Sanremo 2007 – Prima serata

Tende da camera mortuaria che si alzano sull’innovativo requiem che fa “parappapappaparà”. Il parrucchino tinto di fresco di Pippo Baudo scende la scalinata fatta di lustrini, paillettes e carta vetrata ed è subito clima di restaurazione. Sanremo è proprio Sanremo. Michelle Hunziker compare in lontananza in una nube di moscerini e lacca per capelli. L’abito, firmato dal reparto salotti in saldo del Mercatone Uno, perde i pezzi per strada e fa confondere Michelle con la scenografia. Ah, perchè quest’anno una scenografia c’è, ma quasi quasi preferivo la spianata di catrame dell’anno scorso.

Michelle, dicono alla radio, sembra ingrassata: per cui da oggi la chiameremo Fushelle. Non è ancora una brava attrice, Fushelle. Ci mette tre quarti d’ora per far finta di commuoversi e aspettare che le si inumidiscano gli occhi. Noi, invece siamo molto più rapidi: per metterci a piangere ci basta ascoltare i suoi terrificanti latrati su una canzone scelta a caso (purtroppo non si tratta della hit hot “From noon to Midnight“, ma di “Adesso tu” dell’ex marito). Era meglio se il maestro Pippo Caruso quel “Mi bemolle” glielo spaccava in testa, almeno avremmo messo subito fine alla sofferenza.

Comincia la gara con “Appena prima di partire” degli Zero Assoluto: nome omen. Dallo “Schiavo D’Amore” Piero Mazzocchetti cosa ci si poteva aspettare se non una gag in tedesco con la Hunziker? Affascinante il suo strabismo di Venere (di Mazzocchetti, non della Hunziker). E’ il turno della giovane Mariangela che canta “Ninna nanna ninnaò questa volta a chi la do” o una cosa del genere. Poteva anche cantare “Quel mazzolin di fiori” o “Tanti auguri a te”, tanto avrebbe sortito lo stesso effetto. Arriva DJ Francesco: non è solo poiché un ordine restrittivo della procura di Sanremo lo obbliga a presentarsi accompagnato da un genitore.

Che cosa ha fatto Antonella Ruggiero, si è gonfiata con l’elio? E soprattutto perchè è in vestaglia da camera? Tempo di nuove proposte: i Piquadro, ovvero i figli di Brian e Garrison [(c) Mago Forest] cantano il primo brano leggermente orecchiabile della serata. Certo che bisogna essere davvero disperati per elogiare due residuati di “Amici di Maria”, ma tant’è. Prima di capire e giudicare “La Paranza” di Daniele Silvestri dovrò iscrivermi ad un corso di balli latinoamericani. I Grandi Animali Marini sono i protagonisti della polemica dell’anno: il brano da loro proposto sarebbe già edito, ma bisognerebbe polemizzare di più sul fatto che forse qualcuno ha rubato le corde vocali al cantante.

Momento comico: non è una nuova esibizione canora di Fushelle, ma Antonio Cornacchione. Non mi ha mai fatto ridere e neanche mai sorridere, anzi di solito mi provoca noiosi effetti collaterali. Approfitto per andare in bagno. Torno giusto in tempo per vedere l’imitazione di Prodi. Banale, ma carina.

Momento comico tragico: addio timpani, stavolta è davvero una nuova esibizione canora di Fushelle. Machecosaccavoloè questa porcheria? Il musical delle Tic Tac riveduto e corretto? La recita dell ACR? Il grande gioco dell’Oca? Ah no, è una semplice marchetta dello spettacolo teatrale della Hunziker. Ma davvero c’è qualcuno che va nei teatri e spende soldi per vedere questa schifezza? Nel frattempo gli Scissor Sisters stanno piazzando delle cariche di dinamite dietro le quinte.

Terzo cambio d’abito per Fushelle: sceglie un color rosso sangue (quello che ancora cola dalle nostre orecchie) che “fa pendant” con la chioma di Milva. Intanto la Gialappa’s si interroga se la Pantera di Goro sia “rossa anche sotto“. Mi aspettavo una cover dei Queen (lei d’altronde è la Queen of Sanremo) e invece questa “The Show Must Go On” è una canzone sorprendentemente interessante, il genio di Faletti si sente. Ma chi è il pazzo suicida che ha deciso di farla cantare a questa babbiona?

Arrivano finalmente gli ospiti stranieri e crolla subito il mito. Perchè cantare dal vivo? Gli Scissor Sisters (e quelli che in generale fanno musica elettronica) fanno orrore quando tentano di fare dei live spacciandosi per “gruppi veri”. “I don’t feel like dancing”, comunque, nonostante le stecche del cantante, resta la miglior canzone finora ascoltata.

Riprende la gara con Jasmine, che avevo già definito “la nuova Jenny B”, ma stasera tenta di fare la Diana Ross de’ noantri. Tentativo fallito: sarà colpa dell’emozione, ma l’esibizione di Jasmine è pietosa. Peccato perchè la canzone sarebbe quasi carina. Simone Cristicchi è il preferito di Baudo, e a questo punto anche il mio. Bella canzone, sanremese, ruffiana, ma mi garba. Mica posso stroncarle tutte, no? Ecco, quella di Marco Baroni in stile Ruggeri la stronco. Si alza nuovamente l’età media sul palco dell’Ariston, mentre si abbassano le palpebre con “Luna in piena” di Nada. Che è successo alla storica interprete di “Ma che freddo fa”? Le si è congelata l’ugola? Ha mangiato un rospo? Ha fumato duecento cubani? Sembra il delirio di un etilista.

Ancora musica internazionale: ma a Pippo e Fushelle non interessa nulla di Norah Jones. Loro vogliono solo appropriarsi del suo pianoforte e giocherellare, umiliando la povera ospite. Momento di imbarazzo trash sul finale della canzone, quando Norah, che finora aveva mascherato discretamente il playback, viene sgamata da un tragico episodio: la base si interrompe improvvisamente. Il gelo scende quando i conduttori le chiedono se vuole ovviare all’incidente “rifacendo il finale“. Sì, Pippo, sogna. Norah Jones scatta in piedi e fugge dal palco terrorizzata, come Jerry braccato da Tom.

E’ l’ora dell’esordiente Stefano Centomo e del veterano Mango (svolta rock!): passano entrambi inosservati. I Khorakhanè pure: a questo punto della serata la sonnolenza la fa da padrona. Leda Battisti ed il plagio spagnoleggiante di “Amado mio” danno il definitivo colpo di grazia.

Per fortuna siamo alla fine. Arriva con uno sbalorditivo effetto speciale la lista dei giovani che sono stati promossi:

Marco Baroni – L’immagine che ho di te
Stefano Centomo – Bivio
Jasmine – La vita subito
Piquadro – Malinconiche sere

(e, di fronte a sti quattro, non sono forse meglio i protagonisti del Controfestival?)

Le chissenecronache e tutto il resto sul Festival di Sanremo 2007.

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