Tutto questo è Beautiful

Mi ricordo che più di 15 anni fa tornavo a casa dalle scuole medie e all’ora di pranzo la tv era sintonizzata su Rai 2. Mia madre era una specie di statua di sale, ipnotizzata dalle avventure di Ridge, Brook, Thorne, Stephanie, Eric e tutti gli altri componenti della famiglia Forrester. Non potevi neanche dire “A” che venivi zittito a padellate in faccia se osavi distrarla dai dialoghi che, ammetto, non sono mai stati facili da seguire: Stephanie, ad esempio, per fare una frase ci metteva tre quarti d’ora e intervallava ogni parola con una diversa espressione del viso che andava dal totale sbigottimento all’indignazione più profonda e solo alla fine ti rendevi conto che, in soldoni, voleva semplicemente dire “Brooke sei una lurida sgual*rina”.

All’epoca ricordo che Brooke e Ridge tentarono di sposarsi milioni di volte, senza mai riuscirci, perchè c’era di mezzo una certa Caroline. Che poi morì e resuscitò, stessa cosa che capitò un paio di volte anche a Taylor, una decina d’anni più tardi. Solo che Taylor rimase morta giusto il tempo di passare a farsi un bel po’ di ritocchi dal chirurgo estetico, a meno che la resurrezione oggigiorno non provochi automaticamente una quarta di reggiseno, gli zigomi alti sei metri e le labbra a canotto. Più recentemente ho vaghi ricordi anche di una specie di aspirante cantante (sparo un nome, ma potrei non azzeccarlo: Amber), che aveva fatto di tutto per essere messa incinta dal figlio di Brooke. Ci riuscì, ma il bambino morì dopo il parto e lei lo seppellì in gran segreto nel giardino, tra le felci e i rododendri. Dopodiché rapì il neonato di una sua parente e lo sostituì al proprio. Insomma, di questa didascalica soap opera, mi spiace di aver visto poco, ma quel poco è stato davvero allucinante.

Chissà perché, ma mi vien da pensare che se Beautiful fosse prodotto in Cina, non sarebbe mai riuscito a superare le 5000 puntate e festeggiare i 20 anni di vita, dovendo imporre tali restrizioni alla trama.

In Cina le soap devono seguire tutte un certo filo conduttore e sono controllate dall’emittente di stato, che pratica una forma di censura sui contenuti dei programmi. Il governo cinese durante le vacanze nazionali, non a caso, ha vietato la trasmissione di soap operas “che non siano in armonia con gli interessi del popolo”. Il vicesegretario del dipartimento di stato cinese che si occupa di stampa e televisione Wang Weiping ha spiegato più chiaramente come stanno le cose: “In Cina i mezzi d’informazione non possono sottostare alle regole del libero mercato, perché rappresentano la voce del partito e quindi devono essere controllati”. (tratto da Millecanali)

E chissà come la catalogherebbero in Cina  quella reality soap psicodrammatica tra Luca Dorigo e Melita Toniolo al Grande Fratello. Dopo quello che ho visto ieri sera, io la definirei soltanto una inutilmente mastodontica e sopravvalutata frantumazione di gonadi. Meglio Beautiful tutta la vita.

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