Simone Cristicchi - Dall’altra parte del cancello
Scritto da Chissenefrega il 13 Marzo 2007 – 19:54 -
Se solo avessi sospettato che “Dall’altra parte del cancello”, ovvero il nuovo album del già da me plurielogiato neovincitore del Festival di Sanremo Simone Cristicchi, iniziava con “Bella Ciao” e subito dopo partiva con un rifacimento in chiave rappeggiante de “L’italiano” di Toto Cutugno, probabilmente non l’avrei mai comprato. Perchè, a parte il fatto che la connotazione politica fin dalle prime note è esagerata (nessuno mette in dubbio che la critica sociale e politica ci possa stare, anzi, e in quest’album, come nel precedente, ce ne sarebbe già a sufficienza senza dover spingere l’acceleratore da subito), scegliere di aprire un disco con delle “cover” forse non rispecchia quei manifesti pubblicitari che campeggiano fuori da Feltrinelli e che presentano Cristicchi come “il più geniale autore della musica italiana contemporanea”. E se non conoscessi la qualità della sua carriera, se avessi comprato l’album solo perchè è uno sconosciuto che “ha vinto Sanremo”, quel cd sarebbe già nello zaino assieme all’asciugamano, al costume e alle infradito, pronto per essere usato come freesbee alla prima occasione in spiaggia.
Quindi, per me che l’ho pagato (ed erano millenni che non compravo un album di musica italiana), “Dall’altra parte del cancello” incomincia con la traccia 2: con quella struggente “Ti regalerò una rosa” di cui ho già ampiamente detto. Rispetto al lavoro precedente si sente una maggior cura per gli arrangiamenti e l’album è complessivamente più “impegnato”. Il poeta e autore di spessore si rivela sia nei testi che affrontano temi leggeri (come l’amore) che in quelli che si calano in argomenti importanti (come l’eutanasia), ma riesce meglio quando anziché fare troppo l’intellettualoide, la butta sul disimpegno: “L’Italia di Piero“, con una inaspettata fanfara dei bersaglieri ed alcune divertenti immagini (”Piero si era dato fuoco lì davanti al parlamento/poi ha cominciato a diluviare e lui si è spento“) è il brano che spicca su tutti e dove Simone esprime al meglio la sua creatività. Leggermente deludente “Laureata precaria“, il follow-up di “Studentessa universitaria”. La base è un po’ troppo christinaaguilereggiante, scelta probabilmente dettata dal fatto che il brano uscirà come singolo; il testo avrebbe potuto essere più caustico. Ogni tanto si perde in rime scontate (coraggio/volantinaggio/maggio/piaggio/viaggio - cuore/dolore) ma si risolleva subito grazie a trovate interessanti (“L’Italia è una repubblica fondata sullo stage” - “Anche quest’anno non andrai a Sanremo/perché Morselli ti ha sbagliato il demo“). Concludendo, il cd scorre tranquillamente e si assimila subito, anche nei non semplici momenti di sperimentazione similcaparezziana di “Nostra Signora dei Navigli“. Il nuovo lavoro di Cristicchi è promuovibile a pieni voti, sempre chiudendo un occhio sul poco buon gusto iniziale (e sui ringraziamenti del retrocopertina tra cui compare anche la Ministra Melandri che io non ringrazierei neppure se mi compilasse il Modello Unico) e formulando un giudizio dalla seconda track in poi. E dopo questa recensione, io meriterei una scrivania honoris causa nella redazione di Tv Sorrisi e Cialtroni.
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Marzo 14th, 2007 at 07:43
Ma tu guarda … sono curioso di ascoltarlo
Marzo 14th, 2007 at 08:31
MI hai fatto venire voglia di comprarlo.
La fanno una versione senza la cover di Cutugno?
Marzo 14th, 2007 at 11:43
@Andrea: ti consiglio non buttare i soldi… pensa che la canzone piu’ bella e’ proprio la cover di Cutugno!
Marzo 14th, 2007 at 14:25
Allora, a me complessivamente è piaciuto di più il primo, ma l’ho ascoltato molto, forse questo non l’ho ancora fatto mio.
Comunque a me la cover di Cotugno pare una genialata, dimostra quanto sia attuale. Assolutamente. Possiamo discutere sul fatto di aprire l’album con un pezzo registrato da Bobbe Malle Bobbe Malle, e con la cover.Ma a me il cd è piaciuto molto.
