Sanremo 2007: vince Simone Cristicchi con “Ti regalerò una rosa”

Ieri mi è andata di lusso, ma non bisognava essere Nostradamus o il mago Do Nascimento per azzeccare la vittoria di Fabrizio Moro. Oggi non ci sarebbe motivo di sfidare nuovamente la fortuna già alle quattro del pomeriggio ed azzardare anche il nome del vincitore della categoria “Big”. Ma chissenefrega: comunque andrà, Cristicchi per me avrà vinto in ogni caso.

Oggi ho sentito la versione radiofonica di “Ti regalerò una rosa“: ho avuto un brivido lungo la schiena e la pelle d’oca, quella vera, non quella che mi viene di solito quando ascolto Paris Hilton o Britney Spears. Una cosa che non mi capitava da anni ascoltando una canzone alla radio (ma forse perchè da anni ascolto solo radio che trasmettono Paris Hilton e Britney Spears). Capisco che il mio giudizio possa essere inficiato dal fatto che io, “carampano” di Cristicchi, un po’ lo sono, e da tempi non sospetti. Basta chiederlo al lettore cd della mia auto, che “Fabbricante di Canzoni” l’ha consumato da quanto l’ha suonato, una volta si è pure incasatrato dentro ed ho dovuto portare la macchina al centro assistenza per farlo estrarre a martellate.

Se Simone Cristicchi davvero vincerà, ci sarà un interrogativo importante da porsi, ovvero quello della direzione che sta prendendo la musica italiana. Dopo la vittoria di Fabrizio Moro di ieri sera (che io continuo a considerare un clone di Cristicchi molto “leccapiedi“), abbiamo in vetrina due brani che con la “canzonetta” italiana che il Festival si fregia di rappresentare, non c’entrano proprio nulla. Due brani poco cantati e molto parlati, moderni e dal richiamo internazionale, con testi impegnati e arrangiamenti minimali, lontani anni luce dall’inutile pomposità chiassosa tipo sagra della piadina di cui gran parte della musica nostrana fa parte (tanto per fare dei nomi presenti a Sanremo: Al Bano, Tosca, Leda Battisti). E, nel bene (Cristicchi) o nel male (Moro) per noi che siamo tradizionalmente legati a violini, fisarmoniche, bande di piazza e rime che non vanno oltre a “sole/cuore/amore”, mi sembra un’ottima occasione per tentare di iniziare a costruire qualcosa di nuovo.

Le chissenecronache e tutto il resto sul Festival di Sanremo 2007.

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