:

  7. micia ha detto:

    anch’io te le mando,ma prima devo dribblare i controlli del coniuge che alla domanda(voce flautata,tono casuale,occhio ingenuo):”dove hai messo la chiavetta USB con le foto di quest’estate?”ha risposto(fiero cipiglio,tono inquisitorio,voce roca):”perchè,cosa ci devi fare?!?”Ecchemihapreso?pe’ la Moric davvero?Beh,arriveranno,arriveranno…

  8. chissenefrega ha detto:

    …e noi sapremo aspettare… :P

  9. Sto diventando un vero ometto « chissenefrega… who cares? ha detto:

    [...] dove fanno i prelievi di sangue, camminando con le mie gambe e non in barella come al solito dopo il mio classico svenimento. Superato il terrore dell’ago, ora mi rimane soltanto da sconfiggere quello per il [...]

  10. 2008: Odissea all’ufficio per l’impiego « chissenefrega… who cares? ha detto:

    [...] che io che ho un conto aperto da tempo con la categoria delle impiegate statali, sarà che come ogni giovane ragazzo di periferia vivo di sogni, di pregiudizi e di stereotipi, ma [...]



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