Sanremo 2007 – Seconda serata

Ore 21.10. Ti aspetti la solita musica, la solita gente appassita, ragnatele e sbadigli, ovvero Sanremo. E invece trovi: la solita musica, la solita gente appassita, ragnatele e sbadigli, ma sei davanti ad una edizione straordinaria del Tg1, in cui la giornalista con un sorriso a 64 denti annuncia la fiducia al governo Prodi bis. La solita musica, la solita gente appassita, ragnatele e sbadigli, insomma. Cominciamo bene.

Fushelle è in ritardo ed entra in scena da un tombino in mezzo alla platea. Ha il reggiseno sopra al vestito, oppure è nuda completa? Anche stasera, come mi hanno già fatto notare ieri sera tra i commenti, la Hunziker asssomiglia in maniera impressionante a Paris Hilton. Il primo “big” della seconda puntata è Pablo Meneguzzo, uno che si spaccia per ventottenne (e per eterosessuale) da almeno dieci anni. Canta “Musica”, ma è più che altro una “Lagna”. Ecco due veri outsider: i Bella Brothers con “Forever per sempre”. Che con questa tiritera vogliano abbandonare forever per sempre la scena musicale? Aridatece “Nell’aria“!!!!

Video di Patty Pravo, Irene Grandi e Vasco Rossi vengono mostrati per introdurre la carriera di autore di Gaetano Curreri, frontman degli Stadio. Perchè non si limita a fare l’autore di brani altrui visto che quando scrive per sè concepisce obbrobri tipo questa “Guardami”? Sara Galimberti è la prima nuova proposta di stasera. Sembra Massimo Boldi con i capelli.

Primo cambio d’abito di Fushelle: da nude look a sogliola al cartoccio in una mossa. E’ il turno di Tosca e della canzone più brutta e antiquata finora ascoltata, “Il terzo fuochista”. Sembra di essere al circo Togni. Cosa abbia fatto costei per essere catalogata tra i “big” è un mistero nazionale: Mario Scaramella sta indagando. Patrizio Baù, giovane maestro di musica (ma dove ad “Amici di Maria”?) viene salutato dai suoi allievi, forse perchè da Sanremo teme di non far ritorno. Avendo sentito il brano, le sue preoccupazioni sono decisamente fondate.

Scende la scalinata (a fatica: ma che cos’ha, le gambe di legno?) Johnny Dorelli. La sua “Meglio così” non è proprio da buttar via dal punto di vista musicale e melodico, ma sembra di aver fatto un balzo indietro di almeno 50 anni. Non che se ne sentisse la necessità. Romina Falconi ha una bella voce (“una Giorgia col naso della Pausini” la definisce la Gialappa’s) e canta “Ama”: canzone ipersanremese che strizza l’occhio al soul e all’arrenbì. Momento comico: Ficarra e Picone.

Ospiti stranieri (è bene ricordare che sono pagati con i soldi di tutti noi): quattro tacchini con l’aviaria lessati nel brodo della nostalgia. I Take That. Davanti ad un tale playback e cotante coreografie non resisto e vado in bagno (non è colpa mia se a quest’ora ogni sera mi viene lo stimolo). Per fortuna ritorno davanti alla tv giusto in tempo per farmi triturare le trombe di eustachio da Al Bano. “Nel perdono”: canzone dedicata alla Lecciso? O a Romina?

Noooo, ma io mi rifiuto!! Anche stasera la recita parrocchiale, il remake del musical della Tic Tac, il balletto dei tarantolati tratto dallo spettacolo teatrale della Hunziker. Dov’è Kofi Annan? Voglio una risoluzione dell’ONU che blocchi questa barbarie.

Torniamo ai giovani. Fabrizio Moro mi sta sulle scatole già prima che canti. Ha fatto tanti lavori (facchino, meccanico, muratore) e oggi realizza il sogno di esibirsi sul palco fiorito. Si becca un applauso di circostanza dopo aver spiegato che la sua canzone è dedicata a “Falcone e Borsellino”. Ovazione del pubblico, dopo l’esibizione di Moro (che se dobbiamo dirla tutta è un clone malriuscito di Cristicchi). Ho il timore che questo qui mi vinca la sezione. Arriva uno dei superfavoriti: Paolo Rossi con l’inedito di Rino Gaetano. Una filastrocca che a me piace, al pubblico in sala molto meno, alle giurie demoscopiche chissà.

Gli FSC vengono presentati come i preferiti di Battiato. Visti così sembrano i Lunapop venuti bene. E il target di pubblico a cui si rivolgono con la loro canzone è lo stesso. Ma non è mica una cosa negativa. Bravini, il pezzo è carino anche se penalizzato dall’esecuzione orchestrale. E’ mezzanotte, la palpebra cala sul secondo momento comico in cui ricompaiono Picone e Ficarra. Secondo ospitone: John Legend.

Finalmente lo sforzo di tre ore passate davanti allo strazio sanremese viene ripagato. Non vedevo l’ora che arrivasse Amalia Grè, una che ha tutte le carte in regola per essere la rivelazione trash del festival. Amalia non canta, raglia. Parole buttate là a random, metrica inesistente, io l’adoro. Era evidentemente emozionata dall’atmosfera (o forse aveva semplicemente sonno), ma nelle prossime serate esprimerà al meglio (o al peggio che per lei è uguale) se stessa. Ci conto. Pier Cortese si ricicla come cantastorie pseudocolto, ma passa abbastanza inosservato. Fabio Concato: “svolta rock” anche per lui, azzarderei. Mi appisolo. Elsa Lila, dalla Romania Albania con torpore. Ultimi “big” ad uscire sul palco sono i Velvet. La loro mutazione nelle “Vibrazioni”, per look, sonorità, e falso fighettonismo è agghiacciante.

I giovani promossi:

Romina Falconi – Ama
Sara Galimberti – Amore ritrovato
Elsa Lila – Il senso della vita
Fabrizio Moro – Pensa

(e noi c’abbiamo sempre il Controfestival)

Le chissenecronache e tutto il resto sul Festival di Sanremo 2007.

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