L’unico appunto, è sulle sonorità già sentite, da quelle volute, laureata precaria, l’italiano, di chiara ispirazione hip hop made by Eminem, a quelle forse meno volute, ma comunque evidenti, Venuti, Fabi, Piazzolla, etc.
Marzo 15th, 2007 at 18:08
@Alnz, tu non capire niente di musika kuella vera kuella kon la k maiuskola
@galalith: siamo qua apposta… ribadisco che anche a me l’album piace, ma solo perchè conosco i precedenti di Cristicchi… cioè mettendomi nei panni del telespettatore medio sanremese, che scopre che la canzone vincitrice gli piace e decide di comprarsi l’album a scatola chiusa, devo dire che non ci troverei niente di esaltante. L’album è buono, ma lo sarebbe ancor di più se non ci fosse la necessità di “contestualizzarlo” o paragonarlo col precedente. Ma si sa, come diceva quell’altro, “il secondo album è sempre il più difficileeee per la carriera di un artista”!
Per quanto mi riguarda, la traccia 1 rimane una scelta di cattivo gusto. E devo dire che ho qualche perplessità anche sull’utilità intrinseca de “Il nostro tango”… al posto di queste due canzoni se mi avesse messo qualcosa come “Senza” e “Fabbricante di canzoni” avrei apprezzato di più…
Marzo 21st, 2007 at 18:04
@galalith: che significa “Possiamo discutere sul fatto di aprire l’album con un pezzo registrato da Bobbe Malle Bobbe Malle,” (io ancora non ho comprato il CD). Ha preso un pezzo da “Bobbe Malle” del mitico Tony, quella che l’anno scorso girava spesso su Youtube e perfino a Ciao Belli su Deejay?
Se è così, allora devo proprio ammettere che Cristicchi è un geniaccio
Marzo 26th, 2007 at 19:16
“Ti regalerò una rosa” sgorga dall’anima, la si sente, la si vive dentro…caro Simone, spesso i cancelli, le catene, le sbarre di ferro, da visibili sono diventati invisibili. E continuano ancora a perpetrarsi ai danni delle persone più deboli e più indifesi, i cosiddetti “matti”, crimini uguali, se non peggiori, di quelli che venivano consumati dentro i manicomi…e nessuno dà voce a chi urla nel silenzio della propria sofferenza senza voce.
Maria.
Marzo 27th, 2007 at 12:39
@PastaMatic si proprio così…credo che sia proprio lui…non ne sono certo al 100%, ma a me sembra proprio lui.
Marzo 29th, 2007 at 15:09
il cd d simo è bellissimo forse meglio del primo ve lo consiglio
Aprile 4th, 2007 at 12:44
E’ davvero un album bellissimo..ironico, spensierato, impegnato e musicalmente originale. Il più bel album di musica italiana che io abbia mai ascoltato..ve lo consiglio. ciao
Aprile 11th, 2007 at 16:39
Mi fa skifo questo cd lui è uno dei soliti cantanti ke fanno successo senza avere talento.E poi se questo è il cd più bello ke hai ascoltato ti kiedo KE CAVOLO DI MUSICA ASCOLTI??????????????!!!!!!!!!!!!!! Ascolta Laura Pausini,Giorgia ,Zucchero, Vasco Rossi quella si ke è vera musica!!!!!!!!!!!!
Aprile 11th, 2007 at 16:47
@luca: secondo me mescolare Pausini,Giorgia ,Zucchero, Vasco e’ come bere cabernet mangiando la pizza
Maggio 6th, 2007 at 21:08
Cristicchi è solo un anticlericale ignorantello che vuole far soldi… Nonostante l’idea della canzone di sanremo sia corretta.
Maggio 20th, 2007 at 19:07
Dopo quest’album Cristicchi mi entra di diritto nel gotha dei miei 3 preferiti santoni della musica italiana d’autore: al fianco di Battiato,Gaber e Rino Gaetano. Ha il pregio di schizzare ed alternare brani con riferimento sociologico all’ironia. Grande album e decisamente sorprendente che nella discografia italiana di oggi sia uscito un talento simile. L’italia di pieo, nuovo canzone per l’estate, è la dimostrazione che slo un grande non si preoccupa di passare da un Ti regalerò una rosa ad un Italia di pIERO. Voto: 10+
Maggio 23rd, 2007 at 20:11
Decisamente apprezzabile sì questo lavoro, ha il pregio di essere nello stesso tempo leggero e tagliente, apparentemente easy ma sotto sotto ben elaborato, i testi soprattutto; tenendo poi conto della media dei vincitori di Sanremo, è un caso a dir poco eccezionale!
