Amici – La finale: vince Federico Angelucci

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Avrei voluto vederla fin dall’inizio questa finale di Amici, anno scolastico 2006-2007. Un’edizione particolarmente usa e getta, cominciata tardi e finita presto, ma solo in termini assoluti. Le singole puntate domenicali, infatti, hanno avuto una durata interminabile, come quella di stasera: quattro ore e mezza di futilità, di cui ne ho perse una buona metà. Mi sarebbe piaciuto vedere come lo scaldabagno rotto meglio noto come Federico Angelucci stracciava a colpi di mezzitoni stonati e ammiccamenti da real-macho l’odioso Massimiliano Orsi, meglio noto come Meeeeex. Uno che si è fatto detestare apertamente solo per il capello meshato tipo mantello di giraffa, fuori moda già nella prima metà degli anni 90. Il pezzato biondobeige è uscito immediatamente (e con disonore, esattamente come vi era entrato) da questa finale dove per lui non c’era spazio, se non sotto i piedi del Maestro Vessicchio, a cui poteva fare, al limite, da zerbino. Lo scaldabagno, nel frattempo, diventa sempre più boiler bollente e fa stramazzare al suolo anche Cristo (parlo del concorrente di Amici, eh, mica di quell’altro) con i suoi acuti da queerest of the queer.

Sfida pericolosa quella che Federico sceglie poi: l’ultima cantante rimasta in gara è Karima. Un autentico rullocompressore pronto a trasformare il boiler in stufetta. Ma il nostro eroe ha fatto bene i suoi conti e grazie ai televoti delle tredicenni invasate che ormai avranno consumato le dita, i tasti, la ricarica e pure quei pochi neuroni ancora rimasti, la sua resistenza ritorna ad essere infuocata e, scandalosamente, batte Karima. Lei, delusa e in lacrime, con il rimmel che si scioglie sulle guance paffute, lei, che ha dimostrato di essere l’unica in grado di riuscire con successo in tutte le materie, lei, elogiata anche dagli stimatissimi (eh, sì come no…) critici musicali presenti in studio, trova il coraggio di polemizzare contro la poca correttezza degli autori della trasmissione. Karima fa arrabbiare il preside Chicco, che alzando al cielo dei pezzi di carta di formaggio, come se fossero le tavole dei dieci comandamenti, sbotta: “se dici queste cose mi girano le palle, noi abbiamo lavorato fino alle tre di notte per preparare queste sfide“. Maria de Filippi (a proposito ma come è messa stasera? Sembra una che ha appena finito di fare le pulizie nel bagno di casa, dopo che il marito ha avuto un attacco di dissenteria) blatera vocaboli incomprensibili tipo “Notaio“, “Codacons” e “Vattelapesca“. Da questo momento Karima, seppur perdente, è il mio idolo.

A giocarsi la finalissima rimangono il sempre più scialbo Federico (a cui ormai si sono afflosciati i capelli), il quale tenta di impietosire le povere disgraziate che ancora non hanno votato per lui con lo sguardo da cavia che sta per essere sottoposta ad esperimenti genetici, affermando: “Mi sembra di non meritarmelo“, e Agata, con la sua famosa scucchia e i piedi talmente piatti che ci si possono suonare due interi LP. E a pensarci bene la competizione è quantomai equilibrata: ci sono in gara due autentici non-talenti, giunti dove sono grazie solo alle polemiche durate cinque mesi e alla calunnia reciproca. Tra i due, di capacità artistiche, non v’è nemmeno l’ombra. E’ il momento della prova di “Improvvisazione Daniel Exrxzayszzakwsalow“: una cosa che chi non ha seguito il programma non capirà, ma che purtroppo rimane incomprensibile anche a chi ha visto tutte le puntate. In sintesi: una delle esibizioni più schifose che sia mai passata in televisione. Il match si conclude con Agata, dilaniata, distrutta, passata al tritacarne da parte degli insegnanti di danza, e con una performance canora incredibilmente discreta di Federico (la prima dopo cinque mesi!): a questo punto meriterebbe la vittoria. E così accade: le sue sostenitrici teen non perdono la kappa, e in un trionfo di ritagli di giornale, coriandoli e spazzatura, è incoronato vincitore. La festa è finita, telepromozione.

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