Ho voglia di te

Il titolo è azzeccatissimo: potrebbe essere anche “Ho voglia di caffè / cappuccino / latte e nesquik“, o qualsiasi altra roba che ricordi la prima colazione, perché dopo un film soporifero come questo, è l’unica cosa che ti vien voglia di fare. Oltre che firmare una petizione per comprare un polmone d’acciaio a Riccardo Scamorza Marcia, che anziché recitare rantola come un ottuagenario colpito da edema. Per non parlare di Laura Chiattona, il cui talento interpetativo è fermo ai tempi (morti) dello spot Vodafone in cui sposava Muccino (povera Laura, dalla padella alla brace). Katy Saunders (bella l’idea di fregare il nome d’arte ad una drag-queen da cavalcavia), l’avevo già definita da qualche parte “meno espressiva di un comodino”, e confermo.

Io di questo film ammetto che non ho capito molto. Più o meno succedono quese cose: Step (Riccardo Scamorza Marcia) cammina per strada, Gin (Laura Chiattona) si innamora di un lampione. Step corre in moto, Gin si invaghisce di un tappeto persiano. Step fa a cazzotti, Gin tenta di sedurre una lampada alogena. Step va a una festa, Gin dedica una serenata a una Libreria Billy. Step legge un diario, Gin ha un’infatuazione per un vaso cinese. Colpo di scena finale: Babi (Katy Saunders) fa sesso con Step, ma capisce che Step non è poi così bravo. Quelle di “trentatrè centimetri sopra il cielo” erano tutte vaccate. Babi si fidanza con un venditore di aspirapolveri porta a porta. Colpo di scena finale 2: Step, umiliato e offeso, decide di ripiegare sull’onnipresente Gin, la quale aveva appena interrotto la relazione con un forno a microonde.

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