Luglio 9th, 2007 at 17:08
Semper Chissene!
Cristicchi Simone, nato a…………., residente…………..codice fiscale…………….professione: PARACULO.
siamo tutti bravi eh Simò?
Ma perchè anzichè vestirti come lo scemo del villaggio globale e fare i versini e gli occhioni come un panda, non vai veramente a fare assistenza sociale?
Magari proprio da quelle meravigliose persone che per un filo staccato si ritrovano matti sfasciati dalla nascita o peggio per aver subito un trauma psicologico?
E magari abbi il buongusto di evitare di specularci sopra.
Povero Pirla che sei, ti sei scordato di quando volevi essere come Biagio Antonacci e non ci sei riuscito?
Cos’è, ora vorresti essere come Aristide Mengozzi, psicolabile ricoverato in qualche centro di salute mentale insieme a una squadriglia di picchiatelli?
Smetti di scrivere cazzate su cose che meritano almeno il silenzio e la comprensione come forma di rispetto.
Le parole da usare sono ben altre, anzi non vanno neppure usate le parole, ci vorrebbero i fatti concreti.
A proposito, ho capito che devolvevi i diritti a qualche fondazione o a qualche casa di cura??
Noo? …Appunto mi sembrava di aver capito male.
Agosto 9th, 2007 at 15:33
quoto dawzo.
quando presentò la canzone a sanremo,tutti a dire “bravo,sono commosso,che belle parole”…io ero,forse,l’unica a pensarla diversamente.
è una bella canzone,siamo d’accordo. è orecchiabile e parla di temi importanti,ok.
ma poi?poi mi viene a presentare l’italia di piero?e che c’entra con ti regalerò una rosa,e le case di cura???
ho sempre pensato che avesse scritto questa canzone solo per smuovere gli animi,un espediente per essere sicuro di poter vincere sanremo.come è,poi,successo.
quanto mi fanno schifo queste cose.
almeno povia è andato a presentare il piccione,e non “oh poveri matti,nessuno li capisce,si suicidano etc etc…fatemi vincere per favore,io tratto temi importanti”
che amarezza
Agosto 14th, 2007 at 13:46
Ma che amarezza tu…anzi quelli che adesso, dopo mesi usano ANCORA come argomento di denigrazione di Simone la speculazione sul problema della malattia mentale. Ma non vi annoiate anche solo a scriverlo? Sono polemiche sterili, non ve rendete conto?
Va beh… comunque io propongo sempre l’informazione prima dello sputo della sentenza. Se poi non può fregarvene di meno di informarvi sul soggetto in proposito, liberissimi per carità ma perlomeno fate il favore di non sparare a zero sul un lavoro ed un impegno che non conoscete.Personalmente invece apprezzo e leggo con piacere i pareri, positivi e non, dal punto di vista musicale di chi perlomeno si è preso la briga di ascoltarsi gli album.
In ogni caso ci tengo a ribadire che ognuno è davvero libero di pensarla come vuole; solo non venitemi a fare quelli contro per forza. E’ una perdita di tempo ed oltretutto non è nemmeno così originale.
Ciao a tutti
Settembre 3rd, 2007 at 10:16
Vorrei dire una cosa a tutte le persone che hanno insultato o cercato di denigrare Simone Cristicchi:
NON SIETE OBBLIGATI A PARLARE (scrivere).
da ignorantelli quali siete 
Ve lo giuro… c’è il diritto di rimanere in silenzio…
…quindi approfittatene… così evitate tante bruttissime figure
Incredibile… mi hanno sempre fatto un po’ pena le persone che giudicano e insultano senza conoscere le cose e senza aver capito assolutamente niente.
E qui c’è la dimostrazione che di queste persone ne esistono veramente tante.
Il mondo è bello xkè è avariato!!!
Il commento su Simone non lo scrivo… ho avuto l’opportunità di conoscere Simo e di dirglielo personalmente cosa penso di lui… e non c’è bisogno di scriverlo in questo sito e in risposta a questi commenti del tutto stupidi e privi di significato.
Farebbe bene a tanti di voi conoscerlo di persona… così capireste le grandi str****te che avete scritto sul suo conto
Direi che è tutto.
Nancy!